Gombitelli: Il paese dei “gavorchi”

GOMBITELLI (Lucca), 01 settembre – Gombitelli: Il paese dei famosi “gavorchi” In lucchesia la parola “gavorchio” è sinonino di qualcosa o qualcuno brutto o fatto male. Per indicare una persona sgraziata si usa dire:  “Guarda che gavorchio che è lullà”
Ma pochi sanno da cosa derivi questa parola.

“gavorchi” erano i vecchi chiodi che ancora troviamo nelle travi delle vecchie case.  Questi chiodi a sezione quadrata con una testa generalmente leggermente bombata, era forgiati a mano e i fabbri ferrai diGombitelli si erano specializzati in questa produzione.

Essendo solo un “chiodo” da carpenteria, non poteva essere un prodotto ben rifinito per cui anche da nuovo aveva un brutto aspetto, da qui, per antonomasia in lucchesia la definizione di qualcosa o qualcuno davvero brutto o sgraziato. 

Di questa antica produzione, a Gombitelli se ne trovano le tracce nei muri delle case del paese, infatti le scorie ferrose (scarti di forgia)  sono state usate come materiale di riempimento nella calce e nella malta e si posssono ancora vedere tra le pietre dei muri non intonacati. 

Gombitelli è un paese del comune di Camaiore a circa 23 km da Lucca e vi si arriva percorrendo per circa 18 km la SP1 per Camaiore, e si svolta verso destra seguendo l’indicazione  Gombitelli.

9 commenti

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9 Commenti

  • Admin
    2 settembre 2012, 21:55

    Gombitelli è bellissimo paese. Carico di storia
    grazie per il bel taccuino di viaggio

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  • Admin
    3 settembre 2012, 01:46

    Io sono di Lucca centro, ma mi pare che Gombitelli prima che per i “gavorchi” sia famosa più che altro per la produzione di insaccati, veramente di ottima qualità e che meritano davvero di essere assaggiati.
    La cosa secondo me andava sottolineata nel taccuino.

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  • Admin
    3 settembre 2012, 08:23

    I pregiati salumifici Ceru’ e Triglia sono di Gombitelli…

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  • Admin
    5 ottobre 2012, 23:56

    sono nato a gombitelli nel 55 sono scesoper motivi di lavoro a lido di camaiore poi il militare poi sono tornato giue giu sono rimasto pero gombitelli me rimasto nel sangue ciavevo comprato assai terreno ci feci una costruzione il sabato e la domenica ero sempre al mio paese se la salute mi avesse assistito non avrei venduto gombitelli e un bel paese si vede un bel panorama compreso le isole pero e stato trascurato da chi poteva fare qualcosa come migliorie il primo erore la strada come e stata fatta se partiva da montemagnio lato camaioremeno ripida sesa tornanti e strada panoramica poteva essere chiamata strada dellamore nel verde bosco.

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  • Admin
    9 novembre 2012, 19:13

    gombitelli e un paese storico dove si parlava un dialetto particolare che in toscana nessuno lo parlava chiamato gallo romano guando ero ragazzofu stampato un libro dove parlava della storia del paese dove sostenevano che il popolodel paese erano venuti da lontano se avete tempo cercate questo libro e iteressante sapere la storia di un piccolo paeseche sappiate in tutte le case ce la caliggine del carbone vuol dire che tutte le famiglie lavoravano il ferro e difatti lo chiamavano il paese dei chiodi si dice che anche lo stato si serviva dei chiodi gombitelli per metterli sotto gli scarponi dei militari iformatevi e interessante ce una localita chiamata le torrie ci sono due ruderi di torri difronte al paese di torcigliano

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  • Admin
    9 novembre 2012, 22:03

    Ho sentito parlare per la prima volta dell’isola linguistica di Gombitelli all’Università, preparando l’esame di Filologia romanza e il fatto mi ha sempre incuriosito. Purtroppo testi che parlino di questa particolarità linguistica non sono più reperibili. Vivono ancora a Gombitelli degli anziani che sono in gtrado di parlare questa vecchia lingua?

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  • Admin
    27 maggio 2013, 21:26

    Dopo domani andrò a far visita all’ultimo anziano che parla ancora il dialetto!

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  • Admin
    28 maggio 2013, 01:25

    I libri sull’isola linguistica sono reperibili alla Biblioteca Statale di Lucca. I gombitellesi vennero nella zona dopo le guerre e pestilenze del XIV secolo. Lucca fu infatti occupata dai pisani che depredarono la città e il territorio. Ristabilita la Libertà nel 1369 la Repubblica cercò di ripopolare le campagne e invitò, con vari provvedimenti, immigrati da varie zone. La gente che arrivò a Gombitelli probabilmente veniva dall’Appennino parmense e mantenne la lingua e l’abilità di lavorare il ferro per secoli. Poi, con la televisione, in due generazioni, il dialetto è quasi scomparso. Alcuni esponenti della famiglia Cerù, fedele alla Repubblica di Lucca, vennero inclusi nel patriziato e andarono a far parte delle principali magistrature dello stato. Anche Puccini aveva uno zio Cerù che lo aiutò economicamente a studiare. Infine va detto che in Val di Serchio e Versilia vari erano i villaggi specializzati nella lavorazione del ferro. In tutti questi posti si producevano chiodi o altri oggetti. Voglio ricordare, oltre a Gombitelli, Piegaio (ancora aperta la Ferriera Galgani), Cardoso di Stazzema, Ruosina di Stazzema (facevano canne di fucile), Palagnana e Gragliana (ancora aperta la ferriera Graziani, mentre quella Barsi si è trasferita a Lombrici), Fabbriche di Careggine (il paesino sommerso dal lago di Vagli), Fabbriche di Vallico (anche questo specializzato nei chiodi), Fabbriche di Casabasciana e San Cassiano di Controni (Cevoli).

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  • Admin
    8 giugno 2013, 21:29

    Domani con alcuni amici facciamo un percorso trekk da Gombitelli a Casoli,bellissimi posti che meritano una visita.

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