La scuola lucchese si dà i voti

LUCCA – La scuola lucchese si dà il voto e lo fa a tre anni dalla prima approvazione del regolamento per l’autovalutazione delle performance degli istituti italiani.

Siamo andati a trovare Donatella Buonriposi, il vertice della nostra scuola. Un tempo non lontano l’avremmo definita Provveditore agli studi, oggi la formula è decisamente più complessa: dirigente dell’Ufficio 9° Territoriale di Lucca e Massa Carrara. La nomina è arrivata nella scorsa primavera, in seguito alla riorganizzazione degli uffici di livello dirigenziale presso i vari uffici scolastici regionali. La Buonriposi, ex assessore all’istruzione della giunta Favilla, presiede l’ufficio di piazza Guidiccioni dallo scorso 23 aprile.

Laureata in pedagogia a Firenze con 110 e lode, la neo dirigente territoriale ha rilanciato l’istituto “Fermi-Giorgi” che ha guidato dal 2007, istituto che vanta il maggior numero di iscritti di tutta la provincia. Precedentemente era stata direttrice didattica del circolo di Castelnuovo e reggente del Comprensivo di Castiglione, poi dirigente del Comprensivo di Bagni di Lucca.

L’incarico che la attende è gravoso, perché la Dirigente dovrà occuparsi delle scuole delle province di Lucca e Massa Carrara, un’area molto vasta ed eterogenea. La reggenza dell’ambito territoriale di Lucca era affidata a Claudio Bacaloni, che resta alla guida dell’ufficio scolastico regionale dove era vice direttore generale in attesa di diventare lui il direttore regionale.

La scuola è ora “in chiaro”: sono infatti “on-line” i Rapporti di Autovalutazione (Rav) delle scuole, frutto di un anno di lavoro in cui ogni istituto ha confrontato i propri dati con quelli provinciali, regionali e nazionali e ha messo nero su bianco i propri punti di forza e debolezza, abbinandoli a precisi obiettivi di miglioramento. Esiti degli scrutini e degli esami di Stato, risultati delle prove Invalsi, informazioni sulla prosecuzione negli studi o nel mondo del lavoro degli studenti diplomati, caratteristiche del dirigente scolastico (anni di esperienza, tempo di permanenza nella scuola), caratteristiche del corpo insegnante (dall’età media dei docenti alla tipologia di contratto prevalente), informazioni dettagliate sull’organizzazione del curricolo e della progettazione didattica, informazioni.

Dottoressa Buonriposi, come si è arrivati al sistema di autovalutazione delle scuole e a che cosa serve questo nuovo strumento?

“Ci si è arrivati dopo un processo avviato, le sembrerà strano, più di 15 anni fa con l’Autonomia scolastica del 1999. Autonomia significa organizzazione, maggiore responsabilità e misurazione dei risultati raggiunti. La valutazione è uno strumento per migliorare la qualità. Nella nostra provincia il 95% delle scuole ha svolto il RAV ossia il rapporto di autovalutazione. Le voglio dare un’indicazione utile per i genitori e gli studenti che tra poco saranno chiamati a iscriversi e scegliere la scuola. Sul sito del Miur tra i vari settori da consultare vi è “scuola in chiaro”. Cliccandovi sopra e digitando il nome di una qualunque scuola ogni genitore ha la fotografia esatta della scuola e la sua valutazione. Su scuola in chiaro possiamo leggere i punti di forza e le criticità che le scuole hanno evidenziato. E devo dire che la maggior parte lo ha fatto con estrema precisione e massima obiettività”.

Quali sono i punti di forza degli istituti della provincia?

“Direi che sono molti: attenzione ai contenuti e alle metodologie, attenzione alle competenze, attenzione ai ragazzi svantaggiati e molte attività di inclusione e di educazione alla civile convivenza”.

Quali le carenze, le situazioni da migliorare?

“I punti di criticità riguardano soprattutto gli spazi: i comprensivi hanno scuole che risalgono agli anni 60/70 e non sono quindi pensati in base ai bisogni di oggi. Mancano laboratori, gli spazi mensa sono ristretti, le palestre spesso assenti (quest’ultime mancano in molti istituti superiori)”.

Quale sarà lo step successivo del sistema di autovalutazione?

“La valutazione è un processo abbastanza complesso ed è così strutturato: Vi sarà un comitato interno costituito da 7 membri, uno è il dirigente scolastico che lo preside. Due docenti individuati dal collegio docente, un docente, un genitore uno studente individuati dal Consiglio di Istituto; un membro esterno individuato dal direttore USR di Firenze. Il suo compito è la valorizzazione dei docenti e il loro superamento del primo anno di attività. La valutazione della scuola ricadrà in primis sul dirigente e il direttore USR; rilevate le criticità del suo istituto dovrà indicare nel contratto gli obiettivi che dovrà raggiungere per risolvere appunto le criticità emerse. Solo il 10% delle scuole saranno valutate, il motivo è che si parte in via sperimentale con un comitato esterno (saranno diversi ovviamente su tutto il territorio) che prima deve essere formato. Inoltre gli ispettori che dovranno essere nominati, sono molto pochi e se ne dovranno preparare e reclutare altri forse attraverso un concorso”.

C’è il rischio di innescare una sorta di competizione tra scuole e di generare istituti di serie A e di serie B?

Non si potrà parlare di scuole di serie A o B, la valutazione ha proprio lo scopo di ridurre le criticità e dunque le differenze che potrebbero emergere tra scuola e scuola. Se vi sarà quella in cui mancano per esempio le attrezzature informatiche, se ne dovranno comprendere le ragioni e al dirigente scolastico verrà richiesto di adottare tutte le strategie più idonee per ridurre questo gap”.

La scuola lucchese utilizza le nuove tecnologie o strumenti in grado di velocizzare ed integrare il lavoro di docenti e studenti?

“Le nostre scuole sono dotate di mezzi multimediali direi grazie anche ad un importante progetto della Fondazione Cassa di Risparmio denominato UIBI, che ha fornito alle scuole computer, tablet e ha fatto la formazione dei docenti per tutta la provincia. La legge 107 tenta concretamente di avvicinare il mondo della scuola al mondo del lavoro, ma anche qui parliamo di alternanza scuola / lavoro fin dalla riforma Moratti che la istituì con la legge 53 del 2003. Oggi trova uno spazio notevole con la buona scuola: 400 ore dovranno essere fatte in azienda da parte degli istituti tecnici e professionali, 200 ore invece riguardano i licei. Un grosso impegno per le scuole e i docenti…non a caso la riforma ha stanziato un bonus per gli insegnanti che il DS dovrà individuare”.

La “buona scuola” vuole riportare al centro le materie umanistiche: sono davvero così importanti per la formazione dei giovani?

“Le materie umanistiche sono fondamentali e meglio possono essere svolte con l’uso intelligente delle nuove tecnologie”.

Lei è da poco al vertice della scuola lucchese: quali sono i suoi obiettivi?

Il provveditore oggi ha cambiato la sua denominazione, è anche lui un dirigente. Molti continuano a chiamarlo così, come chiamiamo ancora presidi i direttori scolastici, del resto dire “dirigente ufficio territoriale ambito IX …è impossibile! Il suo ruolo? Sarebbe importante se interpretato in modo nuovo, meno burocratico e più operativo a stretto contatto con le scuole. Io mi ritengo a disposizione dei miei colleghi, degli insegnanti e soprattutto dei ragazzi. Il mio compito è quello di far emergere il meglio che abbiamo, promuovere alcuni settori strettamente collegati alla scuola come quello culturale, turistico e dell’innovazione tecnologica. Queste almeno le direttive che mi sono data. Poi certamente ho anche il compito di rilevare eventuali storture e rappresentarle al Direttore generale per gli interventi di competenza”.

5 commenti

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5 Commenti

  • Admin
    20 novembre 2015, 11:23

    Finalmente una bella immagine di concretezza e professionalità, Complimenti Dott,ssa Buonriposi!

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  • Admin
    20 novembre 2015, 11:54

    “C’è il rischio di innescare una sorta di competizione tra scuole e di generare istituti di serie A e di serie B?”

    Ma, nell’Italietta postsessantottina, il concetto di meritocrazia proprio non vuole attecchire, eh: nulla da fare, zero, non si vede una luce all’orizzonte.

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  • Admin
    20 novembre 2015, 13:10

    voto alla Prof: 10 e lode!

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  • Admin
    20 novembre 2015, 17:40

    non sottovalutiamo l’autovalutazione una autovalutazione seria, basata su parametri oggettivi e non addomesticata
    ma di questo non dubitiamo per la serietà della nostra dirigente, è nell’interesse della stessadirigente, perchè aiuta a fare le scelte giuste
    la valutazione, che tanta resistenza ha registrato fra gli insegnanti, pure, prevista dalla riforma della buona scuola
    è una innovazione importantissima se collegata a premi ed avanzamenti di carriera e, soprattutto, al miglioramento della formazione ed all’incremento dei successi fra gli studenti,nasce una nuova scuola che aiuterà il paese a crescere senza paura di misurarsi con altri sistemi, costituiremo, secondo me, un benchmark con cui altri dovranno misurarsi in molti settori

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  • Admin
    20 novembre 2015, 22:32

    All’autovalutazione preferisco la valutazione, con criteri oggettivi ed effettuata da persone competenti esterne e provenienti da altre regioni. Così puzza di autocelebrazione

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