Amici per la Vita e DiTestaMia, come aiutare i giovani a vivere l’affettività

LUCCA – Accrescere le proprie abilità nella vita di tutti i giorni e promuovere il benessere. E’ questo lo scopo di “Amici per la Vita”, progetto di “peer education” promosso e portato avanti dal reparto di Promozione della salute della Asl 2 di Lucca assieme ad alcuni docenti e ai ragazzi di DiTestaMia H.P.G., un’associazione giovanile che mira a promuovere il benessere tra i propri coetanei.

Per gli studenti delle superiori di Lucca è appena iniziato un nuovo anno. Per chi sceglie la formazione dei “peer”, questo percorso, attivo in tutti gli Istituti Superiori cittadini, consiste in più step: dai “Mafalda” agli” Amici per la Vita junior”, poi dagli junior ai senior e ogni passaggio è segnato da un campus di formazione.

Lo scorso 5 ottobre DiTestaMia ha organizzato una giornata per gli oltre 100 Amici per la Vita ora senior presso il Seminario di Monte San Quirico, uno Start Up per conoscersi, riflettere insieme e decidere le attività da portare avanti nel nuovo anno scolastico. I giochi di conoscenza hanno permesso di rompere il ghiaccio e poter poi affrontare due temi molto forti nel mondo adolescenziale: l’affettività e il bere consapevole. Per entrambi la parola chiave è stata “consapevolezza”. I giovani, ma non solo loro purtroppo, tendono a vivere tutto intensamente nel presente, nel “qui ed ora”, senza riflettere troppo non tanto sulle conseguenze ma sulle cause, sulle motivazioni che li portano a compiere determinate azioni.

Nell’atmosfera di non giudizio che caratterizza questo percorso, la discussione ha avuto la forma di due “world cafè” contemporanei: due ore, due domande, tavoli apparecchiati con biscotti, salatini e pennarelli colorati, 8 ragazzi circa per 8 tavoli in ciascuna delle stanze in cui si è svolta l’attività, un capogruppo che non si alza mai, prende appunti e tiene il filo della discussione, più rotazioni in cui i ragazzi si mescolano ai vari tavoli.

Se il bere consapevole suscita anche borbottii e apologie, perché ci si sente punti sul vivo, l’affettività spiazza, lascia spaesati, non si comprende. Ma cos’è in fondo l’affettività se non un mare in cui nuotiamo ogni giorno? Eppure non se ne parla, è difficile capirla.

I ragazzi di DiTestaMia hanno cercato di far riflettere su quanto sia importante capire quali sono gli elementi di una relazione, di ciascun tipo di relazione affettiva, una sorta di ABC che può aiutare però a prendere consapevolezza dei rapporti che viviamo ogni giorno, a definirli come positivi o dannosi per noi. Quante donne, ad esempio, vivono nella violenza, nella sottomissione o nel ricatto perché non hanno visto o non hanno voluto vedere i segnali di una relazione malata? Si tratta di un esempio forse estremo ma che fa aprire gli occhi sull’importanza di questo tema che oggi è quasi un tabù verbale.

Eppure qualcosa alla fine deve essere passato perché quando ogni scuola ha scelto uno dei due temi su cui lavorare, assieme ai docenti e ai DiTestaMia, e riportare poi all’interno dei propri Istituti, a parte un gruppo, gli altri hanno optato per l’affettività anche se, come è stato fatto notare da una ragazza, le due questioni non sono poi così distanti come appaiono a prima vista.

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