Locali notturni: dietro front sulla vendita alcolici al Luna Park. Raccolte già 600 firme per la liberalizzazione degli orari

LUCCA, 18 settembre – Parziale marcia indietro del Comune sul divieto di vendita di bevande alcoliche per gli esercizi nell’area del Luna Park: revocata l’ordinanza al locale “The Tube”, resta in vigore per tutti gli altri. Intanto la raccolta firme degli esercenti per la liberalizzazione degli orari raggiunge quota 600 adesioni e all’orizzonte potrebbe addirittura profilarsi una manifestazione per le strade della città e un movimento che da Lucca si espanda su scala regionale.

Mentre l’amministrazione Tambellini come detto rivede il divieto di somministrazione alcolici per il “The Tube” considerando tale locale al di fuori dell’area di influenza del Luna Park, gli esercenti fanno fronte compatto contro la crisi e portano avanti la battaglia per la liberalizzazione degli orari di vendita, il cui eventuale successo per Lucca rappresenterebbe un cambiamento senza precedenti. Nella serata di lunedì si è intanto tenuta una riunione di categoria dal quale sembra essere emersa la volontà di portare avanti una “azione comune in sede istituzionale”.

Nei fatti ci sembra di capire che gli esercenti, in un momento piuttosto delicato dove i piccoli imprenditori sono già in difficoltà a causa della sfavorevole congiuntura economica, si sentano penalizzati da restrizioni quali l’ordinanza preventiva del Luna Park, forse frettolosa e che senz’altro fa ogni giorno perdere parecchie vendite al bar e gli esercizi che ancora la subiscono, ma anche da regolamenti di lungo corso come quello degli orari imposti, peraltro piuttosto diffuso in tutto il paese specie per quanto riguarda la chiusura ed a maggior ragione nei centri abitati.

A rincarare la dose gli esercenti ritengono anche eccessivamente zelanti le sanzioni ricevute in agosto e settembre: “Sono state ricevute una raffica di multe proprio all’orario di chiusura, a volte anche per ritardi di pochi minuti”, racconta Letizia Gioffredi, 36 anni, titolare del bar “The Tube”.

Centrale quindi la questione delle liberalizzazioni, che va al di là di una mera lotta per “vivere la notte” come qualcuno tenta di dipingerla, ma che riguarda soprattutto uno dei fondamenti del libero mercato, e cioè la tutela della libera iniziativa imprenditoriale. Ovviamente nel rispetto di regole ben precise che nei centri storici densamente abitati come quello di Lucca non si potranno certamente aggirare.

E mentre nei locali Ottavo Nano, Rewine, Betty Blue, Bar del Mercato (meglio conosciuto dai lucchesi come “il Peschino”), Celide, il Caffé delle Mura e lo stesso The Tube continua la raccolta firme, pare che l’iniziativa dei commercianti lucchesi potrebbe sfociare addirittura in una manifestazione di piazza e comunque l’intento non è solo localista ma, riferisce ancora Letizia Gioffredi, mira a “creare un movimento regionale partendo proprio dalla nostra realtà”

7 commenti

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7 Commenti

  • Admin
    19 settembre 2012, 00:30

    Ci mancherebbe anche la manifestazione dei barini ! In questi mesi ne abbiam viste di tutte : sì a miss trans, no a miss trans ; lettere per Firenze inviate con la diligenza; Liberazione senza partigiani ; Burlamacchi listato a lutto ; processione di Santa Croce senza popolo ; e ora il corteo dei barini , sponsorizzato dall’Associazione Alcoolisti Anonimi. Povera Lucca in che casino sei finita.

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  • Admin
    19 settembre 2012, 12:29

    Caro Braccobaldo
    vorrei che in futuro ti capiti la bella occasione di aprire un pubblico esercizio proveresti cosa significa da quando metti i piedi giù dal letto al mattino fino a quando non ritorni a letto non fai altro che pagare imposte – contributi e multe allora, forse, CAPIRESTI cosa significa stare aperti qualche ora in più per incassare qualche Euro in più anche se ti fai un MAZZO incredibile. Forse te sei uno di quelli che lavorano dipendente e aspettano la fine del mese che qualcuno gli dia lo stipendio.

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  • Admin
    19 settembre 2012, 12:52

    @Matteo

    Apparte il fatto che se Braccobaldo lavora da dipendente è normale è più che giusto che a fine mese gli venga dato lo stipendio che merita.

    Ma a te che sei il gestore di un locale non ti viene in mente che se non ci guadagni nulla per tasse (magari inappropriate) o pochi incassi (pensa magari se la tua gestione del bar è davvero produttiva..) potresti anche provare qualche altro lavoro piuttosto che voler per forza guadagnare sulla pelle dei tuoi clienti?

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  • Admin
    19 settembre 2012, 16:17

    hai fatto un bel discorso …. speriamo che anche il tuo datore di lavoro abbia lo stesso problema del gestore di un locale, così anche te e braccobaldo rimanete a biscaro sciolto e rigiro anche a te il tuo consiglio a quel punto potresi anche provare qualche altro lavoro….?? ammesso che tu riesca a trovarlo, sai come è il periodo non è tanto dei migliori!!
    cmq complimenti hai una bella filosofia!!

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  • Admin
    19 settembre 2012, 17:50

    non credo che si guadagni sulla pelle dei clienti,è unìattività come altre,magari voi che vi lamentate siete i primi a frequentare ,tutti i lavori vanno rispettati specialmente per chi paga le tasse e quella è un imposione assurda

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  • Admin
    19 settembre 2012, 18:28

    La bella filosofia è che mai come oggi il lavoro che uno fa deve saperlo fare, e bene, per arrivare contento a fine mese (lavoratore autonomo) o guadagnarsi uno stipendio (lavoratore dipendente).

    Mi dispiace per la situazione, ma un po’ mi lascia pensare se a un barista mancano le bevute di un dopocena per arrivare contento a fine mese.

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  • Admin
    19 settembre 2012, 19:05

    L’alcol è una droga, come il fumo e ne va disincentivato il consumo.

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