La cava del Borgo, un patrimonio perso per sempre

BORGO A MOZZANO – È normale che le cose si usurino. Tutto ha una sua vita, e il che comprende un inizio, uno sviluppo e una fine. Ed è giusto così. Ma cosa accade quando per avviare una di queste vite se ne intacca un’altra? Questo è l’esempio della cava situata a Ponte a Moriano sulla SP20, ben visibile anche dalla strada principale. Arrivati sul posto ci si imbatte in una montagna intera completamente scavata e diverse costruzioni in stato di abbandono. Ora, non è interessante lo sviluppo che la cava ha avuto nella sua storia o quali siano gli avvenimenti che hanno portato alla creazione e poi allo smantellamento della stessa. Interessante è quello che abbiamo adesso: un patrimonio naturale corroso e rovinato per sempre.

L’area della lucchesia è conosciuta a livello nazionale soprattutto per i suoi paesaggi e per i propri prodotti. Due realtà legate insieme in maniera viscerale. Allora perché mai siamo pieni di cave che alterano così tanto i nostri paesaggi e di conseguenza anche le nostre ricchezze? Le cave sono sicuramente un’entrata importante e molti non ritengono che il prezzo da pagare sia poi così alto. Tutto sommato non si deve far altro che buttare giù qualche migliaia di alberi, deforestando fitte aree di territorio, ed estrarre tonnellate e tonnellate di pietra, con tutte le dinamiche ambientali che ciò comporta.

Ma se cave ancora funzionanti (e ce ne sono decine nella provincia) quantomeno portano introiti, altre, come quella di Ponte a Moriano, si lasciano dietro soltanto i lavori fatti in passato. Gli scavi hanno segnato talmente a fondo l’ambiente che esso non potrà rigenerarsi più. Ha senso allora sfruttare a tal punto un patrimonio mondiale e ineguagliabile (come quello naturale) per alcune manciate di spiccioli? Di solito si chiudono questioni del genere con la formula: “Ai posteri l’ardua sentenza.”, e qui credo che possiamo immaginare quale possa essere l’“ardua sentenza” dei posteri, dal momento che questi non si beccheranno un quattrino dalla rovina delle montagne, ma saranno costretti a vedere quell’abominio ogni volta che dovranno fronteggiare quel tratto di strada (uno dei principali dell’intera provincia di Lucca).

Tornando alla domanda iniziale: cosa accade quando per avviare una vita se ne intacca un’altra? Ogni caso ha una sua storia, ma nel caso delle cave hanno tutte un unico finale.

Una volta svenduta l’ultima pietra della nostra terra, forse capiremo se ne sarà valsa la pena.

Enrico Nottoli

enriconottoli@nullyahoo.it

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