Il diario ritrovato di un fante lucchese caduto sul Carso

LUCCA, 30 aprile – Sabato 2 maggio, alle ore 16,30, presso la sala del Corpo Musicale “Giuseppe Verdi” di Corsagna (Borgo a Mozzano), si terrà la presentazione del diario del fante Antonio Poli, caduto sul Carso il 9 ottobre del 1916. Si tratta della pubblicazione di un documento eccezionale recuperato dal Cappellano del reggimento che alla famiglia poi scrisse: “cadeva gloriosamente per quei santi ideali, per i quali era stato dalla Patria chiamato”.

Dopo aver combattuto sull’altopiano di Asiago, Antonio Poli fu colpito in pieno petto dalla scheggia di una granata nemica all’inizio dell’Ottava Battaglia dell’Isonzo. Grazie ad un suo compaesano barelliere, Giulivo Pieroni, il suo corpo fu raccolto e sepolto a Ferletti, un piccolo paese sul Carso. Dopo 7 anni rientrò a Corsagna con gli onori dovuti ad un caduto durante la Prima guerra mondiale.

Antonio Poli era nato a Corsagna il primo di giugno 1885 da Ottavio Poli, mugnaio, e Giuseppa Cortopassi. Ben presto la famiglia decise di trasferirsi in America Latina per andare a cercar fortuna, come molti altri loro compaesani e italiani, in quegli anni. Si stabilirono in Brasile. La madre ed i due figli ritornarono in Italia ai primi del Novecento, mentre Ottavio rimase in Brasile fino alla sua morte avvenuta a Rio de Janeiro nel 1930.

Il 24 luglio 1910 Antonio sposò Assunta Bachini, originaria di Tempagnano e sorella di don Alessio Bachini (parroco di Corsagna dal 1898 al 1937).

L’anno seguente acquistò un fabbricato che trasformò in mulino ed intraprese l’attività di mugnaio, continuando così la tradizione di famiglia. Nello stesso anno nacque la figlia Maria, due anni dopo il secondo figlio Sabatino e due anni più tardi il loro ultimo figlio Luigi. Le gioie per questa nascita furono cancellate dal profondo dolore causato dalla perdita della moglie, morta a seguito delle conseguenze del parto lo stesso giorno della nascita del figlio, il 7 giugno 1915.

Ancora non si era ripreso da questo grande lutto che “la Patria in guerra lo chiamava a compiere il suo dovere sui campi di battaglia”.

All’inizio del 1916, lasciò la madre, la sorella ed i suoi bambini per partire alla volta di Genova per raggiungere il reggimento della 89simo Reggimento di Fanteria “Salerno”.

Un’unità militare che durante la guerra del 1915-1918 venne distrutta per ben due volte, dai continui assalti alle trincee nemiche.
La storia ritrovata di Antonio Poli che rivive nella pubblicazione “Diario di guerra di un caduto sul Carso”  (curato da Grazia Lucchesi e pubblicato da Tra le righe libri) ha una portata storica eccezionale: attraverso di essa è possibile rivivere i momenti di guerra, i suoni, la fame, la fatica delle marce, gli assalti, il forte senso di onore e di fedeltà alla patria. In mezzo la volontà di attenuare la paura e nello scrivere a casa di edulcorare le immagini del conflitto.

Così scriveva alla sorella: “I primi giorni ho combattuto e non sono stato indietro. Se tu vedessi e sentissi pare una commedia un poco tragica ma non si ha timore. La paura vinciamo quando si sente quella musica solenne: ti devi figurare che siamo come in mezzo a quattro organi come a San Martino, a Lucca chi suona il flauto, chi la cornetta, chi il Clarino, il Bombardino, il liuto poi viene il Trombone i piatti, quando poi cominciano i campanelli (n.d.c. le mitragliatrici) e tutta la gran cassa. Viene un coraggio da Leoni e li pensi, pim, pam, tun, tin in fine una gran forte musica completa, distrugge e fa strage ove passa sopra l’infame Austriaco; e noi tutti lieti e contenti si spetta ansioso il momento della tregua e del risultato vittorioso, che avviene ogni qual volta diamo colle nostra armi gli impetuosi e infrangibili nostri attacchi”.

Andrea Giannasi

@LoSchermo

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3 Commenti

  • Admin
    30 aprile 2015, 21:05

    Onore a lui e a tutti quelli come lui che sacrificarono la vita per un nobile scopo, difendere la Patria!pensà oggi che fine Le hanno fatto fare! Redazione, sarebbe possibile trascrivere queste lettere su una pagina del sito? Grazie!

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  • Admin
    1 maggio 2015, 01:46

    Altri tempi, altri ideali, alti onori.

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  • Admin
    4 gennaio 2016, 18:39

    Cortesia. Per ragioni di studio chiedo a chi legge queste righe la cortesia se sia possibile conoscere qualche località della retrovia vicentina ove il soldato molto ragionevolmente sia passato (per riposo)avendo combatttuo sull”altopiano di Asiago. Abito a pochissimi chilometri dal fronte vicentino ed attualmente sono impossibilitato ad acquisire il testo.
    Grazie mds

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