A cena con la Onlus di Celestino Marchini: storie di Lucca e d’Africa nel ricordo di Claudio. Quasi 1.500 bambini ricevono sostegno, aiuto, educazione

CAPANNORI (Lucca), 26 novembre – Metti una sera di novembre, vino rosso, foto e semplicità: storie lucchesi e storie d’Africa si incrociano, ricordi e progetti da ascoltare e condividere. “Il mondo di Claudio Marchini” è un’associazione non a scopo di lucro che nasce quasi dieci anni fa, nel 2005, a seguito di un tragico incidente che vide morire due giovani lucchesi investiti da un’auto guidata da un uomo in stato di ebbrezza. La morte dei due ragazzi è di grande impatto sulla vita di amici e familiari, in particolar modo sui genitori di uno dei due, Claudio, i quali, poco dopo l’incidente, decidono di andar via per un po’, schiarirsi le idee, riordinare le proprie emozioni.

Capitati praticamente per caso a Capo Verde, sull’isola di Boa Vista, fanno la conoscenza di Padre Paulo, che li mette a contatto con una realtà quasi inimmaginabile: la popolazione del luogo non ha acqua, niente elettricità, nemmeno strade asfaltate; i bambini vivono nelle baraccopoli, passano le giornate in strada.

L’entusiasmo del figlio per la vita, l’amore che aveva per i bambini, sono ben presenti ai genitori di Claudio, suonano come un campanello d’allarme: il primo istinto è quello di aiutare a titolo personale padre Paulo, convinti che anche se piccolo, ogni aiuto può fare la differenza. Il soggiorno a Capo Verde termina, ma Celestino Marchini – che fra l’altro è anche un consigliere del Comune di Lucca – e la moglie non dimenticano il sacerdote e i bambini, ne parlano in famiglia, con gli amici di Claudio, e dopo due anni in cui tornano a Boa Vista privatamente, per aiutare come possono, nel 2005, a maggio, nasce finalmente la Onlus intitolata al figlio. Gli obiettivi dell’associazione, nata nel ricordo del giovane, sono chiaramente indirizzati a ciò che a lui stesso era più caro, ovvero l’aiuto alle popolazioni del Sud del mondo, ma continuando a tenere un occhio sul territorio lucchese.

Più precisamente, l’operato dell’associazione su Lucca si concretizza in alcuni progetti come il sostegno all’associazione sportiva dilettantesca “L’Allegra Brigata”, rivolta a ragazzi e persone con difficoltà intellettive o relazionali; gli aiuti economici al Villaggio del Fanciullo, particolarmente caro al padre di Claudio, Celestino; sostegno economico tramite l’acquisto di mezzi di soccorso per la Croce Verde; il progetto “Scegli la Vita”, una campagna di sensibilizzazione sulla sicurezza stradale, che prevede conferenze ed incontri con ragazzi delle scuole medie e superiori, alla quale, nel corso degli anni, hanno aderito svariate scuole della piana di Lucca e gli istituti superiori Vallisneri, Civitali, Pertini e il liceo Artistico.

Più numerosi sono invece i progetti a cui l’associazione ha dato vita a Capo Verde: “il panierino”, “il sorriso di Santiago”, “un taxi per il liceo”, sono solo alcuni esempi di un vero e proprio sistema messo in piedi anno dopo anno, cosicché sull’isola di Boa Vista, sia la capitale che le città più piccole godano degli aiuti economici per quel che riguarda le derrate alimentari o il materiale didattico che serve per mandare avanti gli asili e le scuole, per un totale di più di milletrecento bambini.

Il progetto educativo, inoltre, non si conclude con la scuola media, ma i ragazzi più meritevoli ottengono una vera e propria borsa di studio con cui viene acquistato il materiale didattico, la divisa, il trasporto per recarsi al liceo di Asomada; altre sei borse di studio vengono poi messe a disposizione per quei ragazzi che andranno a frequentare l’università, nell’ambito del progetto “Studiare per insegnare”.

Il fiore all’occhiello della Onlus è però il Centro educativo di Boa Esperança, ideato da Padre Paulo e pensato come un punto d’incontro per tutti i bambini e i ragazzi che vivono nelle baraccopoli. L’importanza del Centro è testimoniata non solo dalla buona riuscita e dalla frequentazione dei giovani, ma soprattutto dal fatto che lo stesso governo di Capo Verde si sia impegnato nel finanziare il progetto- particolare che i diretti interessati hanno sottolineato più volte, evidenziando le buone intenzioni del governo africano che si sta muovendo in direzione di una promozione culturale.

Parte del centro, l’area più grande di tutta la struttura, è costituita dall’asilo intitolato a Claudio Marchini, dove trovano posto circa cento bambini da zero a sei anni, ai quali viene fornito sostegno alimentare e didattico dall’associazione, con i genitori di Claudio che ogni anno si impegnano per portare personalmente il materiale a padre Paulo e ai suoi collaboratori.

Così, durante la serata di ieri, 25 novembre, nei locali parrocchiali di Picciorana, i responsabili della Onlus, davanti a buoni piatti lucchesi e circa sessanta persone, hanno presentato e illustrato nel dettaglio tutti i progetti dell’Associazione, approfittando anche della presenza di padre Paulo, partner e referente della Onlus a Capo Verde, che da ormai otto anni opera in Africa e a Lucca.

Divenuta operativa nell’ottobre del 2005, dopo appena due mesi “Il mondo di Claudio Marchini” contava più di 200 soci, fino ad arrivare al numero attuale di 503; durante la serata inoltre è avvenuta la consegna della tessera socio nr. 500, andata alla signora Anna Iodini, deceduta nel 2012, come socia benemerita: la signora Iodini, di comune accordo col marito Pietro Lorenzetti, morto pochi mesi prima, ha lasciato una rilevante somma in favore dell’associazione, con la precisa clausola che i fondi siano utilizzati per i bambini in Africa. A ritirare la tessera, fra sorrisi calorosi e strette di mano, sono stati gli esecutori testamentari della signora, i geometri Elio Lencioni e Paolo Peschiera. Ogni aiuto che deriva dai soci, da chi vuole in qualche modo contribuire, anche tramite il cinque per mille, come pure è stato ricordato ieri sera, viene destinato esclusivamente per il mantenimento dei progetti illustrati o per l’avvio di nuove attività.

Poco altro resta da dire, se non complimentarsi con i genitori di Claudio e tutti coloro che hanno permesso la realizzazione di un simile progetto: dice una frase banale che non tutto il male viene per nuocere, ed è osservando la forza e il sorriso di queste persone nel raccontare di quei bambini, dei giovani che grazie al ricordo di Claudio studiano all’università, vivono finalmente una vita, che tutto sommato potremmo pensare che sia quasi vero.

Chiara Menicucci
@loschermo

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