Il concerto segreto di Glen Hansard a Lucca: ‘la nuova primavera nei nostri passi’, tra canzoni ‘lucchesi’ e la voglia di musica che parla all’anima

LUCCA, 19 luglio – “Grazie dell’opportunità che mi avete dato”. Con queste parole, Glen Hansard ha chiuso il concerto segreto che si è svolto l’altro giorno a Lucca. E sul suo account twitter ha rilanciato: “Grazie Lucca. That was molto molto bellissimo. Thank you all at Sky Stone and Songs! And all at Malanima… There’s a new spring in out steps”.
Una nuova primavera. In cui quella cinquantina di fortunati che hanno assistito al concerto cercano di trovare le parole adeguate per ringraziarlo e si trovano, invece, ringraziati.

Eppure, Glen Hansard è così. E’ lui che ha ringraziato i lucchesi per avergli dato la possibilità di suonare in un luogo che lui ha definito “magnifico”, come la galleria d’arte ‘Malanima’ in via Mordini. “Sono un cantante – ha poi spiegato – e ho il bisogno fisico di cantare. Erano 15 giorni che non lo facevo e avevo voglia di farlo, ma non pensavo di passare una serata così magica”.

Già, perché di una serata magica si è davvero trattato. Una serata magica, nata per magia.

Ma partiamo dall’inizio.

Hansard è in vacanza a Vorno: quindici giorni ‘italiani’ per uno dei maggiori esponenti della musica irlandese, da trascorrere assieme alla famiglia. Decide che il Summer Festival e Nile Rodgers sono comunque un buon modo per passare una serata e, il giorno del concerto, arriva in centro un po’ prima, per farsi una passeggiata.

Non sa che a Lucca esiste uno dei suoi più grandi estimatori: René Bassani, titolare dello Sky Stone and Songs, il negozio di dischi di piazza Napoleone. Talmente appassionato della musica del songwriter irlandese da averlo fatto conoscere e apprezzare a un altissimo numero di suoi amici e clienti. Ma Glen (ancora) non lo sa: passa davanti al negozio, si ferma e viene visto da Carla, la moglie di René.

La reazione è quella tipica dei fans: fermarlo, salutarlo e chiedergli un autografo.

Hansard però si ferma nel negozio e parla a lungo con René, con Carla e pochi altri: autografi, certo, ma anche aneddoti delle sue collaborazioni musicali – “Bruce (Springsteen) è una delle persone più gentili che abbia mai conosciuto, però, certo, mangia a colazione le uova sode…” – poi il musicista prosegue il suo giro per Lucca.

Tutto sembrava finito lì: aver conosciuto un grande che si era dimostrato anche molto gentile e disponibile, confermando le impressioni positive che aveva dato con la sua musica. Magari con un po’ di amaro in bocca, perché René, schivo come sempre, non gli ha parlato di quel sogno che da tempo coltiva: portarlo a Lucca per i 20 anni dello Sky Stone, che cadono nel 2015. Ma non glielo ha raccontato a Glen. E forse un po’ di rammarico c’era quella sera.

La vita, il destino o chi ci pare, ha deciso di ‘riparare’ le cose e alle 2 di notte, René e Carla si avviavano verso la macchina, quando si sono sentiti chiamare dal tavolino di un bar. Glen stava bevendo l’ultima birra assieme alla famiglia e ha salutato i nuovi amici appena conosciuti. A quel punto, però, René gli ha chiesto un contatto e gli ha raccontato di cercare il modo per trovare i fondi per organizzare un suo concerto a Lucca.

A sorpresa, Hansard ha risposto: “Si volentieri, ma se trovi un posto, io potrei suonare anche domani o dopodomani. Gratis ovviamente, ma solo per una cinquantina di persone però”.

Ed è stato così che – dopo una corsa contro il tempo, aiutata dalla disponibilità di molti – è nato uno dei concerti più magici mai visti. Glen ha suonato per oltre un’ora e mezza. Lui, la chitarra, un pianoforte – usato per la verità solo una volta – un tamburello suonato con il piede e la sua voce.

Il posto – la galleria d’arte ‘Malanima’ – è perfetto e la serata scorre via, sulle note della musica di Hansard che incanta.

E per il musicista è l’occasione per ‘provare’ anche alcune canzoni nuove: “Questa l’ho scritta stamani…Scusate, ma devo leggerla”, dice prendendo un quaderno e mettendoselo sulle gambe, sotto la chitarra. E parte una delle canzoni più belle e intense della serata.

Ovviamente c’è spazio per i suoi ‘cavalli di battaglia’, come ‘Bird of Sorrow’, ma anche per cover, come un’intensa ‘Drive all night’ di Springsteen. E per le richieste del pubblico e perfino per un duetto con la mamma, per la quale suona la chitarra nell’esecuzione di una canzone tradizionale irlandese.

Momenti indimenticabili per tutti i presenti. E momenti indimenticabili per Hansard: “E’ incredibile quello che mi avete dato stasera – ha detto nel lungo ‘dopoconcerto’ quando tutti hanno voluto salutarlo, avere una foto o un autografo con lui – l’emozione che mi avete dato la porterò sempre con me”.

E la madre sottolinea: “Adesso, quando andrà in tour, racconterà tutte le sere, a tutti, di aver suonato a Lucca, in un posto magnifico, per delle persone splendide, in un concerto irripetibile”.

E ‘irripetibile’ è davvero la parola che meglio descrive la serata di giovedì. Ma quello che è, invece, ‘ripetibile’ è la voglia di musica, quella vera, quella che parla all’anima. Di artisti che non fanno ‘il compitino’, seppur perfetto, ma di artisti che catturano l’audience con una sola arma: la loro arte. Una nuova primavera, appunto.

Federica di Spilimbergo
@fedisp 

6 commenti

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6 Commenti

  • Admin
    19 luglio 2014, 17:07

    c’ero. una delle emozioni più grandi della mia vita. Belle parole e ottime foto. Grazie.

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  • Admin
    19 luglio 2014, 17:30

    Non c’ero… e mi spiace da morire. La magia della musica dal vivo,le emozioni che suscita, non si possono raccontare.

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  • Admin
    19 luglio 2014, 21:52

    Per una coincidenza astrale e per essere rientrato nelle strettissime maglie ho potuto assistere a queste due ore di grazia e bellezza. Non ho visto migliaia di concerti, ma parecchi si, e di personaggi di un certo calibro. Posso dire che l’inizio dell’esibizione con “Love, don’t leave me waiting” è stato uno dei pugni nello stomaco emotivi più forti che abbia mai ricevuto. Sappiate, lettori, che avere una chitarra acustica, una voce e cantare per chi non conosce i tuoi brani è una delle vie più brevi per addormentare il pubblico a tempo di record; Glen ci ha agguantato e portato nel suo mondo con violenza e grazia, con quello stesso mistero che incontri poche volte nella vita: Jeff Buckley, Bruce Springsteen, Joe Strummer, tre o quattro cantanti neri ( penso a Isaac Hayes). Quelli che cambiano l’aria che circola, che sintonizzano le vibrazioni, che vanno in direzioni sconosciute che alla fine riconosci essere tue, che a volte sono incompatibili con la dimensione del grande successo ( si, lo so, meno uno, lo so..) perchè hanno quel nonsoche, quello che sfugge alla catalogazione. Poi possono anche fare dischi che non ti piacciono, ma ..Quelli che li guardi e preghi che nessuno scopra mai come si diventa così, che rimanga una sorpresa che colora la vita, che ti permetta di ricordare agli amici, ai figli, ai gelosi che quella grazia ha toccato anche te, e con pudore ti piace pensare che chissà se è anche merito tuo quella serata fatata. Glen ha lasciato deflagrare la sua energia, quello che fa semplicemente perché quella è la sua natura e ci ha atterriti. Di sicuro tutto l’amore e l’attenzione dell’organizzazione ha sublimato la sua attitudine. I tempi stanno cambiando, diceva un ragazzotto di Duluth, e i nostri sono aridi di talenti del genere. Voglio credere che sia un segnale mandato dal Dio Vinile, che ci invita a riflettere sui modi ed i tempi della distribuzione, regalandoci un ipotesi di modello di Nonfestival, dove avanti a tutto si pone l’arte, la grazia, l’imprevisto, la disponibilità, la passione, la fiducia. Chissà che Lucca, per una volta, non apra una strada nuova e fresca prima di altri.

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  • Admin
    20 luglio 2014, 02:36

    Hai descritto tutto come meglio non era possibile! Orgoglioso di essere stato tanto fortunato da poterci essere.

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  • Admin
    21 luglio 2014, 01:15

    Io ero uno di quelli che non c’era, ma se era segreto e per pochi vuol dire che va bene così.

    Che dire; dopo The Committements (imberbe) e Once (uno dei più bei piccoli-grandi film di tutti i tempi) l’avrei voluto vedere nella maturità.

    Grazie, Federica, per il tuo affettuoso report: è stato come esserci!

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  • Admin
    21 luglio 2014, 16:14

    Ero lì, incredulo e pietrificato dall’opportunità ricevuta. Grazie Renè, grazie Rox! GRAZIE GLEN.

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