Inaugurazione del Museo del Risorgimento: un tuffo del passato tra ricordi di guerra, cimeli storici e percorsi didattici

LUCCA, 18 marzo – Grande partecipazione di pubblico all’inaugurazione del nuovo Museo del Risorgimento svoltosi ieri (17 marzo) a Palazzo Ducale. Camminando per piazza Napoleone i presenti sono stati accompagnati dalla fanfara dei Bersaglieri, contribuendo a creare l’atmosfera adatta per immergersi nella storia del Risorgimento, atmosfera che ha raggiunto il suo apice con la visita del museo.

Il privilegio di aprire e chiudere la conferenza è stata data allo stornellatore lucchese Gildo dei Fantardi, deliziando i presenti con due brani significativi per la storia d’Italia, uno dei quali La bella Gigogin.

La cerimonia si è aperta con i saluti del presidente della Provincia di Lucca Stefano Baccelli, che ha ricordato la scomparsa del professor Vittorio Fosella, figura importante negli eventi culturali della città di Lucca. Compiaciuto della numerosa partecipazione, Baccelli ha ringraziato i presenti e ripercorso il viaggio compiuto fino ad oggi di questo progetto, importante per la comunità e per la memoria storica del nostro paese.

Baccelli ha anche sottolineato che già con la precedente amministrazione comunale con l’ex sindaco Favilla, si è cercato un dialogo, (non andato a buon fine) per trovare un luogo adatto a accogliere il Risorgimento, la Resistenza e la Liberazione in un unico percorso per raccontare l’Unità d’Italia.  

L’importanza del risultato ottenuto nella creazione di questa vera e propria “Casa della Memoria”, va ricercata nell’impegno della Federazione Provinciale Combattenti, reduci della Prima Guerra Mondiale, che per primi hanno raccolto materiali storici che documentano la partecipazione della comunità lucchese nel Risorgimento.

Grazie al lavoro svolto dal colonnello Giuseppe Ambrogi, da Orlando Cheli e da Alessandro Belli, insieme alle donazioni ricevute nel tempo, venne costituito “il Museo della Guerra”, ubicato presso la fortificazione di Porta San Donato. Nel 1929 fu inaugurata la nuova sede di Villa Guinigi, dove l’esposizione è rimasta fino al 1951. Trent’anni dopo nel 1989 la prestigiosa collezione ha trovato nuova collocazione nel Cortile degli Svizzeri con la nuova denominazione: “Museo del Risorgimento”.

I lavori sono stati realizzati dalla Provincia di Lucca grazie ai 180mila euro messi a disposizione dalla Regione Toscana e ai 95mila euro di contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e grazie anche alla collaborazione delle associazioni combattentistiche e il supporto di Promo PA Fondazione.

Non poteva mancare il saluto del sindaco Alessandro Tambellini, con un intervento appassionato nel raccontare alcuni passaggi storici del Risorgimento, citando la frase: “Un profeta, ricordando il passato, invita a dimenticarlo”, ha spiegato che il Paese deve custodire la sua memoria e riconosciuto il passato che ci unisce per guardare avanti positivamente: “I fatti del passato non ci devono dividere – ha sottolineato Tambellini – ma unire per affrontare il futuro”.

Toccante l’intervento del presidente dell’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci di Lucca Ettore Francesconi, che ha ringraziato per il lavoro svolto, poiché è stato capito l’importanza dei reperti storici per la comunità e per le scuole, affermando: “Un popolo s’identifica negli ideali. Gli ideali sono l’essenza dell’uomo e senza questi l’uomo si differenzia dal mondo animale solo perché si veste, parla, pensa – ha detto Francesconi –. Sono gli ideali che uniscono le persone” e spiega l’importanza che hanno avuto negli eventi passati, per il raggiungimento di grandi imprese che hanno caratterizzato la nostra storia.

Sono anche intervenuti il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca Arturo Lattanzi, il presidente di AssoArma Filippo Marchini, il coordinatore scientifico del Museo del Risorgimento di Lucca Luciano Luciani.

Sull’importanza del Museo del Rinascimento, interviene anche il senatore Andrea Marcucci (Pd): “La lodevole iniziativa della Provincia rende onore ai nostri patrioti e promuove un periodo fondamentale della nostra storia. Sono convinto che il Museo possa rappresentare un ulteriore elemento di attrazione turistica, oltre ad essere un supporto didattico e informativo per le scuole – ha detto -. Nel 152° dell’Unità, mi auguro anche che il ricordo delle battaglie risorgimentali possa essere per tutti uno stimolo a uscire dalla grave crisi politica che stiamo vivendo, con l’energia e la voglia di cambiare – ha concluso Marcucci – che tanti nostri concittadini ebbero in quella stagione”.

Il taglio del nastro si è svolto davanti all’ingresso del Museo, accompagnato dai Bersaglieri con l’Inno di Mameli. Successivamente il sindaco e i vari esponenti presenti hanno potuto visitare il Museo.

IL MUSEO – Ad accogliere i visitatori nell’ingresso si trova una “Mappa tattile” in marmo, dove si può vedere quanti passi fare per arrivare a ogni sala. Lo spettatore poi è invitato a entrare nella “Sala multimediale o immersiva” che introduce alla visita del museo. La sala è stata pensata per coinvolgere e interessare soprattutto i giovani e i ragazzi delle scuole. Il pubblico è coinvolto con immagini, filmati, disegni, quadri, oggetti del museo e una specifica colonna sonora, secondo una logica che parte dal presupposto che il coinvolgimento e l’emozione stanno alla base di una buona comunicazione.

Nella sala successiva si cavalca l’onda della storia con “La linea del tempo”, una linea immaginaria che ripercorre i principali avvenimenti della storia rinascimentale, concludendosi con un accenno alla Prima Guerra Mondiale, in un percorso che va dal 1815 e il 1918. La narrazione delle vicende è resa completa ed esaustiva attraverso pannelli con testi illustrativi in italiano e in inglese e strumenti multimediali, dove sono proiettati filmati, come ad esempio, un film muto del 1909 dal titolo Il piccolo Garibaldino.

Una sezione specifica è dedicata ai personaggi lucchesi che hanno avuto un posto di rilievo nella storia risorgimentale. Si possono trovare la famiglia Cotenna di Monte S.Quirico, i fratelli Borrini nel Compitese, Antonio Mazzarosa, Luigi Fornaciari, Luisa Amalia Paladini, Matteo Trenta.

Questi sono solo alcuni accenni di ciò che si può trovare visitando il Museo, non solo un arricchimento della cultura personale ma anche celebrare chi ha lasciato un segno nella storia. In questo viaggio nel passato, si possono conoscere nostri concittadini che attraverso i loro lasciti materiali, danno la possibilità alle generazioni future di non dimenticare.

ACCESSIBILITA’ – Il Museo è accessibile anche per le persone con difficoltà motorie non essendo ancora istallato il montacarichi, possono entrare dal retro, dove una rampa rende accessibile l’ingresso. Piccolo disagio che l’organizzazione è impegnata a risolvere nel minor tempo possibile.

ORARI DEL MUSEO

INVERNO  (1 ottobre – 30 aprile)

9,30-12,30 // 14,30-17,00

Chiuso il lunedì

ESTATE (1 maggio – 30 settembre)

10,00-12,30 // 15,30-18,00

chiuso il lunedì

Visite guidate su prenotazione

Museorisorgimentolucca@nullprovincia.lucca.it

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1 Commento

  • Bruno Giannoni
    Admin
    18 marzo 2013, 13:15

    Per completezza di informazione, i Garibaldini presenti alla inaugurazione del Museo del Risorgimento appartengono alla Associazione Historica Lucense-Sezione di Artiglieria Garibaldina ” Tito Strocchi”; i due ufficiali sono soci
    della Associazione Nazionale Volontari e reduci Garibaldini-ANVRG.

    RISPONDI

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