Una piccola pillola per evitare gli annosi processi: la mediazione

Una piccola pillola per evitare gli annosi processi: la mediazione

LUCCA, 5 agosto – Si è spesso sentito parlare delle lungaggini dei processi, tanto che sono più le volte che si evita di “andare in causa” piuttosto che intraprendere la strada del giudizio “senza fine”. Per ovviare a questo fuggi fuggi, il nostro legislatore, sulla scia dei diversi paesi europei, ha introdotto l’istituto della mediazione, per facilitare l’accesso alla giustizia in tempi rapidi e con procedure snelle.

Ma che cos’è la famigerata mediazione?

È un’attività svolta da un professionista terzo e imparziale che non ha poteri decisori ed è finalizzata ad assistere due o più parti nella ricerca di un accordo amichevole per la risoluzione di una controversia.

Essa si svolge presso enti pubblici o privati che sono iscritti in un elenco tenuto dal Ministero della Giustizia.

Esistono tre ipotesi per arrivare alla mediazione.

·      Quando le parti decidono di avvalersene autonomamente, si ha quella facoltativa.

·      Quando è lo stesso Giudice, al quale le parti si sono già rivolte, che le invita a tentare la mediazione.

·      Quando costituisce condizione di procedibilità dell’azione giudiziaria e cioè nelle ipotesi di obbligatorietà (ossia semplificando quando è necessario aver tentato la mediazione senza che questa abbia avuto esito positivo prima di procedere davanti al Giudice).

In particolare l’art. 5 del d.lgs. n. 28 del 4 marzo 2010 prevede che la mediazione sia obbligatoria nei casi in cui la controversia verta su alcuni oggetti e cioè in materia di:

  • Diritti reali (ad esempio proprietà, usufrutto, servitù di passaggio…)
  • Nel caso della divisione.
  • Successioni ereditarie.
  • Patti di famiglia.
  • Locazione e/o comodato,
  • Affitto di azienda
  • Risarcimento danni da responsabilità medica e da diffamazione con il mezzo della stampa o altro mezzo di pubblicità
  • Contratti assicurativi, bancari e finanziari
  • Condominio di case
  • Risarcimento di danni derivante da circolazione di veicoli e natanti.

Come si procede per avviare la mediazione?

La mediazione ha inizio con una semplice domanda rivolta ai c.d. organismi di mediazione contenente l’indicazione dell’organo cui si rivolge la richiesta, delle parti, dell’oggetto della pretesa e delle ragioni che si vogliono far valere.

Va osservato che la domanda di mediazione non deve essere redatta come un atto giudiziario – cosa che molti avvocati purtroppo fanno – con l’indicazione dettagliata delle norme di diritto che si assumono violate e le varie pronunce dei Giudici di legittimità e di merito favorevole.

Essa deve essere, invece, una domanda per così dire snella poiché i diversi elementi importanti per il raggiungimento dell’accordo devono emergere dagli incontri congiunti e dalle sessioni separate tra le parti e il mediatore.

La mediazione, infatti, si articola in una serie di appuntamenti ai quali partecipano entrambe le parti e il mediatore e una serie di possibili sessioni cui partecipa solo una parte con il mediatore.

Tutte le informazioni che emergono in tali incontri separati rimangono assolutamente riservati e il mediatore non può comunicare alla controparte ciò che è emerso.

Ed è proprio questo – a parare di chi scrive – uno dei punti di forza della mediazione e anche la caratteristica che la differenzia profondamente dalla mera trattativa tra privati.

In queste sessioni separate, difatti, la parte può rendere edotto il mediatore dei vari elementi che permettono a quest’ultimo di avere una cognizione piena della controversia senza temere di “scoprire le proprie carte” in previsione di un futuro giudizio.

Infatti, come sopra rilevato, il mediatore non può comunicare alla controparte le informazioni acquisite nelle sessioni separate, né può essere chiamato a riferire delle stesse e di tutto ciò di cui ha saputo nel corso della mediazione.

Contemporaneamente, però egli può aver conosciuto alcuni aspetti che gli permetteranno di individuare un punto di possibile incontro tra le parti e che le stesse non erano riuscite a rinvenire proprio per evitare “di esporsi troppo”.

Infatti, la mediazione non è improntata sulla logica della ragione e torto, ma si basa sulla ricerca e sulla valutazione degli interessi delle parti al fine di trovare un accordo conforme a diritto.

Proprio tale nuova prospettiva costituisce uno degli aspetti più innovativi di questo istituto che ne dovrebbero far valutare in modo positivo l’introduzione.

Ciò nonostante, non mancano le critiche. Siamo solo all’inizio. Si vedrà.

*praticante avvocato

(Per proporre quesiti da analizzare su ulteriori questioni legali i lettori possono scrivere all’indirizzo: consiglilegali@nullloschermo.it; sarà garantito il pieno rispetto della privacy).

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