La malattia di Parkinson e l’importanza dell’alimentazione

LUCCA, 30 ottobre – “Una corretta alimentazione è un presupposto essenziale nella terapia dei pazienti affetti da Malattia di Parkinson – sostengono M. Onofrj e A. Thomas, neurofisiopatologi – è necessaria peraumentare l’efficacia della terapia farmacologica. Questi pazienti sono spesso persone anziane che possono andare incontro, per una serie di fattori psicosociali e fisici derivanti dalla malattia, a stati di malnutrizione. Inoltre la depressione e la tendenza all’isolamento possono causare una perdita di interesse per cui il paziente non esce di casa per fare la spesa e non cucina”.

L’assunzione di proteine deve essere ben regolata perchè interferiscono con l’assorbimento di alcuni medicinali specifici, insieme ad altri fattori dietetici come un l’eccesso di grassi o di fibre nei pasti, che ritardano lo svuotamento gastrico, facendo perdere di efficacia al farmaco (levodopa). Anche la stitichezza può influenzare la quantità di farmaco assorbita.

Una dieta bilanciata e caloricamente adeguata al mantenimento del “peso salutare” può però non essere sufficiente per quanto riguarda l’aspetto micronutrizionale. Per ovviare a questo problema, può essere indicato utilizzare degli integratori nutraceutici. Per esempio, magnesio e vitamina K sono importanti poiché i pazienti a causa della malattia possono andare incontro a cadute e quindi a fratture.

E’ quindi opportuno effettuare adeguati controlli per valutare il rischio nutrizionale oltre al controllo del peso corporeo.

Il primo momento della valutazione nutrizionale nel paziente affetto da malattia di Parkinson è l’anamnesi alimentare, che consente di calcolare le entrate energetiche e il fabbisogno energetico rispetto al metabolismo basale e all’attività fisica. Dopodichè sarà possibile definire lo schema dietetico giornaliero, considerando che:

  • La quota proteica e lipidica devono essere limitate, poiché rallentano lo svuotamento gastrico
  • I carboidrati, se adeguatamente dosati, avranno un corretto aumento a livello emtico, e favoriranno il trasporto della levodopa a livello
  • cerebrale
  • Le vitamine e altri oligoelementi – regolatrici e catalizzatori – sono per il sistema nervoso: un neurone è in grado di sintetizzare proteine strutturali e lipidi, partendo da radicali carboniosi, aminoacidi, acidi grassi polinsaturi purché vi sia la presenza di vitamine (in particolare: E, A, C). E’ fondamentale che la scelta dell’integratore sia fatta dallo specialista nutrizionista in base alle esigenze del paziente.


*Francesca Fanucchi,
biologo nutrizionista, dottore di Ricerca in Biotecnologie molecolari

@Dr_Francesca_F

(Pagina Facebook: Alimentazione intelligente)

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