Cassintegrati e bastonati dalla Regione: intoppo burocratico e slitta ancora il pagamento

LUCCA, 21 luglio – Per una disputa burocratica causata dalla Regione Toscana sono quasi 20mila i lavoratori che attendono ancora di incassare la cassa integrazione relativa al terzo quadrimestre del 2014. L’ultimo pagamento arrivato dall’Inps sanava le domande presentate fino al 31 agosto dello scorso anno, poi sono mancati i fondi, che adesso ci sono ma non vengono erogati a causa di una controversia sull’interpretazione delle linee guida.

Il nodo è relativo alle ferie: nel 2014, al momento in cui sono state presentate le domande, l’interpretazione dei regolamenti affinché le istanze fossero accettate e validate in Regione prevedeva che i lavoratori per i quali veniva richiesto l’ammortizzatore avessero esaurito le ferie ed i permessi, oppure che l’azienda avesse già predisposto un piano ferie che ne ratificava il pieno godimento entro la fine dell’anno.

La puntualizzazione sulle ferie era necessaria in quanto in linea teorica dal mancato godimento si potrebbe dedurre che in azienda il lavoro non manca, pertanto la richiesta di Cig potrebbe essere finalizzata non tanto a mantenere in organico il dipendente in un momento in cui si richiede minore forza lavoro, ma per ridurre i costi del personale. Non va infatti dimenticato che la cassa integrazione in deroga non è una iniziativa in aiuto delle aziende che malgrado le necessità di forza lavoro non possono permettersela, bensì un ammortizzatore sociale rivolto ai lavoratori per fare in modo che possano restare in organico in attesa che la loro manodopera ritorni necessaria.

Fatte queste necessarie premesse, in questo momento a ritardare ulteriormente il pagamento della Cig è arrivata quello che gli addetti ai lavori definiscono un vero e proprio “cambio di regime in corso d’opera” da parte della Regione. Come da tradizione italiana infatti, pubblicate le regole nel 2014 e data una prima interpretazione, l’ente ha fornito le spiegazioni dopo mesi, cioè quando le domande erano già state presentate.

Praticamente adesso la Regione, contraddicendo quello che sembrava l’orientamento iniziale, ha fatto sapere che ferie e permessi residui dovevano essere esauriti nel momento in cui iniziava il periodo di Cig e non “fatte salve le ferie programmate” come inizialmente stabilito. Sulla base di questa precisazione (peraltro piuttosto priva di significato pratico visto che difficilmente un lavoratore e una tale data ha azzerato tutti suoi permessi), malgrado i fondi a disposizione, Firenze ha bloccato i pagamenti dell’Inps per predisporre ulteriori accertamenti sulle buste paga (già presentate). Verifiche che in alcuni casi probabilmente condurranno a controversie anche sindacali che vedranno quasi certamente perdente la Regione, la quale viste le circostanze con questo iter burocratico sembra più voler ritardare l’uscita di cassa che sfoltire domande irregolari.

Una vera e propria umiliazione per lavoratori che a distanza di un anno non hanno ancora incassato le loro spettanze, uomini e donne alcuni dei quali in cassa integrazione a zero ore e magari costretti a chiedere aiuto a genitori e familiari, persone ridotte in indigenza. E’ semplicemente incivile che l’erogazione di un ammortizzatore sociale, cioè una misura finalizzata al ‘sostegno del reddito di persone in difficoltà economica’, venga bloccato dalla lentezza e dai disservizi dell’ente pubblico che lo gestisce. Un ente pubblico che per il solo funzionamento di consiglio e giunta costa ai cittadini toscani circa 80 milioni l’anno, cui si aggiungono circa 150 milioni di euro di costi per il personale.

Sono poco più di 120 i milioni di euro che la Regione necessari per soddisfare le richieste di cassa integrazione dell’intero 2014, una misura di aiuto come detto determinante per la qualità di vita di quasi 20mila cittadini toscani che però, malgrado l’enorme costo della macchina amministrativa regionale (a cui andrebbero fra l’altro aggiunti i vitalizi), devono sopportare ritardi incredibili frutto non di mancanza di risorse ma di inefficienza e burocrazia.

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