Premio satira politica a “I soliti idioti” e “la Zanzara” di Cruciani. Ecco tutti i vincitori dell’edizione 2012

FORTE DEI MARMI (Lucca), 16 settembre – Come ogni anno, settembre è il mese della satira. E come sempre, la premiazione – condotta da David Riondino, accompagnato dai ritratti sonori eseguiti da Mirko Guerrini e Mirio Cosottini – è avvenuta alla Capannina di Franceschi di Forte dei Marmi. Eh sì, il contesto è quello perché in ballo c’è la 40esima edizione del “Premio Satira” organizzato dal Comune di Forte dei Marmi, con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e la Banca di Credito della Versilia, Lunigiana e Garfagnana. Anche quest’anno ai vincitori è andata la scultura “l’Ape”, ideata da Pietro Cascella, che riprende il logo del premio (da quarant’anni, appunto, è proprio l’ape che ‘punge’). A loro anche la scultura “Cavallo e Cavaliere” di Ugo Guidi e la scultura di Emanuele Giannelli, ideata per il Premio Pino Zac.

Ecco qua l’elenco dei premiato e le relative motivazioni della giuria del “Premio Satira Politica”, composta quest’anno da Roberto Bernabò, Filippo Ceccarelli, Pasquale Chessa, Pino Corrias, Beppe Cottafavi, Massimo Gramellini, Bruno Manfellotto, Giovanni Nardi, Cinzia Bibolotti e Franco A. Calotti.

EMANUELA MORGANTI (per la tesi di laurea “Gabriele Galantara e le maschere della politica: L’Asino 1892-1925” – Università  degli Studi di Milano): “La tesi di laurea su Gabriele Galantara rappresenta un modo esemplare di fare ricerca su una delle figure storiche della satira italiana e internazionale che ha operato a cavallo tra fine Ottocento e primo Novecento. Attraverso un’attenta disamina della rivista L’Asino, dagli esordi fino alla chiusura imposta dal fascismo, il lavoro della Morganti inserisce la comicità e la satira galantariane nel solco di una tradizione che ha le sue radici nel mondo del circo, delle marionette e dei burattini, del carnevale e dell’intrattenimento popolare. Su queste radici, considerandole maschere della politica, Galantara ha fondato la sua satira originale e il merito della Morganti è quello di aver colto ogni aspetto espressivo della rivista e del suo autore principe, in un’ottima sintesi arricchite anche da numerose, significative illustrazioni”.

MARIO NATANGELO (per il fumetto satirico ‘Napolitano’, Aliberti ed.): “Natangelo disegna come un diavolo. Un diavoletto. Irriverente piuttosto che maligno, dispettoso piuttosto che sulfureo, intelligente piuttosto che supponente. Con Nap a Nat riesce di emulare Mefistofele, convinto come è che ci sia un Berlusconi buono prigioniero del Berlusconi cattivo da smascherare. Ne risulta una trama talmente incasinata che la satira si trasforma in racconto immaginifico e il racconto in realtà romanzesca. Il Nap di Nat non ci fa dimenticare il Pertini di Pazienza. E per questo è premiato”.

GIANCARLO FONTANA e GIUSEPPE STASI (web): “Fontana & Stasi seguitissimi dai fans della Rete raccontano, con il ritmo incalzante del trailer, un’Italia che ci rifiutiamo spesso di vedere, e ahinoi la raccontano così com’è, facendo riflettere prim’ancora che ridere.   Cattivissimi  e spietati  nel sottolineare la cronaca che riaffiora con i suoi paradossi – dai cimiteri, veri residence degli intestatari di yacht, agli  autisti ciechi di bus che riacquistano la vista di fronte ai finanzieri –  F&S sono divertenti e  incisivi anche quando la fantasia lascia il posto alla realtà quotidiana. Sono storie di bancomat che rapinano i clienti, di scuole  in disfacimento narrate con la suspence dell’horror movie, vicende irraccontabili di  servizi segreti  e di logge proibite fino al crescendo berlusconiano del ‘devo diventare lampedusano anch’io’. Trailer irresistibili di un film che non vorremmo più vedere”.

ANNALENA BENINI (giornalismo): “È una giornalista de Il Foglio, talmente brava che può presentarsi benissimo da sola. ‘Scordatevi il posto fisso’ è una cosa abbastanza scioccante, da queste parti. Ma l’ha detta Monti (forse mette del Prozac misto a Tavor nelle onde sonore che partono dalle sue parole) e non è scoppiata la rivoluzione. Quando Silvio Berlusconi parlò dell’articolo 18, non aveva ancora finito la frase e c’erano già migliaia di pullman a tutto gas verso piazza San Giovanni. Ora Monti dice, con levità: ‘I giovani devono abituarsi all’idea che non avranno un posto fisso per tutta la vita, del resto diciamolo: che monotonia il posto fisso per tutta la vita’, e molti corrono a licenziarsi per non sembrare troppo noiosi (una ragazza su twitter ha scritto che anche il pasto fisso è abbastanza monotono, a questo punto, e per trovare nuove sfide potremmo cominciare tutti a scordarci anche la cena)’ (3 febbraio 2012)”.

CARTOONING FOR PEACE (dedicato a Pino Zac): “Solo se si riesce a disinnescare l’intolleranza, c’è speranza per la pace. È questo il messaggio che Cartooning for Peace diffonde da ben sei anni nel mondo. Esattamente da quando Plantu, disegnatore di Le Monde, riuscì a mettere insieme nel  Palazzo di Vetro  dell’ONU e sotto l’egida dell’allora Segretario generale, Kofi Annan, una dozzina di disegnatori di diversi Paesi per affrontare il delicato tema della libertà di stampa e della censura, pur nel rispetto delle diverse culture.  Oggi sono ormai più di cento le matite satiriche per la pace schierate con Cartooning for  peace – tra cui gli italiani  Altan, Biani, Forattini e Giannelli –  e tante grandi firme da Pat Oliphant a Lurie, da Riber Hansson a Mikhail Zlatkovsky, ben conosciuti anche al pubblico del nostro Premio, ed altre arriveranno perché – come scrisse Voltaire ‘Solo l’orgoglio ci fa essere intolleranti’. Cartooning for Peace combatte per questo”.

MARCO BELPOLITI (per il libro “La canottiera di Bossi”, Guanda): “Beato il paese che mette a nudo i suoi capi. Critico letterario, editore sperimentale, saggista e ricercatore di cultura, Marco Belpoliti ha prima scritto ‘Il corpo del capo’, piccolo trattato di anatomia patologica berlusconiana, e ora con il suo ‘La canottiera di Bossi’, spoglia il fondatore della Lega offrendo un quadro insieme cupo e brillante di quel che c’è sotto, ma anche dietro e perfino al di là della biancheria intima – peraltro acquistata a spese del contribuente. Il fatto che nel frattempo sia Berlusconi che Bossi abbiano perso ruolo e potere rende il procurato strip-tease di Belpoliti ulteriormente degno, e la sua curiosità un segno di preveggente speranza”.

LA ZANZARA (Radio24) di GIUSEPPE CRUCIANI, con la collaborazione di DAVID PARENZO (radio): “Più che banalmente pungere, la Zanzara è belva in forma d’insetto che studia, stuzzica, propaga e divora l’altrui scemenza, per giunta lasciando nelle prede la voglia di essere di nuovo sbranate. Nella costellazione del crescente masochismo mediatico, il segreto di Cruciani e Parenzo, coppia di pacificato sadismo, sta nell’applicare alla vita pubblica l’arte crudele che nelle osterie portava a individuare con sicurezza l’ubriaco indirizzandolo con poliedrica abilità a spararne sempre di più e sempre di più grosse. Là dove la molestia si purifica in radiofonico sollazzo, e sempre alle spalle della scemenza il divertimento rischia addirittura di convertirsi in civica virtù”.

MARCO MALVALDI (premio speciale “Città della satira 2012”): “Con i suoi gialli si ride come col meglio della commedia all’italiana. Perché Malvaldi si diverte a scrivere. E perché i vecchietti terribili del Bar Lume e Massimo, il matematico ora ‘barrista’ a modo suo, sono il prototipo della provincia. Curiosi e pettegoli, un po’ cinici e un po’ qualunquisti, disincantati della politica e bestemmiatori quanto serve. Ma le loro chiacchiere da bar, con il classico carico di sospetti, malignità e illazioni, sorrette dall’umorismo toscano e dal vernacolo pisano,  non finiscono lì: diventano un’indagine a più voci. Con gli indizi che Malvaldi, ex ricercatore chimico precario ormai passato fortuna sua alla scrittura, squaderna  pagina dopo pagina. E che a Massimo, nascosto fino all’ultimo come un abile giocatore di briscola a cinque, fa rimontare in un finale esplosivo. Così l’allegro cazzeggio del Bar Lume – che diventa satira, da Premio –  si fa divorare.  E dopo aver  insidiato Montalbano in libreria, a breve ci proverà anche in tv”.

I SOLITI IDIOTI, FABRIZIO BIGGIO e FRANCESCO  MANDELLI (tv): “Iperbolici, caricaturali, grotteschi.  Francesco Mandelli e Fabrizio Biggio sono due teppisti. Meticolosi nel dettaglio e nella scrittura. E perfidamente inventivi. Assieme a Martino Ferro, l’autore Einaudi che scrive con loro, hanno  creato una miriade di personaggi: 82. E li hanno messi in scena  con una versatilità di toni, di registri e di dialetti che sembra un dono del diavolo, dio della satira. Diffusori  di un benefico disagio,  su temi sensibili come la mafiosità, l’omosessualità e i rapporti familiari sono fastidiosi  e pertanto efficaci, il loro sguardo cattivo somiglia ad uno sguardo critico.  La linea cinica degli Idioti, che mischia cultura alta e bassissima, va da Rabelais a Swift  alla commedia all’italiana, ai “nuovi mostri” di Dino Risi fino a Fantozzi e Ciprì e Maresco: se il cinismo è rigoroso diventa l’unica forma possibile di critica sociale e di satira politica. Ruggero De Ceglie, il loro eroe, è un personaggio altamente politico che decretò, in sincronia col sua uscita al cinema, la fine del berlusconismo”.

ALTAN (alla carriera): “Parafrasando una sua battuta divenuta manifesto di una generazione, potremmo dire che a noi giurati è venuta in mente un’opinione che condividiamo: assegnare il premio alla carriera a Francesco Tullio Altan, in arte Altan. Con questa semplice motivazione: perché dal 1985, anno in cui già lo premiammo consegnandogli un busto di Cipputi in cartapesta, e anche prima, e fino a oggi, insomma durante la sua quarantennale performance, Altan non ha mai sbagliato un colpo. Lo dicono tutti. E lo diciamo anche noi. Celebrando insieme a lui il suo Cipputi, i suoi uomini brutti e flaccidi, le sue donne in grembiule e bigodini e i suoi inquietanti ombrelli”.

ALBERTO ARBASINO (alla carriera, dedicato a Edmondo Borselli): “È stato Edmondo Berselli a osservare nel suo laboratorio di idee e isolare per primo la formula scientifica del paradigma Arbasino: ‘In Italia c’è un momento stregato in cui si passa dalla categoria di ‘bella promessa’ a quella di “solito stronzo“. Soltanto a pochi fortunati l’età concede poi di accedere alla dignità di ‘venerato maestro’.’ Solo Arbasino è riuscito a fare di più: ‘Ossia il passaggio diretto dallo status di bella promessa a quello di venerato maestro’.”

13 commenti

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13 Commenti

  • Admin
    17 settembre 2012, 15:21

    Dare un riconoscimento a due elementi come Cruciani e Parenzo è un’offesa all’intelligenza umana. Suono due ignobili conduttori che hanno trasformato una radio seria come Radio24 in una trasmissione di beceri e ubriachi come solo si riersce a trovarte nei più bassi e maleodoranti bar della malavita.

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  • Admin
    17 settembre 2012, 15:34

    Lode alla Zanzara, al Cruciani e al Parenzo!
    Purtroppo caro Sauro non capisci la differenza tra satira e commento politico. Il Cruciani (antipatico per mestiere e giornalista molto capace) ha la grande capacità di fregare ogni volta i babbei politici che inesorabilmente finiscono punzecchiati dalle sue feroci allusioni. Stuzzica, provoca, punzecchia e finisce con la dichiarazione di grido in mano…
    Radio24 è una grande radio: ha certamente – come tutti i media – una linea editoriale (politica) che si può non condividere (e molto spesso io non condivido), ma certamente ha un palinsesto molto ampio e differenziato (ricordo Mian, Giannino, Barisoni, Cruciani e Parenzio,…)

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  • Admin
    17 settembre 2012, 16:45

    Condivido in pieno l ultimo commento. Radio 24 credo sia l unico mass media che faccia un VERO SERVIZIO PUBBLICO. Altro che rai!! È da anni che l ascolto ed anche se qualcosa è cambiato il livello è altissimo. Ci sono programmi di fondamentale interesse per tutti i cittadini a partire da giannino e finire la sera con la zanzara. Se uno vuole reslmente conoscere la situazione evonomica deve ascoltare giannino e barisone. La zanzara invece é in grado di far dire ai politici quello che mai direbbero nemmeno in privato. Quindi grazie a radio 24 per il servizio che offre (gratuitamente anche) e avznti così!!

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  • Admin
    17 settembre 2012, 16:48

    sauro è uno dei tantissimi a intervenire nella trasmissione, dicendo di odiarla seppur ascondandola tutte le sere con avidità.

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  • Admin
    17 settembre 2012, 18:41

    Il premio a Cruciani è SCANDALOSO.

    Ho iniziato a seguire “La zanzara” quando la conduceva con signorilità e intelligenza Giancarlo SANTALMASSI che non si faceva mettere i piedi in testa da nessuno anche lui ma con una classe che non ho più rivisto(lui sì degno di essere premiato) come alternativa seria a Zapping su RadioRai1, condotto da Aldo Forbice, altro scandalo a cielo aperto per antipatia, arroganza e faziosità.

    E con Cruciani cosa è successo? Dopo un inizio degno – la persona è indubbiamente intelligente – a poco a poco è scivolato anche lui nei difetti di Forbice, accentuandoli se possibile, nella rissa continua e nell’arroganza TOTALE soprattutto verso chi chiama da casa.
    Anche Santalmassi criticava chi commentava a sproposito e sono in tanti a farlo, però lo faceva con una classe e un rispetto che non ho più ritrovato in nessuno.

    Tutto ciò al nostro ha portato un indubbio vantaggio (siamo in Italia, ovviamente): articolista su Panorama, ruolo ormai fisso come commentatore sportivo su Mediaset, programmino più che stupido sempre su Mediaset, comparsa a TgCom24. Insomma, evidentemente è piaciuto agli sgherri di Berlusconi.
    E allora mi sono consolato: se non mi piaceva c’era un motivo, E VALIDO.

    @(@Sauro):
    punzecchia i politici? Sì è vero, però poi lancia copiose ciambelle di salvataggio solo a chi pare a lui, ovvero a una ben definita parte politica.Infine concordo con lei che Radio24 è una radio interessante e variegata, però rimpiango sempre Giancarlo Santalmassi.
    Non seguo più la zanzara e men che meno zapping perché sono stufo delle risse in tv e alla radio: in genere non ci si impara niente.

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  • Admin
    17 settembre 2012, 19:46

    Adoro la Zanzara! per me Cruciani è il migliore del genere nel panorama radiofonico e prima o poi capirò anche perchè si tengono Parenzo)-:

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  • Admin
    17 settembre 2012, 20:30

    @Alcor
    rimpiango anche io Santalmassi. Infatti non scrive ne’ conduce più nulla.

    Cruciani invece fa una trasmissione di storia su rete 4 in cui mostra filmati triti e ritriti sulla seconda guerra mondiale

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  • Admin
    17 settembre 2012, 21:23

    Sono d accordo in parte con alcor . Cruciani di adesso non è lo stesso devli esordi dove era nettamente meno personaggio e faceva ragionare piu la gente. Purtroppo come succede spesso in italia le cose che nascono bene poi alla fine finiscono sempre a coglionella perchè qualcuno deve trarci un tornaconto personale. Comunque a chi non garba cruciani basta ascoltare la. Zanzara ad agosto quando santalmassi lo sostituisce per le ferie!!

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  • Admin
    17 settembre 2012, 22:39

    se non vi piace non l’ascoltate!

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  • Admin
    18 settembre 2012, 15:31

    And the winner is: Alcor!
    Ma stiamo commentando il premio pullitzer per caso? Che ci vuole a capire? Che ti piace così tanto che ti sei studiato pure il curriculum del conduttore (che io ignoro in gran parte)? BWAHWAHWHAHAHAHA!

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  • Admin
    19 settembre 2012, 17:11

    Ascolto la Zanzara tutte le sere dopo la mezzanotte e debbo
    confessare che trovo la trasmissione molto esilirante ma ciò che non approvo nel sig. cruciani è la sua maleducazione nel rispodere agli ascoltatori che si permettono di discutere
    argomenti che a lui non garbano e molto democraticamente
    toglie la linea a volte insolentemente: signor Cruciani accetti le critiche e sia più gentile anche con chi non la pensa come Lei :
    cordiali saluti da un ascoltatore di radio 24

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  • Admin
    19 settembre 2012, 20:29

    @ Premio la Zanzara d’Oro.

    Mah, che vuole che le dica, Thank You Very Much!

    Tornando a noi, non si tratta di un Premio Pulitzer, questo è vero, però mi preoccupa sempre che venga dato un premio ad una persona che secondo me – secondo me, ribadisco – ha danneggiato di molto il programma rispetto a quando la conduceva Santalmassi, facendo opera di diseducazione.

    Aveva anche cominciato bene,a dire il vero, ero abbastanza speranzoso, però poi forse per motivi di audience ha virato sull’insolenza verso chi telefonava da casa e di più se non centrava l’argomento, e la cosa gli ha nociuto.

    Santalmassi, in questo, era un signore e mi faceva molto più piacere ascoltarlo.

    Ciò non toglie che Cruciani sia secondo me una persona molto intelligente (di Parenzo non ho proprio la stessa opinione, ma magari mi sbaglio).

    Per concludere, non vedo poi come mi si possa contestare il fatto di conoscere -e neanche poi tanto- il curriculum di Cruciani a partire da quando era a Radio Radicale (mi pare): mi sembrerebbe invece una buona cosa.

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  • Admin
    17 aprile 2013, 20:59

    Viva la Zanzara

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