“Pregare pregare pregare”, il romanzo proletario di Alessandro Ferri

CASTELNUOVO GARFAGNANA, 20 marzo – La Garfagnana si arricchisce di un nuovo contributo di un giovane autore, ideologicamente impegnato, come lo è anche questo suo secondo romanzo: “Pregare pregare pregare”.

Alessandro Ferri ha scritto un “romanzo proletario” – così definito dall’editore Andrea Giannasi della Editrice Garfagnana Editrice che ha pubblicato il libro – in cui tornano a esserci dei protagonisti che oggi non va più di moda considerare tali. Uomini, donne, luoghi sono personaggi secondari in un romanzo in cui si riappropriano della scena da primi attori la lotta di classe, il movimento operaio, la fabbrica, il padrone, il potere costituito e tutto ciò che ne è garante, compresa la religione e i preti.

Uno scenario che da almeno 20 anni credevamo non più presente in questo mondo di capitalismo globale in crisi, dopo la scomparsa dell’Unione Sovietica , riferimento dei grandi partiti comunisti occidentali, scomparsi anch’essi, lasciando lo spazio della lotta operaia da sinistra a piccoli Partiti fortemente ideologizzati. Sulla scena e tra gli interpreti principali si muovono uomini e donne, con rapporti di parentela, progetti di vita progressista, sentimenti di odio, atti di bestialità, sentimenti d’amore e di  rifiuto.

Una donna e un uomo, uniti dapprima dall’amore, dal matrimonio, dai figli, separati in maniera netta e definitiva da scelte politiche contrapposte: lei cosciente d’una appartenenza di classe e della necessità di un riscatto, di una risposta collettiva, operaia, alla crisi che macina i lavoratori ma lascia a tasche piene i padroni; lui, arrivista, spirito di servo, pronto a ogni bassezza, al delitto, alla violenza nella famiglia, nelle parentele, contro i suoi compagni di lavoro, pur di giungere a essere una “utile  pedina ben retribuita” del padrone della fabbrica. La fabbrica, i compagni operai, il Paese sono parti integranti dell’azione narrativa.

Tutto si svolge tra un paese dell’Alta Garfagnana, Castelnuovo di Garfagnana e la fabbrica, una cartiera come tante esistenti sui nostri territori e in cui la crisi, la recrudescenza delle sanzioni disciplinari, la perdita dei diritti conquistati nel dopoguerra, mettono alla prova la resistenza delle Maestranze. Svariati i riferimenti ad avvenimenti nazionali dell’ultimo decennio in cui si sono verificati episodi di repressione.

Il libro è stato presentato a Gorfigliano il 23 Febbraio dal giovane autore e dall’editore Giannasi, il quale ha esordito “gelando” la platea dei presenti incolpandoli – in una riuscita provocazione –  dei comportamenti che nel libro sono dichiarati come caratteristici dei piccoli borghi in cui, a volte, le cose si sanno e non si dicono, in cui una finestra diviene posto d’osservazione e di formulazione d’illazioni. Da li si è sviluppato un dibattito da cui è poi emersa la volontà dell’editore di seguitare e incrementare la pubblicazione di testi che costituiscano anche un serbatoio di memoria per i paesi della Garfagnana. 

Alessandro Ferri è nato nel 1974 a Castelnuovo di Garfagnana e vive attualmente a Gorfigliano; diplomato presso l’Istituto Agrario di Soliera lavora dal 2003 nel settore “cave” come operaio specializzato – rocciatore disgaggiatore. Prima di questo ha pubblicato, con Garfagnana Editrice, il libro “Siamo sicuri che tutto il mondo sia paese?”.

Inserisci il tuo commento

La tua e-mail non verrà pubblicata. compila tutti i campi obbligatori*

Se pubblichi stai dando il consenso alle regole di base , ai termini del servizio e alla normativa sulla privacy
Annulla

.

Newsletter


WP Facebook Auto Publish Powered By : XYZScripts.com