Strage di Viareggio, la rabbia dei familiari delle vittime al polo fiere di Lucca: “Li vogliamo tutti in giudizio”. Richiesto il dolo per alcune imputazioni

LUCCA, 3 giugno – E’ stata aggiornata a giovedì mattina alle 9 l’udienza preliminare del processo per la strage di Viareggio. Questa mattina sono sfilati al polo fiere di Sorbano avvocati, giudici e periti, oltre ai familiari delle vittime e alle associazioni che si sono costituite parte civile. L’udienza è iniziata intorno alle 11 per finire alle 16 circa del pomeriggio: il Pm ha presentato al Gip un’integrazione della relazione tecnica della Commissione di indagine, depositata il 31 maggio scorso, nella quale di legge che “una maggiore plausibilità quale strumento agente che ha prodotto lo squarcio alla cisterna al picchetto numero 24 di verifica della curva dell’asse del binario di corsa del convoglio”. Durante l’incidente probatorio tra le questioni al centro della discussione ci fu infatti la causa dello squarcio nella cisterna. Per l’accusa fu un picchetto, per le difese – compresa quella delle Ferrovie dello Stato – fu un componente dello scambio.

La relazione concorda quindi con quanto affermato in questi anni dai familiari delle vittime: “I tecnici del ministero – continua la Rombi – sono arrivati a tale conclusione dopo un altro anno di indagini, svolte con metodologie diverse da quelle che avevano portato anche noi su questa posizione. Sono state effettuate ben sette prove e l’unica compatibile al 90 per cento è risultata essere quella del picchetto”.

“E’ di tutta evidenza – continua comunque la relazione – il fatto che, una volta subito il deragliamento ed il conseguente ribaltamento, la ferro-cisterna era fortemente esposta a molte possibilità di impatto per esempio con un eventuale convoglio incrociante in senso opposto o i pilastri metallici di un portale ‘te’ o ancora una spalla di un ponte. Alla luce di quanto detto, la Direzione generale per le investigazioni ferroviarie del ministero delle infrastrutture formula “le seguenti raccomandazioni tecniche: l’Ansf vorrà considerare di impegnare Rfi Gestore dell’infrastruttura, affinchè o studi ed attui un mirato piano di graduale rimozione dei picchetti’ o ‘avvii una graduale installazione di sistemi di protezione e confinamento degli stessi picchetti che ne annullino la intrinseca potenzialità di diventare strumento di taglio e lacerazione”.

Gli avvocati dei familiari delle vittime hanno chiesto poi l’elevazione a dolo di alcune imputazioni: l’articolo 437 del codice penale infatti, (Rimozione od omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro) recita che “Chiunque omette di collocare impianti, apparecchi o segnali destinati a prevenire disastri o infortuni sul lavoro, ovvero li rimuove o li danneggia, è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni. Se dal fatto deriva un disastro o un infortunio, la pena è della reclusione da tre a dieci anni”.

“Ci aspettiamo che tutti e 33 gli imputati vengano rinviati a giudizio. Devono esserlo, per le 32 persone morte quella terribile sera di giugno di 4 anni fa – dichiara Daniela Rombi, madre di una delle vittime -. Dalle carte traspare che tutti sapevano e nessuno ha mosso un dito. E’ meschino noi non possiamo accettare quest’atteggiamento di queste aziende che sono anche dello Stato. C’è una commissione ministeriale di indagine che ha stabilito quale è stato la ricostruzione dell’incidente, che vede il picchetto tranciare la cisterna, le manutenzioni non fatte, i certificati che dicevano il contrario: se ne sono fregati della sicurezza, e questo è successo. Doveva succedere ed è successo a Viareggio. Ok da qui ripartiamo per cambiare le cose”.

La Rombi ha poi annunciato che nei prossimi giorni chiederà un incontro al ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Maurizio Lupi, il quale, recentemente, ha posto l’accento sull’importanza della manutenzione delle ferrovie.

Per il 29 giugno, invece, anniversario della strage, ci sono già in programma molti eventi. Primo fra tutti la manifestazione con la sfilata che partirà dalla stazione per arrivare in via Ponchielli dove Elisabetta Salvadori interpreterà il suo spettacolo ‘Non c’è mai silenzio’ che ha ha girato in molto teatri italiani ma che a Viareggio non è mai stato messo in scena.

Brunella Menchini
@BrMenchini

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