Sèsso (òmo-ètero, ĕ uguale) ê masturbassioni; finch’èn spettàcoli trànseat, tanto c’è sèmpre chi è “piū avanti” di vell’altri

LUCCA, 18 gennaio – Qualcuni s’èn inscandalizzi per via chē allo spettàolo “Spring awakening” ci pòrtin le scolaresche. Nell’artíolo un c’ĕ specifïato di quale scuòle; elementari? mèdie? superiori? S’intuisce assai bène chē, â segonda dell’età dê bamboretti ché ci van, la ‘òsa è piū ô meno grave (sèmpre dal punto di vista di velli ché si scandalízzin, chiaro).

Biśonnja anco considerà ché, nel mondo artístïo, da sèmpre si fă â gara â chi è piū avanti, â chi è piú trasgressivo. Î crítici un pòssin mia rimanē indiètro e allòra, per fà vedé chē èn piū avanti dell’autori trasgressivi, giū a sproloquià con crítïe luśinghière. Il púbblïo, almen bòna parte del púbblïo, per un fà la fegura de’ retrògrado reassionario, insomma per fà vedé chē è piū avanti, si ‘onforma ê dice: Bèllo, bèllo, hă saputo còllje l’essènsa della dicotomía frà genitori ề filljòli, frà sessualită ê perbenismo anco con crudessa mà sèmpre rivòlto al tèma centrale chē ecc. ecc. bla bla.

Òra, vi pare ché le istitussioni ché govèrnin la scuòla (ministro della púbbïaistrussion ê le su circolari ê direttive varie, il govèrno sano cô su decreti ecc, il parlamento stesso con le su leggi) pòssin rimanē indiètro nella ‘orsa all’èsse avanti?

Mà prima ché di lòro, ci pensa l’Euròpa col su Ufficio Regionale O.M.S. chē hă prodotto un documento “Stàndard per l’educassion sessuale in Euròpa” ché potete scarïà quī  induve, doppo un’introdussion psico-filośofico-burocratese, índica le linee guida operative per fasce di etā riassunte in tabèlle: 0-4 ( il bimbo viene introdotto alle “gioie” della masturbazione precoce), 4-6, (Approfondimento della conoscenza dei genitali e informazione sû diferènti concètti di famillja) 6-9 (informassioni dei pròpi diritti sessuali), 9-12 e oltre (informassione su mutilassione genitale femminile, circonciśion, anoressía, bulimía). Questo documeno aspira a doventă una direttiva europèa.

Mă, â parte il fatto ché lo stato ô l’Euròpa espròpia la famillja del su diritto all’educassion, anco sessuale, dê filljòli, î vari govèrni nassionali, sèmpre per fà vedé ché so’ avanti, s’ispírin â questo documento prima ancòra ché dovènti direttiva europèa.

In Italia, preśèmpio, con D.L. n.104 del 12/09/13 (miśure urgènti in matèria di istrussion, universită e ricèrca) ê convertito con modificassioni dalla legge n. 128del 08/11/13, nell’Art. 16 –Formassion del personale scolàstico-, si stabiliscono, frà l’altre ‘òse, nòve competènse relative all’educassione all’affettività, a’ rispetto delle diversită ê delle pari opportunità di gènere e al superamento delli stereòtipi di gènere.

Ché vòl dí questo superamento delli stereòpiti di gènere? Ché ci si deve scordà dê gèneri maschio-femmina ê preparacci all’avvènto di nòvi gèneri? Ché di fatto eśístan già mà chē òra unnj genitore è líbero di discute cô su filljòli segondo velle chē èn le su convinsioni ètiche, morali ê, perché nŏ, religiose ê chē invece, quando sull’argomento ci mètte le grinfie la scuòla, doventerà dottrina di stato? Sembrerebbe di sí, sentita anco la dichiarassion della ministra Carrozza: “Dobbiamo fare in modo che la scuola non sia semplicemente un luogo in cui si celebrano le ricorrenze, ma lo spazio in cui si sedimenta un reale cambiamento culturale“.

Mà dov’è chē èn piū avanti, è la Svíssera. Nel Cantón di Baśilèa han introdotto lessioni di sessualità nelle scuòle d’infansia e han munito î maèstri, pe’ rènde la lessione piū viva, d’una “sex box” ché contiène pèni di lennjo ê vagine in pelusc.

Da sèmpre è la famillja la sède della formassion affettiva ê sessuale dê filliòli ê, badate bèn, anco dê genitori ché nell’affrontà tutte le delicatissime faśi della créscita di un filljòlo, insième al filljòlo crescono. Questo ròlo sociale delle famillje ĕ stato svòlto spesso bène e alle vòlte male ê và sens’altro perseguito un milljioramento, mă un si pòl di cèrto risòlve tutto in un bòtto, mettèndo l’educassion in mano allo stato.

Quindi, ê parlo â quelli chē han commento negativamente il fatto di portà le scolaresche â vedé “Spring awakening” ê ché magari han dê filljòli ô nepoti in etă scolare ô prescolare, piú ché da uno spettàcolo, c’è da guardassi da uno stato sèmpre piū invadènte ché cerca di omologacci tutti, avocando â sé, ê sèmpre con maggior frequènsa, quelle chē èn da sèmpre prerogative delle famillje ê dê síngoli èsseri umani; a casa mia vesto ví si chiama totalitarismo.

Marzia Ristori
* Professoressa ITC Carrara, òra ITE (mà comê ni garberà cambià î nòmi!)

Leggi anche:

Omosessualità, masturbazione e rock’n’roll. Arriva al Giglio il pluripremiato musical “Spring awakening”, ossia “l’anti Grease”, di Stefano Giuntini

Premessa alla raccolta lessicale lucchese. Guida alla lettura

Vocabolario vernacolare:
Vernacolario / Dalla lettera A alla lettera C
Vernacolario / Dalla lettera D alla lettera L
Vernacolario / Dalla lettera M alla lettera R
Vernacolario / Dalla lettera S alla lettera Z

P.S.: Anco stavòlta continua l’aggiornamento della raccòlta lessicale:

aggiaccà, bĕnvensúto, casímbolo, donnícchioro, filómbra, ghinnjettín(o), imprestà, lócco, mastiolín(o), nissà, pennàto, ridoccià, scécco, tògo, vétta ê tanti altri.

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6 Commenti

  • Admin
    18 gennaio 2014, 21:03

    Cara prof.approvo in pieno.
    Il lucchese che lei ha usato e’ bello e appropriato per stemperare l ‘ardori di conformismo e bigottismo che aleggia sulla nostra bella citta’
    In bocca al lupo per il suo non sempre facile lavoro tra i giovani.

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  • Admin
    18 gennaio 2014, 21:16

    È anco peggio di vel ché m’immaginavo. Altro chē il “mondo nuovo” di Huxley, ci stan veramente levando l’identità, ci vòlljn pròpio omologà tutti.

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  • Admin
    18 gennaio 2014, 22:11

    La ministra Carrozza dice: “Dobbiamo fare in modo che la scuola non sia semplicemente un luogo in cui si celebrano le ricorrenze, ma lo spazio in cui si sedimenta un reale cambiamento culturale”.

    Invece un luogo indù s’insegna, si studia e s’impara nò èh? Troppo banale?

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  • Admin
    19 gennaio 2014, 12:54

    Giusto, basta imporre tutto dalla alto.

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  • Admin
    19 gennaio 2014, 13:02

    Ah ah! Bellissimo. Unica nota: non si tratta dell’Europa che stabilisce queste norme attraverso il suo ufficio OMS, ma dell’OMS che le stabilisce attraverso il suo ufficio europeo. Tanto è vero che l’ufficio in questione ha sede a Colonia, non a Bruxelles.

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  • La redazione
    Admin
    19 gennaio 2014, 15:26

    @FORMIDABILE
    Vero, non sono stata sufficienemente chiara nell’esposizione del testo. Si poteva intendere che l’imput venisse direttamente dall’Europa invece, è bene ribadire, viene dall’Ufficio Regionale O.M.S. Mi fa piacere che abbia apprezzato il mio articolo. Oggi, e casca proprio a fagiolo, su un quotidiano cartaceo appare la notizia che non ci sono più soldi per la pulizia e la sorveglianza nelle scuole, mentre per l’attuazione della legge n. 128 del 08/11/13 atr. 16 è previsto uno stanziamento di 10 milioni di euro. Evidentemente si preferisce “fare in modo che la scuola non sia semplicemente un luogo in cui si celebrano le ricorrenze, ma lo spazio in cui si sedimenta un reale cambiamento culturale” piuttosto che “fare in modo che la scuola sia dignitosamente pulita e sorvegliata”.

    @W LA PACE
    Ha colto in pieno il punto dolente. La scuola ormai è tutto (parcheggio, luogo di aggregazione e socializzazione, open space) tranne quello che era all’origine: un posto dove bisogna prendersi le proprie responsabilità e capire che l’apprendimento comporta, oltre la soddisfazione che ha l’apprendere in sé in quanto il Sapere ci rende liberi, anche fatica.

    @TONIN DELLA BIODOLA
    Non siamo ancora arrivati a stabilire geneticamente la casta di appartenenza, ma il tenere la popolazione nell’ignoranza, il far conseguire agli studenti l’agognato diploma senza sforzo e, più che altro, senza la corrispondente cultura (leggasi anche http://www.loschermo.it/articoli/view/59261), non ci porta troppo lontano dal “mondo nuovo”.

    RISPONDI

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