Il circolo di SEL Lucca appoggia le ragioni che muovono la protesta studentesca lucchese

LUCCA, 23 novembre – Sabato 17 novembre, in occasione della visita a Lucca del Ministro Lorenzo Ornaghi, il corteo organizzato dal Collettivo autonomo studenti lucchesi (CASL) ha cercato di forzare il percorso lungo cui era prestabilito si dovesse svolgere la manifestazione degli studenti.

Il corteo non avrebbe dovuto interessare le zone adiacenti a Palazzo Orsetti, ma i manifestanti hanno ritenuto di dover portare la propria protesta proprio lì dove il Ministro si trovava. Questa variazione di programma, ha portato manifestanti e forze dell’ordine a ritrovarsi faccia a faccia in piazza San Salvatore. Nella concitazione, ci sono state reazioni forse scomposte da parte degli studenti che, tuttavia, hanno prodotto nei poliziotti una contro-reazione dura e spropositata, con schiaffi, spintoni e mani addosso. I tafferugli che ne sono susseguiti hanno richiesto l’intervento dei mezzi antisommossa contro ragazzi e ragazze che erano arrivati sin lì – ricordiamolo – in un corteo portato avanti a mani alzate, segno manifesto e inequivocabile di critica sì, ma anche di desiderio di voler manifestare pacificamente il proprio dissenso.

Con questo comunicato, come circolo di SEL a Lucca intendiamo dare pubblicamente il nostro appoggio alle ragioni che muovono la protesta studentesca lucchese. Certo sono da condannare singoli episodi di violenza o provocazione da parte di qualche singolo manifestante. Ciò detto, non possiamo minimamente pensare che ci si possa fermare a una valutazione moralistica di singoli comportamenti quando qui è in ballo la questione politica di un’intera generazione a cui è stata scippata la speranza di un futuro migliore, condannata a un eterno presente. È l’eterno presente de “i giovani” ormai diventati una mera categoria giornalistica e pubblicistica, giovani senza più volto, senza più storia. Senza personalità e troppo “choosy”. La condizione giovanile non indica più una fase della vita, forse la più bella e idealistica, ma è ormai indice di un vero e proprio disagio sociale, di una inquietudine diffusa e latente. E noi aggiungiamo che essa rappresenta il fallimento di certa politica. Perché crediamo che, in linea di massima, si possano negoziare le tutele e le politiche sociali di ogni fascia di età, ma quando si va ad intaccare la condizione giovanile svuotandola di senso, stiamo manomettendo il significato stesso della società che verrà.

Ed ecco che quando questi moderni paria riemergono sulla scena pubblica, riportando la propria testa, i propri corpi e la propria identità di fronte a quelle istituzioni che vorrebbero risolvere i loro problemi, allora meglio trattarli come massa informe, stupidi ripetitori di slogan e luoghi comuni, di “stronzate” come alcuni organi di stampa lucchesi hanno apostrofato le dichiarazioni degli studenti dopo gli scontri – complimenti per la scelta oculata del linguaggio, segno indubitabile di alta professionalità e moderatismo! È in questo modo che parte dell’opinione pubblica ha trattato Francesco Amanti, il giovane consigliere di RC al Comune di Lucca, e diretto testimone degli eventi, per le sue dichiarazioni preoccupate degli scontri. Incredibile come ciò che dovrebbe essere accolto, anche criticamente, come un fattore di democratizzazione e ampliamento del dibattito politico lucchese – cioè la formazione di un movimento studentesco – venga in realtà banalizzato e volgarizzato.

Volendo evitare ciò, SEL appoggia le ragioni che muovono la protesta studentesca, cercando, lì dove ci saranno le condizioni opportune, di farsi interlocutrice di questa neo cultura critica lucchese.

SEL LUCCA

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