A scuola nell’orto: intervista a Emilio Bertoncini

LUCCA, 14 aprile- Certe cose nascono per caso e  poi diventano qualcosa di maledettamente serio. Lo sa bene Emilio Bertoncini, agronomo con la vocazione per l’educazione ambientale, che dal 2008 sta portando avanti un interessante progetto: “L’Orto delle Meraviglie”, un esperienza di orticoltura didattica a scuola nata nell’istituto comprensivo di Nave (Istituto comprensivo Lucca 7), alle porte di Lucca.

Inizia lui: “All’epoca mia figlia frequentava la scuola dell’infanzia e io proposi di provare a fare un orticello. Davvero non sapevo dove saremmo finiti, anche perché all’inizio la solita burocrazia ci ha frenati”.

Poi cosa successe?
“Mi venne l’idea di realizzare l’orto in cassoni (due grandi contenitori ad altezza bambino, larghi un metro e lunghi tre metri) e un rapporto davvero speciale tra l’animatore dell’orto, cioè io, le insegnanti e le bidelle. E’ qui che abbiamo fatto il salto di qualità dal fare l’orto siamo passati ad utilizzare l’orto della scuola come strumento per la didattica. Certo, in qualche caso si deve affrontare la sfida della totale assenza di terreno e della scarsità di spazi soleggiati. Per facilitare il coinvolgimento dei bambini nei lavori dell’orto in alcune scuole abbiamo iniziato a coltivare alcuni settori dei prati attorno alla scuola”.

L’orto è diventato, così, protagonista della programmazione scolastica…
“Proprio così, l’orto ha fornito spunti per le attività di carattere creativo, come per un primo approccio alle scienze e, infine, ispirando i personaggi della tradizionale sfilata di carnevale. L’orto stesso si è adeguato alla programmazione e agli stimoli forniti dalle insegnanti. Sono comparsi il grano per fare la farina e le arachidi i cui semi sono stati portati da una delle maestre e così via”.

Come si è evoluta la cosa?
“I due cassoni posizionati in bella vista all’ingresso della scuola sono diventati gradualmente la meta dei bambini nei momenti di pausa, la prima cosa da controllare quando si arriva scuola, il luogo della meraviglia e dello stupore di fronte a quanto accadeva. E l’orticoltura si è adeguata per diventare un’insegnante essa stessa: piante sradicate anzitempo per osservare le radici, frutti smontati, piccoli assaggi”.

Insomma, un bellissimo risultato ottenuto però grazie anche a alcuni sostenitori…

“Sì, dobbiamo ringraziare due sponsor locali (Papeschi tutto per il fai da te e Agricola Natali) che ci hanno fornito attrezzature, materiali e piante, e l’associazione di volontariato “AT&NA – territorio e natura”, di cui faccio parte, che si è messa a disposizione per assecondare le richieste della burocrazia”.

Due anni anni fa c’è stata un’ulteriore svolta…
“L’azienda che attualmente è nostro main sponsor, cioè Giardini della Versilia (www.giardinidellaversilia.com), ha deciso di sostenere il progetto proiettandolo in alcune scuole del comune di Pietrasanta. Dapprima due, le scuole primarie del capoluogo e di Vallecchia, poi un totale di quattro con l’aggiunta della primaria di Strettoia e della scuola dell’infanzia della località Africa. In totale si tratta di quasi 600 bambini coinvolti in un’attività che si sviluppa su molti mesi”.

Oggi come sta andando il progetto?
“Nella scuola dell’infanzia di Nave, in attesa di un’ulteriore svolta legata ad un progetto pubblico in cui è coinvolta la scuola, le attività procedono secondo uno schema ormai consolidato, mentre nelle scuole di Pietrasanta che si fa sperimentazione”.

Cioè?
“Prima di tutto il nuovo sponsor mette a disposizione numerosi kit per coltivare ortaggi anche fuori suolo, kit spesso maneggevoli che hanno consentito di “spostare l’orto” per farlo sopravvivere in estate o per ripararsi dalla pioggia mentre si lavora”.

Infatti, il vostro progetto non è certo facile per i vari piccoli problemi?
“Certo, in qualche caso si deve affrontare la sfida della totale assenza di terreno e della scarsità di spazi soleggiati. Per facilitare il coinvolgimento dei bambini nei lavori dell’orto abbiamo iniziato a coltivare alcuni settori dei prati attorno alla scuola. Questo ci ha consentito di utilizzare la manualità dei bambini, di metterli a confronto con le tecniche di coltivazione, ma senza perdere di vista gli obiettivi didattici. Con alcune classi si sono messe a dimora delle piante da frutto e si sono coltivati funghi grazie ad appositi kit”.

Oggi viviamo nell’era di internet e anche voi avete voluto essere presenti in rete…
“Si nell’ultimo periodo si è fatta avanti l’idea di creare un sito per raccontare quello che facciamo. E’ nato, così, “Ortiscolastici.it”. Si tratta di uno spazio web che ospita informazioni di carattere generale e periodiche cronache e riflessioni che scaturiscono dal lavoro fatto nelle scuole. Esso ospita inoltre una pagina in cui sono segnalate altre esperienze. Dopo il sito è nata la pagina Facebook e con questi strumenti in pochi mesi abbiamo raccolto oltre 6.000 visite sul sito da varie parti d’Italia e non solo”.

Un bel numero di contatti che vi ha dato anche delle gratificazioni…
“Una rivista Lituana ci ha citati come esempio di cosa si fa nelle scuole italiane, alcuni porali del settore ambientale, come Tuttogreen.it e Floraviva.it, hanno raccontato la nostra esperienza e qualche settimana fa siamo stati ospiti di “Fa’ la cosa giusta!”, la fiera nazionale del consumo critico e degli stili di vita sostenibili che si svolge da dieci anni a Milano. Un poster dedicato al progetto è stato presentato al XX meeting nazionale dell’Associazione Italiane delle Guide Ambientali dedicato all’educazione ambientale. Ora il nostro progetto è in finale a “Agricoltura Civica Award 2013”
un concorso biennale, a cui tutti possono votare online, giunto alla 3a edizione, il cui obiettivo è quello di far emergere le pratiche di Agricoltura Civica presenti nel paese, per farle incontrare tra loro e conoscere dalla collettività in modo da creare una conoscenza condivisa ed allargata di queste importanti forme di innovazione sociale”.


E ora a cosa state lavorando?
“Ad alcune idee per cercare di espandere ancora il progetto in nuove scuole con una formula che porti una valida proposta di educazione ambientale e di orticoltura didattica a costo zero per la scuola. Di questo, però, ancora non si può dire molto se non che se ci sono enti o aziende disposti a sostenere economicamente l’iniziativa, possono metterci in contatto con noi scrivendo a info@nullortiscolastici.it o chiamando al 347.7016556”.


Nazareno Giusti

@NazarenoGiusti1

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