La ricostruzione della tentata rapina, un pedinamento che parte da Ponsacco

LUCCA – Stavolta il colpo, 24 ore dopo quello di giovedì a S. Concordio, è miseramente fallito. Un’operazione studiata a tavolino da una parte (un commando di sei persone) e dall’altra (squadra volante e squadra mobile delle Questura di Lucca diretti da Leonardo Leone e Silvia Cascino, in collaborazione con gli uomini della Questura di Pisa), che si è svolta in pochi minuti e per fortuna si è conclusa senza spargimento di sangue. Alla fine tutti e sei i componenti del commando sono stati arrestati: si tratta di cittadini provenienti dal napoletano, fra i 27 ed i 28 anni, più una donna sulla 50ina di Ponsacco. Verosimilmente quest’ultima era l’aggancio del gruppo sul territorio. Le indagini sono ancora in corso con le perquisizioni sui mezzi utilizzati e presso le abitazioni degli arrestati, che sono stati condotti in carcere in attesa della convalida dell’arresto. Allertata anche la Questura di Napoli che sta procedendo agli accertamenti.

Tutto parte da un ordinario controllo sul territorio in mattinata, a Ponsacco. Gli agenti della Mobile di Pisa sono insospettiti da due vetture, una Nissan Juke ed una Mercedes, i cui occupanti si scambiano a più riprese i rispettivi occupanti, come a formare degli equipaggi. Parte così l’osservazione a distanza. La banda in seguito si ferma presso un furgone in sosta sempre a Ponsacco e con fare guardingo alcuni vanno ad armeggiare all’interno del mezzo.

I sospetti sono ormai forti, così scattano i contatti con la Squadra Mobile di Lucca per la preparazione degli uomini per l’intervento. Ne saranno poi impiegati circa 20, a metà fra Pisa e Lucca. Prosegue intanto il pedinamento.

Pensavamo a truffe ad anziani – spiega la dirigente Sverdigliozzi della Questura di Pisa nella conferenza stampa insieme alla collega della Questura di Lucca, Silvia Cascino (nella foto) – e ancora non sapevamo di preciso il loro numero”. Poi i malviventi si sono diretti al loro obiettivo, una sede della Monte dei Paschi ad Antraccoli, compiendo alcuni giri nella zona. Per gli agenti è stata ormai chiara la loro intenzione, così si sono disposti in attesa del colpo.

I malviventi provano a cogliere di sorpresa i dipendenti facendo un buco in una delle vetrate posteriori della filiale. Il loro piano è di approfittare della pausa pranzo e agire dunque con meno personale in servizio e senza l’ingombrante presenza di clienti. Sono armati di taglierino, con anche le fascette per legare gli impiegati. Il primo con una ventosa toglie il vetro dalla parete, segno evidente che già in una operazione precedente era stato indebolito. Due entrano. Uno di questi viene bloccato insieme a quelli fuori. Quello dentro poi riuscirà a fuggire dall’ingresso principale. La Mercedes prova a fuggire con a bordo le due donne, gli agenti sparano alle gomme e l’auto arresta la sua marcia. Presi in 4.

Mancano l’autista della Nissan e quello fuggito a piedi dalla banca. Per trovarli viene allertato l’elicottero della sede di Firenze che si alza in volo per dare supporto. Il primo era fuggito in auto subito dopo aver sentito gli spari. C’è voluto un inseguimento con speronamento finale per fermarlo. L’ultimo invece è stato preso a Ponsacco. La basista infatti era del paese, così gli agenti hanno pensato bene di appostarsi nei pressi dell’abitazione della donna. Intorno alle 16 l’uomo è arrivato in taxi ed è stato acciuffato appena sceso.

Dopo l’esatta ricostruzione dei fatti, non ci sono elementi per collegare la tentata rapina a quella messa a segno ieri, giovedì, alla filiale di viale S. Concordio, che ha fruttato un bottino di 10 mila euro (Rapinano una banca, uno dei banditi si finge invalido).

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