L’art director di ‘Assassin’s Creed’, Raphael Lacoste si ritiene ‘Fortunato di fare questo lavoro’

LUCCA, 15 novembre – Una folla scalpitante di appassionati si è data appuntamento nei giorni scorsi, davanti all’auditorio San Girolamo, durante l’ultima edizione di Lucca Comics & Games per assistere all’appuntamento tanto atteso con Raphael Lacoste, Art Director del videogioco Assassin’s Creed III.

Guardando la sala si poteva vedere un pubblico appassionato e partecipe, abbarbicato su ogni scalino e in ogni angolo dell’auditorio, pronti ad ascoltare le parole di Lacoste, per conoscerlo e scoprire i retroscena del videogioco che ha appassionato i giocatori di tutto il mondo.

La carriera di Raphael Lacoste è cominciata come fotografo in una compagnia teatrale e, dopo che suo padre gli consiglia di trovarsi un lavoro più remunerativo per essere più indipendente, si sposta al National Gallery del fumetto. “Mi ritengo molto fortunato di aver potuto fare un lavoro che amo“.

Il suo primo lavoro in un videogioco è Prince of Persia come Art director, successivamente, volendosi spostare nell’ambito del videogioco cinematico lavora a Prince of Persia i due troni, vincendo svariati premi a Hollywood con i cinematik del gioco.

L’esperienza nell’industria cinematografica – racconta Lacoste – mi ha dato modo di lavorare come Art Design e Matte Painting con persone espertissime nel settore, portando poi l’esperienza acquisita nella realizzazione di Assassin’s Creed, con la gestione del brand completo”.

Dopo la visione del trailer Assassin’s Creed Revelations (2011), il pubblico in sala esplode in un’ovazione, resa ancor più vigorosa dall’affermazione diLacoste: “Il mio preferito”

“Mai mi sarei immaginato – confessa – il grande successo ottenuto. Di qui la necessità e la voglia di migliorare costantemente la giocabilità del videogioco: per quanto riguarda la direzione artistica, l’importante non è far vedere le particolarità tecniche del mezzo informatico, ma puntare di più sull’aspetto emozionale e storico del gioco e proprio per questi elementi storici, familiari al pubblico europeo hanno contribuito a raggiungere il grande successo ottenuto in Europa”.

Come fonti d’ispirazione Lacoste, preferisce riferimenti più classici e pittorici, invece di rifarsi ad altri videogiochi: “Uno dei miei pittori preferiti è Dietrich, perché la sua rappresentazione è fedele alla realtà fin nei minimi particolari“.

La parte artistica del gioco è caratterizzata da un approccio tradizionale, ricco di mistero: “Mi baso sulla composizione dell’immagine – spiega -, curando l’atmosfera e il senso d’immersione che si riesce ad avere negli scenari. Non amo i giochi ad alta risoluzione, ricchi di dettagli, preferisco inserire un po’ di nebbia, che nasconde il background della scena per stimolare la curiosità del giocatore ad andare a visitare tutti i luoghi del gioco”.

In Assassin’s Creed III: “Il giocatore – conclude – può muoversi liberamente, senza limitazioni di movimento, guardare ogni particolare e scalare ogni elemento architettonico”.

Non resta che augurare a tutti gli appassionati, di vivere una fantastica avventura.

Guarda la galleria L’Art Director Raphael Lacoste svela i segreti di Assassin’s Creed

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