Irredentismo: Capannori si autoproclama ‘città’ e divide la Piana di Lucca. Prossima tappa: la conquista di Palazzo Ducale

LUCCA, 30 luglio – Continua il percorso di emancipazione di Capannori, che a livello di comunicazione cerca di scrollarsi di dosso il marchio di ‘contado’ e ‘comune rurale’ e si autoproclama ‘città’. Il tutto nell’ambito di un ambizioso progetto di riqualificazione finalizzato a “realizzare la città di Capannori” e, possibilmente, ad ottenere l’ambito riconoscimento dal Presidente della Repubblica del titolo di ‘città d’Italia’.

Il sindaco Luca Menesini, che ormai gli addetti ai lavori danno come sicuro nuovo presidente della Provincia, si porterà a Palazzo Ducale un territorio dove alle città riconosciute, Lucca, Barga, Castelnuovo Garfagnana, Seravezza, Pietrasanta e Viareggio, ne affiancherà una teorica: la sua, già impressa nell’immaginario dei cittadini con gli incontri di Artemisia e con il nuovo periodico dell’amministrazione, intitolato proprio “Città di Capannori”.

Per l’amministrazione il definirsi città però non è un modo per millantare uno status e una struttura urbanistica che non ci sono, bensì “una strategia per rappresentare la misura di un territorio che negli anni grazie alla buona amministrazione si è dotato di servizi, infrastrutture e progetti che sono tipici delle città. Basti pensare alla strategia dei rifiuti, alla visione virtuosa della mobilità cui ambisce Menesini, l’idea di trasporto pubblico al servizio dei cittadini, la banda ultralarga in arrivo”.

Considerazioni che non fanno una piega, ma rimane un punto da tenere in considerazione: Capannori non è una città. A caratterizzare lo status di città non è la buona amministrazione, bensì per quanto riguarda il titolo concesso dal Capo dello Stato “la storia, i monumenti e l’attuale importanza”, mentre a livello di definizione si legge sulla Treccani: “Città: centro abitato di dimensioni demografiche non correttamente definibili a priori, comunque non troppo modeste, sede di attività economiche in assoluta prevalenza extra-agricole e soprattutto terziarie, e pertanto in grado di fornire servizi alla propria popolazione e a quella di un ambito più o meno vasto che ne costituisce il bacino d’utenza (o area d’influenza)”.

Già nel 2012 Capannori aveva pensato di richiedere il titolo, poi la delibera si era arenata e non se ne era fatto di niente. Adesso l’amministrazione Menesini ci riprova, con un percorso in consiglio che dovrebbe portare a una effettiva domanda al Ministero degli Interni e successiva risposta del Presidente della Repubblica. Da definizione però il territorio non sembrerebbe averne le caratteristiche, vista la disgregazione in circa 40 frazioni ognuna sotto i 5mila abitanti, con il capoluogo che è una di esse, nemmeno la più popolata. Se consideriamo queste caratteristiche e ci mettiamo anche storia e monumenti, anzi, dovremmo arrivare a un altro tipo di evidenza: Capannori è già una città, o meglio, è il bacino d’utenza della città di Lucca.

Le parole sono importanti e fra l’altro non sono mai state così importanti come lo sono oggi nell’era dell’ipercomunicazione, allora che significato può avere la retorica della ‘Città di Capannori’ all’atto pratico? A nostro avviso l’iniziativa raccoglie ed amplia la strategia dell’orgoglio capannorese lanciata da Giorgio Del Ghingaro, che sfruttando la pochezza e il vuoto amministrativo del capoluogo si erse a leader del territorio. Ma se tale strategia sicuramente giova al prestigio dei politici che la adottano, siamo sicuri che la Piana, territorio contiguo, omogeneo e storicamente unito, ne tragga giovamento?

La proposta della fusione dei comuni, benché a parole considerata da tutti gli amministratori locali la soluzione ideale per una realtà che di fatto è la stessa, è ovviamente caduta nel dimenticatoio. D’altra parte il sentimento diffuso è che il solo parlarne sia puerile e ingenuo, però forse non è nemmeno giusto rassegnarsi al fatto che iniziative che tutti sanno essere vantaggiose per i cittadini siano innominabili perché non sono vantaggiose per i politici: queste sensazioni ormai diffuse ratificano la vittoria della burocrazia sulla democrazia e sanciscono la distanza fra classe dirigente e cittadinanza, giustificando l’antipolitica.

Prima che assurdo, d’altra parte, è  un danno per tutti i cittadini che a Lucca, Capannori e Porcari esistano aziende municipalizzate distinte, servizi diversi, viabilità scollegate, piani urbanistici separati e che, quando è il momento di collaborare a grandi progetti fondamentali per il territorio, come la tangenziale che in quanto unica città deve essere una, si arrivi a scontri che altro non sono se non la difesa di interessi particolari che ha come unica conseguenza l’immobilismo ai danni di tutta la comunità.

Quando il governatore della Toscana Enrico Rossi voleva declassare Lucca e spedirla in provincia di Pisa alcune testate lucchesi, fra cui la nostra, si unirono in una campagna per salvare il capoluogo. Del Ghingaro era favorevole all’abolizione, Tambellini imbarazzato non si pronunciava, ma dalla sua amministrazione si levò un marchio che fu subito appiccicato addosso a chi voleva mantenere la Provincia: “nazionalisti d’accatto”. Ci piacerebbe che l’amministrazione Tambellini si pronunciasse anche sulla retorica delle due città distinte e separate nella Piana.

Infine vogliamo concludere questa lunga serie di riflessioni con le parole di un nostro affezionato lettore, leale commentatore di molti articoli che si è sempre firmato con il suo nome e non ha mai ceduto alle numerose offese anonime che ha ricevuto per le sue opinioni. Scrive Giovan Sergio Benedetti su facebook commentando la pubblicazione ‘Città di Capannori’: “Sono fra i molti cittadini che si chiedono dove sia questa città di Capannori, gli altri aborrono il vivere in città, o perché a campagna di Capannori sono nati e vorrebbero restare, o perché a Capannori sono immigrati fuggendo dalla città, né Capannori ha alcuna delle caratteristiche per cui possa essere definità città, né come ex comune rurale più grande d’Italia ha alcuna vocazione a diventarlo […]”.

24 commenti

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24 Commenti

  • Admin
    30 luglio 2015, 20:54

    una ambizione sbagliata, Capannori non ha alcuna vocazione naturale a diventare città, non sarà certo città perchè si rifà un pò il trucco in piazza A.Moro e in via Piaggia, ma i capannoresi vogliono essere cità? ne dubitiamo molto essendoci nati e da 33 anni ritornati proprio perchè città non lo era

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  • Admin
    31 luglio 2015, 02:35

    @ G.S.B.
    Caro Ingegnere, dissento dalle sue osservazioni circa le ambizioni capannoresi di elevarsi al rango di città.

    lei, saprà meglio di me,che i suoi 47.000 abitanti(anche se sono in 40 frazioni) equivalgono a tutti i residenti della Media Valle e della Garfagnana messi insieme,le saprà che Capannori è il terzo comune più popoloso della provincia di Lucca,lei saprà che “paesini ” di nemmeno 10.000 abitanti sono città e per quale motivo non lo può essere Capannori.

    Lucca è Lucca ma non può pretendere di ammettersi chi gli fa più comodo per arrivare ad avere 140.000 abitanti onde sentirsi più grande e considerata da tutti,magari lo chieda a Porcari e Villa Basilica ma , credo ,non interessino più di tanto alla Pantera.

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  • Admin
    31 luglio 2015, 04:28

    Lucca divisa in due città = NESSUNA CITTA’.

    Che boiate!

    Parlando (o meglio provando a parlare) di cose serie, si può dire che la proposta del comune unico sarà sempre aria fritta finché:

    1. Qualcuno non pubblicherà uno studio serio sui vantaggi che questo porterebbe (si tratta di SOLDI, non di discorsi).

    2. qualcuno non avrà il coraggio di dar vita ad un comitato promotore APARTITICO che punti al referendum consultivo. Un referendum che i favorevoli al comune unico potrebbero perdere, sia chiaro. Se lo si perde tutto resta uguale, se lo si vince tutto può cambiare. All’atto pratico dunque molto da guadagnare e nulla da perdere. Purché i promotori non ragionino come un partito politico. Per un partito politico ITALIANO perdere un referendum è una cosa psicologicamente non affrontabile.

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  • Admin
    31 luglio 2015, 10:10

    ..il primo passo verso l’Impero di Colognora!

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  • Admin
    31 luglio 2015, 11:16

    Follia. Nella piana c è un forte bisogno di un comune unico. Il territorio è il medesimo e i due comuni con veti e manfrine bloccano lo sviluppo della solita area.

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  • Admin
    31 luglio 2015, 11:54

    @AMMONIO
    Le ricordo che ,a proposito di aria fritta,Capannori” non da segni,al momento, di volersi fondere con nessuno ,è dal 01 gennaio del 1823(solo 192 anni orsono) che è autonoma.
    Codesti referendum interessano Lucca ed i lucchesi ma,come dice lei,se l’interlocutore non è consensiente,si tratta di “aria fritta”!

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  • Admin
    31 luglio 2015, 12:50

    Mi correggo ,la divisione da Lucca ebbe inizio a far data dal 01 gennaio 1824,in altre parole 191 anni orsono.

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  • Admin
    31 luglio 2015, 13:27

    Faccio notare che la sesta città della provincia di Lucca è Camaiore e non Seravezza.
    Per il resto come non concordare con l’autore nonché con il sempre preciso Ammonio?

    P.S.: Se Capannori può diventare città Marlia la proponiamo come circondario o addirittura come nuova provincia?!

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  • Admin
    31 luglio 2015, 14:02

    @ TOM concordo, nessuna ambizione di comando da nessuna parte, ci deve essere, anzi, una unione dei due comuni, per governare un territorio che a parte l’arborato cerchio, è uniforme, l’arborato cerchio con le sue cento chiese e cento campanili il museo della preistoria e la Lucca bottegaia e la burocrazia,il territorio che produce e manda avanti la baracca quello fuori

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  • Admin
    31 luglio 2015, 14:36

    mah, aboliscono l’articolo 18, privatizzano la sanità, spendo i soldi per degli inutili aerei f35 e noi.. ci scanniamo sulla definizione di “città”… siam proprio dei bischeri!

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  • Admin
    31 luglio 2015, 15:29

    Concordo con Marco, non vedo l’utilità di questa diatriba a meno che non ci siano dei vantaggi pratici maggiori di quello di chiamare cittadini i capannoresi.

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  • Admin
    31 luglio 2015, 20:30

    Eh vabbè mi dirà qualcuno…oggi le cose non stan più così.
    Ma io che a Lucca ci sto (4km a sud) ma lucchese di nascita non son, mi ricordo ancora fino a poco tempo fa le battute cattivelle dei veri lucchesi verso i vicini capannoresi o meglio capannorotti…mi raccontavano come specie gli abitanti di Lammari (Lambari) , Segromigno e San Colombano (san colomban) si distinguevano per le vie di Lucca per Santa Croce…roba da schianta’ dal ride!
    Allora, si fa la provincia o si ride?
    Provincia, ma quale , non ce n’en già troppe di province e…provinciali?

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  • Admin
    1 agosto 2015, 00:45

    Se questo è l’antipasto chissà cosa accadrà quando sindaci e consiglieri dei Comuni del territorio dovranno gestire le competenze che resteranno alla “Nuova Provincia”. Magari con la presidenza di Menesini.
    Invece di unirsi per spendere meno e contare di più si moltiplicano e abbelliscono gli orticelli.
    Farà tutto parte del contado della SuperFirenze con Regione, Città metropolitana ecc..

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  • Admin
    1 agosto 2015, 12:30

    Le cariche nelle nuove province saranno il frutto delle decisioni dei partiti,conteranno sempre meno ed avranno problemi per sbarcare il lunario.

    Detto questo aspettiamo di conoscere se i benefici dei risparmi saranno attuabili o se le stesse persone verranno impiegate in altri uffici.

    La collocazione di Lucca sarebbe quella di unirsi con Massa Carrara e riottenere quella zona imprestata dal regime che sarebbe la continuazione Est della Piana di Lucca,chiamata anche Valdinievole,alla larga dai fiorentini-pratesi-livornesi e ,mi voglio rovinare,i pisani.

    Per essere grandi e contare non occorre scomodare Capannori.

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  • Admin
    1 agosto 2015, 16:15

    Naturalmente gvsb Capannori non deve essere emarginata.

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  • Admin
    3 agosto 2015, 03:40

    VICINO DI CASA, Le premetto che pur abitando nel comune di Lucca non son esattamente “lucchese”. O meglio, non lo sono se per “lucchese” si intende un eterno residente (o nato) nel comune di Lucca. Se si intende altro allora son lucchese. Molto lucchese. Lo sono quando risiedo in media valle (origine della mia famiglia), lo sono quando risiedo a Lucca, lo sarei se mi spostassi di Km 2.5 dal luogo ove ho casa nel comune di Lucca. Eh si, perché a 2.5 Km c’è il territorio della “città” di Capannori. Per sapere a chi interesserebbe il referendum bisognerebbe provare a PROPORLO, a RACCOGLIER FIRME SU UNA PETIZIONE (il referendum lo dovrebbero indire i due consigli comunali) e poi a TENERLO. Evidente che, come ho detto, i NO alla fusione potrebbero prevalere. Ma potrebbero anche prevalere i SI. Se non proveremo a fare il referendum non lo sapremo mai. Come ho detto si potrebbe anche fare (a costo zero abbinandolo alle comunali) un referendum consultivo, per poi, eventualmente, fare quello effettivo in seguito. Nel 1824 la decisone fu presa dal governo borbonico. La cosa non fu chiesta alla gente. Magari chiedere oggi alla gente sarebbe un atto di democrazia. Le fusioni tra comuni non sono sempre e per forza opportune. Dipende dal territorio e dalla sua omogeneità. dipende anche dal peso dei due comuni che vanno a fondersi. Infatti se un comune molto più grande e popoloso si vuol fondere con uno più piccolo, spesso gli abitanti del comune più piccolo sono contrari. E’ successo con il referendum per Pescaglia e Borgo a Mozzano. Mentre i comuni omogenei di Fabbriche di Vallico e Vergemoli, come quelli di Giuncugnano e Sillano hanno visto l’esito positivo della consultazione. Il problema tra Capannori e Lucca potrebbe essere il percepire la fusione come un’annessione. Per me il problema non si pone in quanto, come ricorda spesso BENDETTI, anche se Capannori ha la metà degli abitanti di Lucca, possiede la parte più produttiva del tessuto economico. Il che vuol dire che il territorio di Capannori conterebbe MOLTISSIMO nel nuovo comune unico. ALEF, le stesse battute i lucchesi le facevano per i “garfagnini” (tra “” in quanto per molti lucchesi garfagnino è tutto ciò che è a Nord di Ponte a Moriano), per i Brancolini (Comune di Lucca), per quelli di Santa Maria del Giudice (già mezzi pisani)….. Le battute non mi sembrano argomento su cui basare la fusione tra due comuni.

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  • Admin
    3 agosto 2015, 10:45

    @AMMONIO
    La sua storia la conosciamo tutti,intendo la provenienza,lei che è un tuttologo della Piana si dimentica che la Borbone Spagna fece questa divisione per ragioni utili a Lucca in quanto il territorio era talmente vasto che preferì fare questa scelta,non certo per gratificare Capannori.

    Ora,dopo circa 200 anni,le cose sono cambiate in meglio per Capannori ed in peggio per Lucca che vorrebbe ,dal suo punto di vista ,ritornare al punto di partenza,con che cosa con un referendum così caro anche al regime quando decise di fumarsi la Valdinievole.

    Tutto si può fare ma la vedo dura!

    RISPONDI
  • Admin
    3 agosto 2015, 12:05

    @Vicino di Casa: pur di difendere il vostro orticello, vi attaccate a una povera bigotta di quasi 200 anni fa… alla faccia dell’apertura al nuovo! Che poi le cosa siano cambiate in meglio per Capannori e in peggio per Lucca chi lo dice? Qualche mega spot elettorale del GDG o del di lui delfino Menesini? Ma per favore…
    Ormai il mondo è globalizzato, in un manciata di ore arriviamo in America o in Australia, ma secondo voi un territorio largo una quindicina di chilometri è troppo vasto da amministrare? Una zanella di campo o una strada vicinale sono confini così insormontabili per tenere separate Lucca e Capannori?
    Grazie al Cielo, non siamo più ai tempi della Borbone

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  • Admin
    3 agosto 2015, 19:46

    Oh AMMO’…
    M’importa una pippa a me della fusione di due comuni…alla sostanzia e nel pratico a me cambia ben poco!
    Figurati se m’ammetto a fa una seria discussione e a dottamente discettare sull’argomento.
    E come dicevano il trio partenopeo dei Tre Tre al Drive in la trasmissione di moda vand’ero giovine :
    “A me me pare una strunzata!”.

    E se le mie battute non ti piacciono non sei obbligato a leggerle.
    Riserbo il mio lato serio a cose più importanti e per me, ripeto, questo pseudo problema è aria fritta inventata e orchestrata ad hoc per far chiacchera e per distrarre la gente da problemi e temi più importanti.

    Senza replica e senza rancore…passo e chiudo!

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  • Admin
    3 agosto 2015, 19:49

    @Maschera di Viareggio

    Guardi che io non sono di Capannori, abito in condominio senza avere l’orticello che comunque lo bagnerei con l’acqua del Pollino di Porcari,detto questo non vedo cosa ne guadagnerebbe questo comune con la fusione.

    Altra faccenda ,lei saprà benissimo che si sta parlando del Polo Cartario più importante del continente,il lavoro non manca di certo ,in altre parole è innegabile che non avrebbe tanto bisogno di rinunciare alla sua autonomia.

    Proprio perchè non siamo ai tempi della Borbone,la faccenda potrà avere un seguito solo con questi referendum ,basta aspettare.

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  • Admin
    3 agosto 2015, 20:51

    Meglio andare oltre e creare una New York toscana, Pisnathann, Lucckling, Viareggins.

    Poi mettiamo un bel burj Kalifa al posto della torre di Pisa e una scritta “lollivood” sui monti pisani.

    Tirare giu’ le mura e al posto costruirci che so uno stadio meglio del maracanà, il centro commerciale piu’ grande del mondo o replicare Las Vegas.

    Il passato si fotta. Viva il futuro.

    Chi mi legge da mo sa che non sono ironico per nulla.

    Il passato é folklore.

    La gloria non da da mangiare.

    Seriamente, sfatiamo sto tabu, le mura sono un ostacolo fisico e psicologico allo sviluppo urbano di Lucca. Per lo meno gli spalti.

    La megalomania é la cura.
    Il piccolo é bello la malattia.

    Aspettando Luck Kong resto in giro all’estero.

    Ciao piccoli Hobbit 😉

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  • Admin
    4 agosto 2015, 03:37

    Ma no caro ALEF, La leggo volentieri anche se parla di str…. Se la pensassimo tutti allo stesso modo se lo immagina che noia!?!?

    VICINO, il polo scientifico fiorentino del CNR si trova a SESTO, fuori dal comune di Firenze. Lo sa perché si trova lì?? Perché lì c’erano i terreni disponibili per costruire, oltretutto a prezzi più bassi che nel comune di Firenze. Il fatto che il polo scientifico sia DECENTRATO IN PERIFERIA non toglie che esso sia FIORENTINO. Lo stesso val per il POLO INDUSTRIALE CARTARIO DELLA LUCCHESIA…se poi vi piace chiamarlo di Capannori fate pure. L’industria cartaria nacque, nella REPUBBLICA DI LUCCA, a Villa Basilica. Si sviluppò poi in zone di montagna dove c’erano acqua e manodopera a basso costo. Solo con la trasformazione tecnologica delle cartiere avvenuta a partire dal 1970 nacquero i grandi capannoni nella piana e lungo il Serchio.

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  • Admin
    4 agosto 2015, 19:25

    richiesta assurda e figlia di una visione ristretta e campanilistica. Basterebbe andare sulla sommittà delle pizzorne ed osservare la piana. Ditemi voi se un territorio così antropizzato urbanizzato dove non vi è assolutamente alcuna soluzione di continuità tra una frazione denuclearizzata una località che si gemella con un comune tedesco etc etc possa pretendere di chiedere ulteriori suddivisioni che ad un occhio attento possono solo sembrare assurde e assolutamente innaturali! A mio avviso farei sparire anche l’inutile distinzione tra province di prato e firenze e l’accorpamento di molti comuni che altro non sono che macchine da soldi!!!! Altro che città!!

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  • Admin
    5 agosto 2015, 10:40

    All’elenco io aggiungerei anche Pistoia,città insignificante filo fiorentina e senza storia,il problema sarebbe Prato ,qui siamo ,a tutti gli effetti ,in Asia e non conosco le direttive della comunità europea.

    Per la Piana niente è cambiato dai tempi di Maria Luisa,la visione dell’alto è la stessa e la popolazione idem,si potrebbe riconquistare il territorio, rimandando a Villa Basilica i cartai che scesero nella Piana di LUCCA dopo il fallimento del farmacista Franchi ideatore della carta-paglia,niente referendum solo un blitz alla Castruccio e non certo alla Bonturo.

    Concordo sull’abolizione graduale dei comuni-Province e Regioni per il resto ci penserà il califfato!

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