E vai col silenzio stampa, roba da antiquariato sportivo

LUCCA – Ma come, già finito lo straboccante entusiasmo inziale? Pare proprio di sì, e allora via con il silenzio stampa. Accadde anche lo scorso anno, per la verità qualche giornata più avanti, e alla fine a pagare fu sempre lo stesso: l’allenatore, in arte Guido Pagliuca. Baldini è pienamente autorizzato a toccare ferro, ma così stanno le cose: quelle bocche cucite, ci venne detto, erano da ricondursi a difetti di comunicazione dall’interno verso l’esterno. Poi la verità venne a galla: la squadra era stata costruita male e dunque si dovette correre ai ripari. E con giocatori di esperienza e sotto la guida di Galderisi, salvezza è poi arrivata in quattro e quattr’otto.   

Torniamo al presente e alla seconda sconfitta di fila, la terza in sei partite. Che lascia più di un dubbio su una squadra che doveva regalare emozioni ad alta quota e che invece sembra incontrare difficoltà inattese. Soprattutto davanti, dove non è ancora chiaro chi si prenderà l’onere di assicurare i gol che servono per vincere le partite. A meno di non avere una difesa a prova di bomba.

Nessuno vuole lanciare il cappello per aria dopo appena sei giornate. Tuttavia, passare dall’euforia incondizionata del precampionato ad solito trito e ritrito silenzio stampa denota quanto meno un comportamento schizofrenico che non aiuta l’ambiente a superare anche momenti più complicati. Impedire ai tesserati di parlare con i giornalisti, e quindi ai tifosi, oltreché che uno stucchevole déjà-vu, ha invece tutta l’aria di ottenere l’effetto contrario.

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