Del Ghingaro attacca Tambellini sulla fusione delle fondazioni Puccini: “Progetto fumoso, Viareggio e Torre del Lago devono partecipare”

VIAREGGIO (Lucca), 14 aprile – Puccini, il suo festival, le sue ville, il lago che tanto amava e ispirò le più belle arie d’opera mai scritte. Butterfly, Turandot, la Boeheme: personaggi immortali, simbolo dell’Italia nel mondo pensati e strutturati qui fra Viareggio e Torre del Lago, luoghi che il Maestro aveva scelto come patria.

Una patria che invece sembra far di tutto per lasciarlo andare via, tornare “di la’ dal monte”. Di questi giorni sui giornali la notizia di un progetto, di una possibile fusione tra il Festival di Viareggio e la Fondazione Puccini di Lucca. Un progetto fumoso, di cui si sa poco, ma che il sindaco di Lucca, Alessandro Tambellini, propone già come definito.

Eppure non è dato sapere chi sono i soggetti coinvolti, se solo le due fondazioni o forse addirittura il teatro del Giglio. Come non si sa chi siano le figure che, istituzionalmente, stanno portando avanti tale progetto. Una cosa però è ben chiara a tutti: Viareggio e Torre del Lago hanno speso miliardi prima e milioni poi, per il festival. Molto è stato investito e molto ci sarà da investire per riuscire a mantenere vivo un evento di tale portata.

Viareggio e Torre del Lago non possono permettersi di non far parte della discussione che, ritengo, sarebbe opportuno finisse sui tavoli della politica e che li’ fosse valutata, con chiarezza e pari dignità fra tutti gli enti coinvolti. C’è bisogno che Viareggio torni a far sentire la sua voce, non per superare quelle degli altri, ma per essere uno dei tasselli, e perché no, il più autorevole in quanto di fatto luogo Pucciniano per eccellenza. E’ ormai impossibile pensare di non far parte di un circuito, non mettere in rete idee e progetti: solo così c’è speranza di crescere e di portare a casa risultati in termini di presenza turistiche sul territorio. Ma non sarà stando fermi ad aspettare decisioni prese da altri e in altri luoghi, che Viareggio potrà tornare ad essere la perla del Tirreno.

Giorgio Del Ghingaro candidato sindaco di Viareggio

6 commenti

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6 Commenti

  • Admin
    14 aprile 2015, 22:00

    Per stare al tavolo ci vogliono i soldi… i soldi che Viareggio e Torre del Lago hanno bruciato in quantità industriali non contano più. Fine

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  • Admin
    14 aprile 2015, 23:41

    meno male che Del Ghingaro c’è………..almeno Lucca si salva.
    Fusione Fondazione puccini con i falliti Giglio e Pucciniamo?….vade retro satana!

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  • Admin
    15 aprile 2015, 03:19

    1. “…..luoghi che il Maestro aveva scelto come patria.

    Una patria che invece sembra far di tutto per lasciarlo andare via, tornare “di la’ dal monte”…..”.

    Vomitevole. Puccini non aveva scelto nessuna patria. Per Puccini, che non era uno scemo, non esisteva alcun confine sul monte di Quiesa. Prima aveva scelto Chiatri, poi, per far contenta la moglie, si sposto a Torre del Lago. Infine, negli ultimi mesi di vita, abitò a Viareggio e per abitarci non ebbe certo bisogno di cambiar patria. Questa mentalità da idioti, con patrie virtuali che cambiano ogni 5 Km non c’entra con Puccini.

    2. “….Viareggio e Torre del Lago hanno speso miliardi prima e milioni poi, per il festival. Molto è stato investito e molto ci sarà da investire per riuscire a mantenere vivo un evento di tale portata…”.

    Veramente noi tutti abbiamo speso miliardi e milioni per il festival sul lago. Andiamo a riguardare i bilanci e vedremo a quanto ammontano i contributi al festival di Provincia, Regione e fondazioni bancarie.

    3. “…Viareggio e Torre del Lago non possono permettersi di non far parte della discussione che, ritengo, sarebbe opportuno finisse sui tavoli della politica e che li’ fosse valutata, con chiarezza e pari dignità fra tutti gli enti coinvolti…”.

    Su questo ha ragione. Infatti non avrebbe alcun senso fare una nuova fondazione che non preveda un ruolo centrale per le rappresentazioni pucciniane a Torre. Un ruolo altrettanto centrale lo deve avere però Lucca. Questo per due evidenti mortivi che non si può far finta di non vedere.

    – A) senza fondazioni bancarie e senza la Regione il festival non si fa. Le fondazioni hanno sede a Lucca. La regione deve fare gli interessi di Viareggio e quelli di Lucca. Non può fare gli interessi di una sola delle due città

    – B) Puccini è nato a Lucca e a Lucca ha studiato. Non esiste valorizzare la figura di un artista senza coinvolgere la città dove è nato e dove ha studiato.

    – C) La lirica costa un’enormità e solo unendo le forze la si può fare ad un livello decente. Si ricorda che Puccini è uno degli autori più rappresentati al mondo. Eseguire le sue opere male a casa sua, mentre vengono eseguite benissimo in altri posti non ha alcun senso.

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  • Admin
    15 aprile 2015, 11:15

    Bravi, mangiate anche i soldi della fondazione lucchese che ha meglio amministrato le sue risorse..

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  • Admin
    15 aprile 2015, 14:55

    lo attaccano tutti ormai è il bersaglio di tutti.. dx o sx

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  • Admin
    20 aprile 2015, 08:34

    Una fondazione puccini che estenda la sua attività fino al mar tirreno è una realtà auspicabile, bisognerebbe discuterne alla pari mettendo da parte lo strapaese che permea i propositi del candidato sindaco e l’imperialismo territoriale del sindaco di Lucca. Trovo sensato e condivisibile il commento di Ammonio. In Versilia i responsabili hanno agito sempre peggio, senza un briciolo di cultura e dunque senza consapevolezza, buttando risorse dalla finestra. Più pisigni i lucchesi, che fino a qualche anno fa si sono valsi dell’apporto di un gruppo di studiosi per elaborare programmi di livello a costi minimi. L’atteggiamento ‘esuberante’ del sindaco di Lucca viene dall’aver accantonato i progetti culturali a favore di nebulose prospettive turistico-spettacolari. Privo di un retroterra solido, per sua stessa volontà, ora rivela la sua inconsistenza. Venderebbe Puccini al migliore offerente. La vedo dura.

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