Marco Santi Guerrieri: il quartiere Giardino, la Meloni e la disparità di trattamento

Da Marco Santi Guerrieri, portavoce di Fratelli d’Italia, riceviamo e pubblichiamo.

“Stefano, ti leggo e piacevolmente scorro il tuo articolo “migrantes” parte tre, edito su lo Schermo di quest’oggi. (http://www.loschermo.it/articoli/view/74680).
La lettura mi impone alcune precisazioni in parte politiche ed in parte da privato cittadino che ritengo comunque trasversali e indispensabili per un dialogo costruttivo e civile. Giorgia Meloni è giunta a Lucca facendomi effettivamente una sorpresa in quanto tempo addietro avevo avuto modo di esporle alcune criticità della nostra città tra cui il “contratto di quartiere” per Pontetetto e di conseguenza la questione della “stecca”. Quello del quartiere Giardino è un problema che investe un area importante del bacino elettorale della sinistra lucchese e personalmente ho ritenuto giusto dimostrare, anche a scapito di una sensibile perdita di voti alla mia candidatura per il consiglio regionale, che la “destra” se sociale e tenuta ben lontana dal populismo modaiolo del momento, può trovare larghi consensi anche in un elettorato diametralmente opposto al nostro e così è stato. Insomma un pericoloso precedente quello della leader di Fratelli d’Italia nei confronti di chi aveva preso posizioni poco chiare o a mero scopo elettorale con la gente del quartiere. Giorgia Meloni è stata letteralmente acclamata a furor di popolo, c’era gente che piangeva dall’emozione ed altra che la invitava a casa per un caffè oltre all’immancabile fila per le foto di rito. Siamo stati invitati dalla Liliana Bortoli, storica “combattente” del quartiere a prendere visione delle criticita’ incontro le quali il quartiere sarebbe pervenuto non abbattendo la “Stecca” e che soprattutto le promesse fatte dalle precedenti amministrazioni andavano mantenute.
La Meloni è una donna molto sensibile alle problematiche sociali, non dimentichiamo che ha vissuto la sua infanzia nel quartiere della “Garbatella” a Roma e pertanto avendo preso a cuore l’iniziativa da me proposta , ritenne importante avvertire Paolo del Debbio conduttore della trasmissione “dalla vostra parte” allo scopo di trovare uno spazio televisivo per dare visibilità a questa realtà che palesemente riveste si delle criticità, ma che nel contesto accoglie uomini e donne di varie nazionalità che si sono ben integrate fra loro. Insomma, un fulgido esempio di integrazione. A settembre la visita delle troupe di Mediaset, giunta al Lucca senza alcun preavviso, rimette in moto le tante promesse (ad oggi ancora disattese) di Stefano Baccelli in quota PD e di Forza Italia per voce di Altero Matteoli, ambedue giocoforza in visita al quartiere solo a seguito – guarda caso – della visita della Giorgia Meloni. 
Sono stato invitato dagli abitanti del  quartiere  a fornire il mio punto di vista al giornalista di Mediaset, pensiero nel quale e ci tengo a precisare, ho usato una sola volta la parola “extracomunitari” e solo alla fine dell’intervista, frase che cito nella sua completezza: Abbattere questo immobile significa abbattere una fatiscenza per far si che questa superficie non sia adibita a parcheggio per extracomunitari (vedi il video a questo link: https://www.facebook.com/Marco.Santi.Guerrieri/videos/t.611934164/10153643333309165/?type=2&theater).
Per questo mi pongo a difesa della popolazione del quartiere Giardino, che ha pieno diritto di ottenere rispetto dalle amministrazioni locali, con l’aspettativa del riscatto sociale e non la prospettiva di restare un ghetto. La mia disponibilità e ovviamente quella di Fratelli d’Italia per mettere in atto manifestazioni di protesta civile, coinvolgendo anche l’intera popolazione di Pontetetto continuerà ad essere una costante dell’azione politica sul nostro territorio. Le mille situazioni di marginalità, precarietà abitativa e di coabitazione con genti molto diverse da noi, che nei tanti quartieri di Lucca ad iniziare da San Vito, Arancio, Montuolo, San Concordio, Oltreserchio esistono e sono palesemente tangibili, giocheranno sempre e solo a migliorare le condizioni di vita di migranti ed extracomunitari a discapito di chi con le stesse problematiche in Italia c’è nato ma non gode di pari diritti. Come vogliamo chiamarla questa disparità di trattamento?”.

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