La Lucchese parte per il ritiro ed è subito giallo

La Lucchese parte per il ritiro ed è subito giallo

LUCCA – Sono partiti questa mattina (lunedì) i giocatori della Lucchese in ritiro fino a Pievepelago. Ma anche se l’appuntamento era per le 8.30 la partenza non è avvenuta prima delle 10. La causa? Un colloquio mattutino fra Carruezzo e il presidente Fouzi.

Appuntamento alle 8.30 di questa mattina per la partenza per il ritiro a Pievepelago dei giocatori della Lucchese. Ma mentre i tifosi, già alle 8, iniziavano ad assieparsi fuori dallo stadio, dove il pullman aspettava la squadra, e i giocatori fra facce nuove e vecchie arrivavano a sfilare poco dopo, la partenza non sembrava comunque essere imminente.

Ed infatti la rosa è apparsa da subito non completa: a mancare all’appello Caruezzo che, sebbene fosse segnalato in zona, era a colloquio privato con il presidente Fouzi.

Insomma, si è dovuto aspettare fino alle dieci prima che il bomber rossonero si presentasse all’appello.

Attorniato dai giornalisti, fra una battuta ed un saluto, Carruezzo ha rassicurato tutti riguardo al suo contratto, l’unico a non essere pervenuto la scorsa settimana alla Lega calcio.

Sul mio contratto non ci sono problemi – ha spiegato Tony Carruezzo – con il presidente abbiamo parlato anche del futuro e mi ha detto che vuole che faccia parte del futuro della Lucchese e, come tutti sanno, io sarò più che felice che questo avvenga”.

Ma perché, se tutto va bene, c’é stato bisogno di questo lungo colloquio mattutino? “Era volontà del presidente parlarmi per evitare malintesi sul ‘ritardo’ degli accordi per il contratto”, ha detto Carruezzo.

Il presidente ha pensato ad allestire la squadra – ha dichiarato poi il capitano rossonero – comprando da prima i giocatori che l’allenatore gli ha chiesto, io ci sono abituato e non ci faccio caso, ma lui voleva che sapessi che se ero rimasto per ultimo, nella stipula del contratto, non è perché mi riteneva l’ultima ruota del carro, ma solo perché si sentiva abbastanza sicuro che con me non ci sarebbero stati problemi. Il ritardo è dovuto al fatto che lui ci teneva a dirmi queste cose di persona e da parte mia il gesto è stato apprezzato”.

E sulle voci che lo vorrebbero una possibile fonte di problemi, dovendo stare in campo meno degli altri giocatori ha poi dichiarato: “Sì, abbiamo toccato anche questo punto, ma anche loro hanno confermato che non lo pensano assolutamente, visto che mi conoscono. Anche l’anno scorso sono stato a disposizione, ho aiutato quando ce n’è stato bisogno. Certo, non ho giocato quindici partite, ma mi sono sempre allenato con serietà e ho sempre aiutato ogni allenatore che ha fatto parte della Lucchese, senza fare una piega. Credo che tutti quanti non possano far altro che parlare in maniera positiva di me, dal punto di vista umano. Dal punto di vista della carriera ho fatto 11 gol in 15 partite, quindi non credo assolutamente di poter rappresentare un problema”.

E’ la volta di Fouzi, che è sceso, mescolandosi fra i tifosi. Il fil rouge della mattinata torna a essere il ritardo della partenza dopo il lungo colloquio con Catruezzo.

Non è successo niente oggi – rassicura Fauzi – era un po’ di tempo che non vedevo Carruezzo, mi sembra normale il fatto che dovessimo parlare”.

Insomma, una volta chiusa la parentesi del ritardo, il presidente ha iniziato a parlare volentieri della squadra che scenderà in campo a settembre:

Per quanto riguarda la squadra, stiamo lavorando e speriamo in settimana di completare il mosaico – dice Fouzi – Questa è costruita pezzo per pezzo, basandosi sull’esperienza dello scorso anno, che abbiamo pagato a caro prezzo. Ogni attività deve essere iniziata dalle fondamenta, in questo caso l’allenatore: l’anno scorso invece la squadra è stata fatta e ho fatto subentrare l’allenatore in un secondo momento. Oggi invece ho scelto un gruppo ristretto, ma di fiducia, da cui partire: l’allenatore, Magli e Giusti”.

E a chi gli ha fatto notare come i tifosi abbiano mostrato affetto con la loro presenza, ha risposto: “Mi fa piacere vedere tutte queste persone che attendono la partenza della squadra già dalle otto di mattina. Però resto comunque il primo tifoso: sono in piedi dalle quattro e mezzo. I sostenitori sono sempre stati vicini alla squadra, speriamo che quest’anno lo siano ancora di più: abbiamo creato una team di carattere, ma ci vuole anche una partecipazione di massa dei tifosi per vincere”.

E siamo all’appello, quando non è mancato neppure Braglia, che non ha parlato del ritardo mattutino, così come non si è sbilanciato sulla qualità della squadra: “Dico solo che dobbiamo lavorare per completare il gruppo e preferisco non parlare del resto“. Poi, per non contraddire la leggenda sul suo carattere ha aggiunto schietto: “Troppo spesso si parte per vincere e poi si finisce per retrocedere. Dobbiamo lavorare, stare buoni, e vedere come andranno le cose. Sarà importante anche capire in quale girone finiremo: mi auguro che sia abbastanza buono come l’anno scorso. Ho visto che ci sono la Cremonese, il Novara, il Padova, l’Arezzo e tutti vogliono vincere. Io credo che alla base di tutto ci sia la voglia dei ragazzi di venire fuori da alcune situazioni, ma non sarà facile”.

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