Visti da Sinistra/ La strada da fare con i nostri soldi

LUCCA, 14 aprile – “La democrazia è il governo del popolo, dal popolo, per il popolo”. Questa frase, attribuita ad Abraham Lincoln, potrebbe esaurire il mio articolo. Ma le cose non vanno proprio così. E io la penso diversamente da chi sostiene che oggi serva il pugno duro e che i governi, dal locale al sovranazionale, debbano costruire le grandi infrastrutture ritenute utili anche se avversate dalla gente. Solo per fare questo esempio.

Prima serve altro.

Guardiamo anche a quelle che pendono sul territorio lucchese (che rimarranno ancora per molto tempo sulla carta) come gli assi viari. E diciamo la verità: un vero confronto con tutto il territorio su un tema così importante e rilevante per la Piana di Lucca non esiste. E la questione non è riducibile alla contrapposizione fra chi li vuole e chi non li vuole perchè passerebbero sotto casa sua. Né si spiega con le contrapposizioni politiche che chi è stavolta all’opposizione denuncia.

Ma prendiamola ancora più larga. Lucca avrebbe bisogno di una commissione d’inchiesta (o di un libro verità): per restituire un quadro chiaro sulle responsabilità storiche, politiche e amministrative di chi dal dopoguerra ad oggi l’ha amministrata prendendo decisioni che hanno fatto crescere urbanisticamente la città senza criteri sostenibile né razionale e senza un disegno preciso. Ed è per quello che oggi ci sono necessità infrastrutturali che dovevano essere risolte decenni fa.

Eppure in quegli anni molte città del mondo crescevano bene ed oggi sono molto più vivibili della nostra anche su dimensioni molto più grandi. 

Il nostro territorio è ancora bello, e ci si vive ancora bene nonostante i molti problemi, soprattutto per merito degli antichi, ma è ferito.

Ferito dal cemento, ferito dalla carenza di servizi, ferito dall’assenza di un sistema di mobilità sostenibile. Si sta accartocciando sulle ricchezze accumulate, proprio come la sua gente.

E la politica oggi non ha risposte perché non le può avere, perché non ci sono più soldi e perché una singola opera non può risolvere tutti i problemi. Quello che si è perso, a patto che ci sia mai stato, è la capacità di pensare ad un territorio nella sua interezza, in tutte le sue dimensioni, materiali e immateriali. 

Lucca di opere ne ha progettate e fatte molte. E la gente ha anche partecipato alle decisioni che le hanno portate: ma rispondevano spesso ad interessi di pochi o ragionavano in modo settoriale, senza alzare lo sguardo su una visione migliore di città.

Ricordo la lotta contro la Lucca-Modena, da cronista seguivo le assemblee dei comitati fino a tarda notte: un inganno colossale che infervorì la gente e riempì i giornali per mesi e mesi senza che da lì, non per demerito dei comitati che invece una riflessione in tal senso l’avevano avviata, nascesse un dibattito serio sulla mobilità nel territorio.

Oggi le istituzioni sono sguarnite, non hanno mezzi a disposizione. I soldi sono pochi, ma la progettualità non deve essere perduta. Se non viene costruito un dialogo vero ci saranno sempre comitati di cittadini che cercheranno di bloccare i progetti. Perchè non ne capiranno il senso. E non saranno mai disposti a rinunciare ad un pezzettino del loro benessere per quello generale. 

Ma la responsabilità non è solo della politica: anche i lucchesi, voi lucchesi che mi leggete e perderete la pazienza, magari cercando di demolire le mie idee sotto questo articolo (fatelo con garbo, se potete), avete, abbiamo, per la maggioranza in mente solo il pezzetto di strada di dieci centimetri oltre la proprietà privata.

Allora che senso ha parlare di partecipazione? Oggi più che mai la democrazia va riempita di virtù: chi amministra la cosa pubblica deve scendere da qualsiasi piedistallo promuovere con metodo e saggezza il dialogo e pretendere che i cittadini diano il meglio di loro. Scuoterli anche, ma tirando fuori le buone idee che ognuno ha, partendo dalla messa in discussione dell’idea di sviluppo che ci ha guidati fino ad oggi. Il bilancio partecipativo del Comune di Capannori è un esempio importante e chi ne ha conosciuto veramente l’esperienza sa bene che è stata un’occasione limpida e metodica di partecipazione. 

La rete non può esaurire la partecipazione (anche perchè esclude chi non vi ha accesso). Quando il cittadino va a votare, lo dovrebbe fare in base ad un programma, ma vota una persona o più persone. Queste persone cambiano ogni giorno così come la realtà si modifica e si complica. La rappresentanza non funziona se non è rinnovata in ogni momento. I rubinetti del dialogo non devono mai chiudersi. Allora prendiamole pure le decisioni, anche quelle impopolari. Ma è la strada attraverso la quale ci si arriva che conta. E’ la strada (il modo) che deve decidere la strada (l’opera). 

Giulio Sensi

@giulsens

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8 commenti

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8 Commenti

  • Admin
    15 aprile 2013, 09:55

    concordo con l’autore dell’articolo

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  • Admin
    15 aprile 2013, 10:07

    Sensi, cosa pensa della ‘partecipazione’ sul riassetto di Piazzale Verdi?

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  • Admin
    18 aprile 2013, 10:13

    Caro P., con piacere le risponderò. Prima però le chiederei di rispondere ad una mia domanda se può: chi può danneggiare il riassetto di Piazzale Verdi così come concepito (soprattutto perchè ereditato dall’amministrazione Tambellini dalla precedente amministrazione?

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  • Admin
    18 aprile 2013, 15:48

    c’è una frase ancora più importante:

    “Ogni governo può creare, emettere e far circolare tutta la valuta ed il credito necessari per soddisfare le proprie necessità di spesa ed il potere d’acquisto dei consumatori “.
    Abraham Lincoln, sedicesimo presidente degli Stati Uniti.

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  • Admin
    19 aprile 2013, 09:17

    Giusto cittadino puntiglioso, la prima sovranità oggi è quella monetaria. Ma l’Italia non l’ha persa, l’ha solo demandata ad un meccanismo europeo che si è complicato nel tempo…

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  • Admin
    19 aprile 2013, 10:31

    Non l’ha persa la sovranità monetaria?????
    No, no, infatti l’ha SVENDUTA!!!

    Parlare di meccanismo europeo che si è complicato è un EUFEMISMO…… la bce e le lobby bancarie sanno benissimo cosa fanno, eh si…….

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  • Admin
    19 aprile 2013, 15:46

    Caro Sensi, io la commissione di inchiesta la farei anche su chi (Maria Eletta e compagnia bella) in quarant’anni di buonismo e perdonismo ipocrita c’ha riempiti di rom e sinti.

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  • Admin
    19 aprile 2013, 16:32

    Sensi, parafrasandola, le chiedo: per piacere mi risponda.
    E poi, non si ribatte mai ad una domanda con una domanda, tanto meno con una non propedeutica all’altra.
    Grazie.

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