“Due milioni di priorità” sul tavolo del ministro Giannini, che parte da bonus maturità, contratto dei docenti, liceo in quattro anni e rapporto tra scuola statale e paritaria

LUCCA, 27 febbraio – Rapporto tra scuola statale e paritaria, contratto dei docenti, bonus maturità, liceo in quattro anni. Parte in quarta il neoministro lucchese all’istruzione, Stefania Giannini, sul cui tavolo iniziano già ad aumentare le cartelle sotto la voce “priorità”.

Ma il ministro con trascorsi da senatore non si scompone e, dalla sua postazione al dicastero, fa sapere di essere pronta ad affrontare tutto con grinta e tenacia. E lo comunica rispondendo con entusiasmo al tweet del suo giovane – e giovanile – premier. Al cinguettio virtuale di Renzi (“Investire nella scuola è il modo per uscire dalla crisi”), la Giannini risponde a tono dalle frequenze di Radio Uno. Invitata alla trasmissione “Prima di tutto”, il politico lucchese ribatte: “Questa è musica per le mie orecchie”.

Più che semplice “musica”, una “Cavalcata delle Valchirie”, data la complessità del compito che attende la Giannini. Ma il neoministro sembra perfettamente consapevole di quello che la attende. “Il lavoro da fare per noi è molto, visto che incorporiamo tre grandi aree come la pubblica istruzione, la ricerca scientifica e l’università”, ha ammesso via etere. “Nella mia agenda ci sono 2 milioni di punti da affrontare. I miei predecessori si sono ritrovati questioni già complicate in partenza da affrontare e io avrò lo stesso difficile compito”.

Quindi un primo giudizio sommario sul sistema-scuola in Italia. “La mia impressione è che noi abbiamo un’ottima scuola elementare, un liceo e comunque una scuola media superiore che ha punte d’eccellenza e nel complesso funziona molto bene, e una media inferiore che dovrebbe essere rivisitata”. E lo dice proprio all’indomani della visita ufficiale in cui ha accompagnato Renzi a Treviso, proprio in una scuola media.

Sul tema caldo del ciclo liceale e sull’ipotesi di condensarlo in quattro anni, rispetto ai cinque attuali, il ministro ha osservato: “è una sperimentazione sulla quale ho bisogno di fare approfondimenti. Si tratta di un modello applicato in altri Paesi sul quale non ho pregiudiziali negative, perché se i ragazzi escono prima dalla scuola con una notevole preparazione, va bene. Bisogna vedere però se questa è la strada giusta”.

La Giannini prende tempo anche sul “bonus di maturità”. “Un tema delicato, che va visto nei pro e contro. Un capitolo da ripensare con attenzione. La carriera scolastica di uno studente che lascia la scuola per entrare all’università va considerata. È il suo portafoglio, la sua carta di identità e di apprendimento. Il bonus ha il vantaggio della sintesi: tu hai un numero, e se quel numero è il risultato di un calcolo preciso, funziona. Però è anche vero, e questo è un dato oggettivo, che lo stesso numero non è equiparabile in tutte le zone del Paese, in una parte piuttosto che in un’altra, ha un valore diverso”.

Un breve cenno anche all’eterna diatriba tra scuola statale e paritaria che, secondo l’ex-senatrice, dovrebbero avere gli stessi diritti. “La libertà nella scelta educativa è un principio europeo di grande civiltà”, ha detto il ministro dell’istruzione. “Quello del pubblico è un servizio fondamentale, ma statali e paritarie devono avere uguali diritti”.

Quindi un’analisi sul difficile e, spesso, ingrato mestiere di docente. Una professione, per stessa ammissione del ministro, “pagata poco, e mancano meccanismi premiali”. “Sarebbe un bel passo equiparare gli stipendi degli insegnanti italiani agli stipendi medi europei. La sfida vera è pensare e praticare contratti che considerino gli insegnanti una figura fondamentale nella società e non solo nella scuola”.

La Giannini conferma che “serve la ‘revisione di un contratto mortificante, non solo perché è pagato poco, ma anche perché non ha meccanismi premiali che valorizzino quella larga fascia di docenti che si impegnano e si aggiornano”. La chiave sarebbe tutta in due parole: “più′ autonomia e più valutazione”: “Si dia autonomia e responsabilità agli istituiti e si premi chi fa un lavoro straordinario, rimasto in ombra. Gli studenti sanno chi hanno davanti e distinguono rapidamente i docenti che lavorano con professionalità e chi lo fa in maniera più stanca”.

Silvia Maria Cristina Senette
@silviasenette

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4 Commenti

  • Admin
    28 febbraio 2014, 09:29

    Un ministro che ha idee,questa la vera novità,idee di riformar modernizzazione,l’idea fondamentale di valorizzare il mrito,tramite un serio sistema di valutazione ed agganciarlo alla peenialità,buona cosa,se la salita in politica di Monti fosse anche solo servita per trascinare in politica persone di questo valore,non sarebbe stata vana,buon lavoro ministra

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  • Admin
    28 febbraio 2014, 09:51

    Ma il nuovo ministro dell’istruzione, conosce bene la scuola elementare, media o superiore E’ stata mai preside, è stata mai insegnante? Mi sembra che abbia solo esperienza di Università e non penso che conoscenze sociolinguistiche siano sufficienti per capire ed innovare la realtà scolastica italiana.

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  • Admin
    28 febbraio 2014, 09:55

    “Quello del pubblico è un servizio fondamentale, ma statali e paritarie devono avere uguali diritti”.

    premesso che le paritarie hanno già uguali diritti (da cui il termine “paritario”), significa che riceveranno anche (ulteriori) finanziamenti? magari proprio a discapito della scuola pubblica?

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  • Admin
    28 febbraio 2014, 16:04

    In una società civile forte dove tutti fanno il proprio dovere non c’è il bisogno di applicare la meritocrazia.

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