Il Simbolismo, da Moreau a Gauguin a Klimt. In mostra a Roma fino al 16 settembre

Il Simbolismo, da Moreau a Gauguin a Klimt. In mostra a Roma fino al 16 settembre

ROMA – Dal 6 Giugno 2007, nella bella cornice della Galleria Nazionale d’Arte Moderna è in mostra il Simbolismo. Molti i motivi per visitare questa mostra, non ultimo l’originalità del fatto che una volta terminato il percorso espositivo il visitatore toccherà anche la collezione permanente della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, con la sua straordinaria raccolta di opere esposte nelle numerose sale, oltre alla selezione di circa quaranta fogli di ispirazione simbolista conservati nel Gabinetto di Grafica del museo.

L’esposizione comprende autori quali Moreau, Rossetti, Böcklin, Puvis de Chavannes, Redon, Gauguin, Klinger, Khnopff, Rodin, Burne-Jones, Munch, Previati, Pellizza da Volpedo, Mondrian, Klimt, ed è suddivisa in tre sezioni: una dedicata ai precursori, ispirati dai temi classici e romantici, la seconda si avvia con al ricerca del sintetismo e del primitivismo ed illustra anche le varie interpretazioni europee del movimento e la terza che procede oltre la soglia del Novecento fino alla vigilia della Seconda guerra Mondiale, con gli italiani e gli artisti della secessione viennese.

Il Simbolismo e la mostra.

Il 1886 viene considerato l’anno ufficiale di nascita del movimento simbolista con la pubblicazione del suo Manifesto sulle pagine del quotidiano Le Figaro ad opera del poeta francese Jean Moreas. L’anno corrisponde con l’ultima esposizione collettiva degli impressionisti.

Il senso di disagio provocato dalla violenta trasformazione socio-economica dell’ottocento si rispecchia nel desiderio di ritrovare quel legame tra società pre-industriale e natura che appare perduto.

Così il paesaggio, che gli impressionisti avevano trasformato in territorio di sperimentazione per le proprie percezioni sensoriali, acquista un significato simbolico, trascendente e più introspettivo.

Nell’ambito della mostra ne abbiamo esempi evidenti nelle maestose vedute di Arnold Böcklin ed in quelle di Giuseppe Pellizza da Volpedo.

Il primo, precursore del movimento, evocativo e romantico, affascinato dal tema della morte come mito eroico. L’altro, più tardo, le cui opere sono permeate da un simbolismo calato nei temi sociali propri della nuova realtà industriale.

Il movimento simbolista si sviluppa dalla Francia verso tutta l’Europa; la sua estetica riflette l’esigenza di una lettura criptica della realtà ed è una ricerca artistica completa, in grado di comprendere poesia, pittura e musica, sintesi che avrà la sua solennità nelle opere wagneriane.

Molti pittori simbolisti italiani attingono a fonti dantesche, come illustrato anche dalla mostra nei bei carboncini di Duilio Cambellotti, ma i temi sono legati anche alla letteratura mitologica classica e per gli stranieri la fonte di ispirazione contemporanea sono opere come ‘I fiori del male‘ di Charles Baudelaire e gli scritti di Oscar Wilde e di Johann Wolfgang Goethe.

L’intento è quello di ritrarre tramite atmosfere evocative e mistiche il ricco mondo interiore dell’artista-profeta. Infatti i pittori simbolisti sono attratti da un mondo ambiguo e surreale dominato da belle e da bestie, da figure sia mitologiche che fantastiche e dalle figure allegoriche e simboli grafici antichi.

L’eterno femminino è predominante nelle vicende di donne crudeli, viziate e prepotenti, come ad esempio la ‘Salomè‘ delle opere erudite di Gustave Moreau, uno dei più affermati rappresentati di questo movimento. In altri casi la femminilità ci appare fragile e mistica, legata alla sacralità della maternità e a quel peculiare istintivo sesto senso che rende la donna misteriosamente legata alla natura.

Il celebre ‘Fanciulle in riva al mare‘ di Pierre Puvis de Chavannes, alcuni ritratti di Dante Gabriel Rossetti ed il favoloso mondo di Edward Burne-Jones con ‘La bella addormentata‘ ne sono alcuni esempi.

Certo è che la figura femminile viaggia di pari passo con la morte, sia che ne sia vittima, sia che ne sia artefice, ed infine, tramite allegoria, come sua incarnazione.

Tra i simbolisti più maturi ricordiamo poi Gustav Klimt con il quadro-icona della mostra, ‘Le tre età della donna‘, che è anche uno dei suoi capolavori.

Come l’impressionismo, il simbolismo è caratterizzato inoltre dall’interesse rivolto al colore (qui usato con un valore simbolico), dalla prevalenza della soggettività dell’artista e dal fatto che l’opera deve essere giudicata per se stessa e non per la sua corrispondenza ai canoni classici.

Queste caratteristiche lo rendono il movimento precursore delle avanguardie novecentesche. Infatti il percorso della mostra ci conduce ai temi primitivi di Paul Gauguin anche sotto forma di sculture lignee le cui protagoniste, le donne “barbariche” (cioè di un’altra razza), forniscono all’immagine una grazia esotica ed una tranquillità extratemporale. Di più: simbolicamente universale.

Anche il movimento dei Nabis (dall’ebraico “profeti”), che prende ispirazione dal sintetismo dello stesso Gauguin (vi troviamo il quadro-manifesto esposto ‘Ritratto di Paul Ranson in costume del Nabi‘ di Paul Sérusier), è un modo di fuggire alla civiltà contemporanea, collegandosi così alla volontà del pittore di ritornare ad uno stile semplice e primitivo.

Tra le altre opere esposte vanno certamente citate alcune chine di Aubrey Beardsley, artista originalissimo dal tratto elegante da cui molta ispirazione ha tratto la grafica del fumetto moderno, i disegni e le litografie di Odilon Redon, il cui stile ispirò ed affascinò anche i surrealisti e in seguito il cinema sperimentale degli anni trenta, alcune opere di Edvard Munch, anticipatore dell’espressionismo, e i disegni ed i dipinti di Gaetano Previati, che come altri si concentra su immagini allegoriche dal carattere decorativo e monumentale.

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IL SIMBOLISMO. DA MOREAU A GAUGUIN A KLIMT

Roma, Galleria Nazionale d’Arte Moderna

Viale delle Belle Arti, 131

Dal 7 giugno al 16 settembre 2007

Dal martedì alla domenica: ore 8.30 – 19.30

(la biglietteria chiude alle 18.45). Chiuso il lunedì.

Informazioni: 0632298221

Biglietti: intero € 9.00, ridotto € 7.50

Catalogo: Ferrara Arte

Sito Internet: http://www.gnam.arti.beniculturali.it/

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