Ceccarelli (Udc): ‘Riorganizzazione delle poste, piano frettoloso e irrazionale

LUCCA, 09 ottobre – Il piano di riorganizzazione del servizio postale è irrazionale e frettoloso. Va complessivamente rivisto e modificato.  Il piano di riorganizzazione delle Poste Italiane SpA, basato sulla chiusura di moltissimi uffici postali periferici, si sta rivelando nei fatti frettoloso ed approssimativo, tanto che la stessa società é costretta a rivederlo annunciando il mantenimento in servizio di molti sportelli di cui era prevista la chiusura.

L’azienda, adesso, ha il dovere della chiarezza e deve spiegare quale riorganizzazione vuole attuare, perché il piano originario è ormai stravolto di fatto.

In sostanza, il mantenimento o meno del servizio, nelle varie località in cui oggi è presente, non può essere attuato in modo casuale, ma deve al contrario rispondere a criteri di razionalità e trasparenza sull’intero territorio nazionale.

Ad esempio in alcune regioni sembra che non vi saranno tagli agli uffici nonostante questi fossero previsti, mentre in altre si verifica il contrario. Una babele, che impone pronunciamenti chiari e trasparenti della Dirigenza delle società.

Inoltre sarebbe intollerabile ed incomprensibile, se i tagli eliminassero radicalmente gli uffici postali dei paesi marginali, spesso collinari o montani, perché lo spopolamento e l’abbandono delle frazioni producono dei costi sociali purtroppo non contabilizzati nei conti della Spa “ Poste Italiane, ma che incidono, seppur indirettamente, in misura rilevante nel bilancio dello Stato.

Penso a quelli attinenti alla conservazione ed alla manutenzione del territorio e dell’ambiente, al patrimonio storico e culturale, il cui valore (anche in termini economici) appartiene non solo agli abitanti delle aree marginali, ma all’intera collettività. Chi risiede in tali aree, svolge anche una funzione di presidio del territorio, che ha innegabili caratteristiche di interesse pubblico.

Se le Poste agiscono nei modi tipici delle Società per azioni, dovrebbe quindi essere lo Stato che ne è l’azionista di riferimento possedendo il 100% del pacchetto azionario, a tenere nel giusto conto le ripercussioni economico-sociali derivanti dal progressivo abbandono delle frazioni collinari o montane, assumendo le conseguenti decisioni.

Gaetano Ceccarelli
Segretario provinciale UDC 

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