Il Presidente dell’Ordine dei Medici: “Costretti ad arrangiarci nella gestione delle cronicità del territorio”

LUCCA – Il ruolo dell’ordine dei Medici, i valoro fondanti della professione, lo stato di salute della sanità toscana e lucchese, il nuovo ospedale, le prospettive per i giovani che spinti dalla passione provano a intraprendere questa carriera-missione. Tanti argomenti sui quali abbiamo coinvolto il presidente dell’Ordine, Umberto Quiriconi.

Dottor Quiriconi, lei è stato confermato per la quarta volta alla guida dell’Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri della Provincia di Lucca, ci può parlare di questa prestigiosa e fondamentale categoria professionale?

“L’Ordine della Provincia di Lucca è uno tra i più antichi in Italia, la sua fondazione risale al 12 ottobre 1563 quando il Collego dei Saggi decise di istituirlo nella libera Città di Lucca per distinguere la professione del Medico da quella degli Speziali e dei Cerusici. Attualmente l’Ordine abbraccia le zone di Lucca, Piana di Lucca, Garfagnana e Versilia e conta 2593 iscritti. All’interno di esso sono presenti l’Albo Medici che conta n. 2364 colleghi e l’Albo Odontoiatri con il suo Presidente dottor Massimo Fagnani con n. 449 iscritti. Le altre cariche ordinistiche sono rappresentate dal dottor Cosma Volpe, Vice-Presidente, il dottor Gilberto Martinelli, Tesoriere, il dottor Antonio Carlini, Segretario e il dottor Ferruccio Lucchesi come Presidente del Collegio dei Revisori dei Conti”.

Quali sono le sue mansioni più nel dettaglio?

“Le mie mansioni si identificano con quelle istituzionali dell’Ordine e cioè: compilare e tenere l’albo dell’Ordine e del Collegio e pubblicarlo al principio di ogni anno, vigilare alla conservazione del decoro e della indipendenza dell’Ordine e del Collegio, designare i rappresentanti dell’Ordine o Collegio presso commissioni, enti ed organizzazioni di carattere provinciale o comunale, promuovere e favorire tutte le iniziative intese a facilitare il progresso culturale degli iscritti, dare il proprio concorso alle autorità locali nello studio e nell’attuazione dei provvedimenti che comunque possono interessare l’Ordine od il Collegio,esercitare il potere disciplinare nei confronti dei sanitari liberi professionisti inscritti nell’albo, salvo in ogni caso, le altre disposizioni di ordine disciplinare e punitivo contenute nelle leggi e nei regolamenti in vigore, interporsi, se richiesto, nelle controversie fra sanitario e sanitario, o fra sanitario e persona o enti a favore dei quali il sanitario abbia prestato o presti la propria opera professionale, per ragioni di spese, di onorari e per altre questioni inerenti all’esercizio professionale, procurando la conciliazione della vertenza e, in caso di non riuscito accordo, dando il suo parere sulle controversie stesse. Naturalmente l’Ordine cerca sempre di “fare opinione” su tematiche socio-sanitarie di rilievo”.

Parliamo anche della sua storia professionale, da medico a Presidente dell’Ordine.

“Mi sono laureato nel 1976 presso l’Università di Pisa, nel 1980 ho conseguito la specializzazione in Neurologia, nel 1983 quella in Psichiatria, nell’arco temporale da 1993 al 2006 sono stato Presidente Provinciale del Sindacato SNAMI con presenza nel Comitato Centrale dello stesso fino alla mia elezione a Presidente dell’Ordine nel 2006. Attualmente svolgo la professione di Medico di Medicina Generale convenzionato SSN e di Specialista Psichiatra presso una struttura privata”.

Quali sono i valori fondanti della Professione di Medico e come l’Ordine li divulga o sostiene?

“I valori fondanti sono quelli contenuti nel nostro giuramento professionale e cioè: la competenza, l’onestà intellettuale, la beneficialità verso il paziente, la lealtà verso i colleghi. L’Ordine divulga questi valori tramite la proposizione di convegni, corsi di aggiornamento, incontri e quant’altro serva a tale proposito”.

Come sta cambiando la professione del Medico e dell’operatore sanitario con l’evolversi della società e delle strutture sanitarie, ma anche delle nuove conoscenze?

“La professione medica sta cambiando molto per tutti i fattori sopra elencati, in particolare la Società e le istituzioni tendono sempre più a trasformare la figura del paziente in quella del cliente il che comporta un approccio completamente diverso a quelle che sono le problematiche sanitarie della persona, specie da un punto di vista medico-legale e fiscale. Le nuove conoscenze, specialmente in ambito diagnostico, hanno profondamente cambiato l’approccio alla malattia mettendo in secondo piano l’aspetto clinico che invece dovrebbe costituire di fatto la principale modalità di gestione della malattia; il tutto comporta un tecnicismo esasperato e l’induzione di consumi sanitari spesso impropri. Per quello che riguarda le strutture sanitarie, viste le ristrettezze economiche del periodo storico che stiamo attraversando, vige sempre di più per gli amministratori una modalità di gestione di tali strutture basata principalmente su tagli, accorpamenti, ridimensionamento di servizi; il tutto con allungamento delle liste di attesa, disoccupazione e svalorizzazione professionale dei colleghi”.

Qual è la situazione della Sanità lucchese dal suo punto di vista?

“E’ una situazione attualmente di estrema precarietà con una riforma sanitaria regionale in fieri che desta non poche perplessità; il nuovo ospedale per acuti mostra ancora criticità organizzative e scarsa utilizzazione dei posti letto legata anche a scarsità di personale medico e infermieristico. La medicina territoriale che dovrebbe costituire il fulcro dell’assistenza sanitaria del futuro per i bassi costi, la capillarità, la prevenzione, stenta a decollare per la scarsità di risorse impiegate di fatto costringendo i Medici di Medicina Generale ad arrangiarsi nella gestione delle cronicità del territorio”.

Nel giugno scorso l’Ospedale San Luca ha celebrato il suo primo compleanno: che cosa pensa di questa struttura, è un punto di forza per la nostra Provincia? Oppure si sono evidenziate carenze?

“Si tratta di un ospedale senz’altro moderno, di cui però nessuno sentiva la mancanza, e mi riferisco a medici e pazienti, ma fortemente voluto dalla Regione. Penso che i fondi per la sua costruzione sarebbero stati senz’altro più opportunamente impiegati nella Medicina Territoriale. L’Ospedale infatti è destinato ad accogliere solo i casi urgenti, la cronicità ed il post acuzie sono demandate al territorio che si trova però senza risorse”.

Nei giorni scorsi è stato eseguito e seguito in diretta un intervento chirurgico a Roma, che si stava svolgendo al nosocomio San Luca: un evento significativo per la Sanità toscana in particolare lucchese?  

“Certamente è solo un esempio delle ottime professionalità esistenti all’interno del nostro ospedale che tuttavia in molti casi non possono essere valorizzate a pieno a causa di carenze organizzative, finanziarie e di personale”.

E’ entrata nel vivo la polemica legata alla Legge Regionale 28 sull’organizzazione delle ASL (il 15 dicembre il consiglio regionale voterà la Legge 33): che cosa ne pensa? Che cosa cambierà?

“Francamente sono assai perplesso perché, al di là di una riduzione del numero delle figure apicali (che comporterà un risparmio irrisorio) la centralizzazione della Dirigenza rischia di rendere problematica la risoluzione dei problemi della periferia”.

La Conferenza dei Sindaci ha confermato la volontà di mantenere una certa autonomia per quanto riguarda la Sanità lucchese, perché è così importante? Che cosa manca all’interno della Legge Regionale?

“Premesso che la Legge Regionale è tuttora in discussione, manca un organismo vero e proprio di confronto con le realtà locali, organismo che può essere validamente costituito proprio dalle Conferenze dei Sindaci”.

Quali sono più in generale i punti di forza, le eccellenze del nostro territorio, ma anche le difficoltà incontrate da medici ed operatori sanitari?

“I punti di forza sono certamente rappresentati dalla grande competenza professionale, dal senso di responsabilità e dalla passione di tutti i medici, vera risorsa che permette al Servizio Sanitario pubblico di sopravvivere”.

Parliamo della Legge 161 del 2014 sui turni di lavoro anche nell’ambito medico: ha portato ad una migliore qualità ed efficienza dei servizi offerti? o invece si sono evidenziate mancanze?

“La risoluzione del problema è affidata attualmente ad un emendamento della Legge di Stabilità che si ripropone di assumere nell’immediato a tempo determinato 6000 sanitari istituendo successivamente i concorsi per assumerli a tempo indeterminato”.

Quali sono le prospettive future di un giovane che si appresta ad intraprendere gli studi in ambito sanitario? 

“Guardi, personalmente sono pessimista. Attualmente vedo prospettive piuttosto buie, mancando una vera programmazione formativa e di carriera”.

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