E’ estate solo per i magri?

LUCCA, 25 luglio – Estate. Mare sole costume nuotate passeggiate e relax: desiderio che però non è condiviso da tutti, o meglio, forse lo sarebbe, se non fosse per i troppi chili accumulati. Le persone che soffrono di obesità o forte sovrappeso, spesso rinunciano alle proprie vacanze e i motivi sono diversi:

  • soffrono maggiormente caldo e afa

accusano più spossatezza

dormono con più difficoltà di notte e rimangono stanchi per tutto il giorno

non rientrano nelle dimensioni di sdraio, sedie e lettini in spiaggia e dei sedili di treni e aerei che servono a raggiungere le mete desiderate

si vergonano a mostrarsi

Alcuni cercano di rimediare in extremis, imbarcandosi in drastiche diete dell’ultimo minuto, disperati tentativi di rimettersi in carreggiata, che nella maggior parte dei casi naufragano inesorabilmente.

Spesso la prima reazione è quella di diminuire, improvvisamente, la quantità di alimenti ingeriti, saltando i pasti o riducendoli senza criterio. Oppure si inizia la dieta “che aveva seguito la mia amica/il mio amico e tu vedessi fisichino che le/gli è tornato nel giro di pochi mesi…”.

Ma inevitabilmente – dopo qualche giorno – la fame avrà il sopravvento sui buoni propositi e ci ritroveremo a mangiare molto più di quanto dovremmo.

Infatti questi digiuni forzati sono percepiti dall’ organismo come fasi di vera e propria carestia e innescano l’esigenza di immagazzinare riserve energetiche, per cui gli alimenti ingeriti saranno trasformati in grassi molto più velocemente del solito. Risultato: tempo perso, fatica sprecata e una brutta sensazione di fallimento.

Come ci dobbiamo comportare per rompere questo circolo vizioso, recuperare il dominio sul cibo e finalmente dimagrire senza riacquistare i chili persi?

La scienza ci insegna che l’apparato digerente è un secondo cervello – spesso più furbo del primo – che interagisce con le nostre condizioni psico-fisiche. Il cibo agisce sui circuiti cerebrali del piacere e della gratificazione.  

Il principio comune da rispettare è che per vivere bene bisogna mangiare di tutto, purchè sia cibo sano, e in modo adeguato alle personali esigenze energetiche. Ecco perchè la personalizzazione dell’alimentazione è considerata essenziale.

Niente diete mono-alimento. No ai digiuni prolungati oltre le cinque ore (tranne quello notturno). Attenzione all’eccesso di carboidrati raffinati. Impariamo a tenere a bada l’insulina e ri-equilibrare i livelli dei neurotrasmettitori e l’espressione dei nostri geni.

Abbasseremo i livelli di infiammazione scacciando così tanti fastidi (i piccoli reflussi gastroesofagei, i frequenti mal di testa e altro) e ci sentiremo – parola di nutrizionista – meglio e più soddisfatti.

Francesca Fanucchi, biologo nutrizionista, dottore di Ricerca in Biotecnologie molecolari

(Pagina Facebook: Alimentazione intelligente)

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