Gli ultimi giorni di “Giovanna al rogo” del Teatro Del Carretto

LUCCA, 2 ottobre – Sono rimaste le ultime sei repliche per assistere a Giovanna al rogo del Teatro Del Carretto. Lo spettacolo, dopo aver debuttato al Teatro del Glglio di Lucca, si è aperto alla città, contaminandola e facendosi contaminare. L’allestimento per la prima volta ha luogo nei sotterranei del Baluardo di San Regolo, dentro all’Orto Botanico della città. Questo luogo offre la possibilità di vivere degli spazi quasi mai accessibili e riesce sopratutto ad aggiungere forza alla narrazione con una scenografia suggestiva. Lo spettatore si trova fisicamente insieme nella cella con Giovanna (l’attrice Elsa Bossi) e i suoi carnefici (Giacomo Vezzani, Nicolò Belliti, Andrea Jonathan Bertolai), una cella di terra battuta, mattoni, archi che incorniciano l’angolo in cui la Pulzella d’Orléans attende la condanna a morte, tra visioni e ricordi, tra soprusi e umiliazioni. Una condizione di una singola donna che con troppa facilità storicizziamo, collocandola in un passato che non è ancora finito, invece di sottolinearne delle dinamiche plurali e attuali. La musica ci sbalza in diverse epoche. La scenografia,creata da Graziano Gregori, anticipa già le fiamme. Nera, bruciata, senza nessuna invenzione di salvezza; conosciamo già la fine. Il semicerchio azzera qualsiasi prospettiva, ci costringe a rimanere lì, faccia a faccia con tutto quello che abbiamo dato per scontato, che abbiamo sempre accettato. Anche noi imprigionati nel nostro mondo di disparità e ordini superiori. Carcerieri imprigionati in una matrioska di ruoli sociali, sempre pronta a partorire un più debole. Da sopraffare.

Se allo spettacolo di Maria Grazia Cipriani togliamo i nomi, le date, questo diventa realtà, una realtà raccontata da qualche angolo di mondo, in qualche sotterraneo nemmeno troppo lontano, in qualche lingua diversa dall’italiano o dall’inglese, che in Giovanna al rogo si divincolano in una camicia di forza per superare anche la barriera linguistica, perché la fisicità del grido di disperazione diventi anche una frase comprensibile in cerca comprensione. 

Ecco a cosa serve la finzione teatrale. Serve a noi spettatori. Per non essere assolti.

Info.
Fino al 7 ottobre 2012
Sotterranei del Baluardo S.Regolo, Via del Giardino Botanico, Lucca
(tutti i giorni, ore 17)
Prenotazioni e informazioni: Teatro Del Carretto, tel. 0583 48684

Inserisci il tuo commento

La tua e-mail non verrà pubblicata. compila tutti i campi obbligatori*

Se pubblichi stai dando il consenso alle regole di base , ai termini del servizio e alla normativa sulla privacy
Annulla

.

Newsletter


WP Facebook Auto Publish Powered By : XYZScripts.com