“La piccola italietta del fumetto e dell’animazione”. Napoli COMICON attacca Lucca Comics & Games

“La piccola italietta del fumetto e dell’animazione”. Napoli COMICON attacca Lucca Comics & Games

NAPOLI – Questa lettera sarà la nostra prima e ultima sull’argomento, abbiamo pensato a lungo se inviarla o meno, ma non farlo sarebbe stato come ammettere che quello che sta succedendo non fosse così grave. E invece non è così. Perché la logica imperante in Italia, di coltivare il proprio orticello, gridando più forte degli altri quanto è più verde, a noi non piace. E crediamo che faccia male a tutti, indistintamente.

Il logo di Napoli COMICON

Quando abbiamo iniziato a lavorare al progetto di Napoli COMICON, ormai dieci anni fa, nostra intenzione era proprio di ricreare le atmosfere dei grandi Saloni di Lucca degli anni ottanta, non è un segreto; quelli dei tantissimi autori incontrati sulle scale del palazzetto, delle belle mostre all’interno delle mura e di quell’atmosfera magica tutta intorno alla Nona Arte e ai suoi mondi, ai suoi editori, ai suoi appassionati. Siamo tutti figli di quelle Lucca, e non lo rinneghiamo.

Quando abbiamo iniziato a progettare il nostro percorso di manifestazione dedicata alla Letteratura Disegnata, lo abbiamo fatto anno dopo anno, prima armati solo dalla nostra passione e con i pochi mezzi a disposizione, cercando di migliorare sempre, imparando dai nostri errori e dalle critiche mosse, e confrontandoci con quello che succedeva intorno a noi, poi sempre con maggiore convinzione, più mezzi e soprattutto il conforto dei commenti positivi sempre maggiori.

Abbiamo evitato lo scontro, e non ci siamo mai posti in antagonismo né con gli altri appuntamenti, né, soprattutto, con l’organizzazione che ha preso l’eredità di quella che resterà per sempre la manifestazione più antica d’Europa e la più grande d’Italia. Abbiamo sempre pensato che la collaborazione tra gli eventi fosse il miglior modo per aiutare un’industria del fumetto che fa fatica a presentarsi verso l’esterno, abbiamo stretto rapporti e lavorato con Roma, Bologna, Milano, Siena, Trieste, Udine, Cosenza, e fuori dall’Italia con Francia, Germania, Spagna, Corea, Stati Uniti… Abbiamo visto nascere iniziative in altre sedi, in alcuni casi chiaramente ispirate dalle nostre, siamo stati contenti di essere stati di stimolo per qualcuno, e ci siamo a nostra volta ispirati alle buone cose introdotte da nostri omologhi, che raramente abbiamo visto come concorrenti.

Noi pensavamo che una sana concorrenza, che per ogni sistema di riferimento è sempre positiva, si potesse giocare sul piano dei contenuti, e su una corretta competizione sullo sviluppo dei programmi. Evidentemente a Lucca non la pensano così.
E quindi per lanciare un nuovo progetto si scelgono le nostre stesse date, senza nemmeno prendersi la briga di salvare le apparenze, cioè alzando il telefono per far finta di confrontarsi, o per lo meno, di avvisare.
Ne prendiamo atto. Pensiamo che non farà del bene a nessuno, ma ci dobbiamo adeguare a quella che sembra essere un’abitudine della maggioranza dei nostri concittadini: pensare al piccolo vantaggio personale di oggi, e non al meglio per tutti domani. Ed ora noi torniamo al lavoro, abbiamo un importante Festival da realizzare.

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