“Kibbutz 3000”: e se la soluzione fosse nella proprietà condivisa?

“Kibbutz 3000”: e se la soluzione fosse nella proprietà condivisa?

LUCCA, 27 giugno – Dalla tradizione all’attualità. Il concetto di proprietà comune può valere anche nel 2012, nell’epoca d’oro della crisi economica, o rimane soltanto un’utopia e un sogno irrealizzabile? Lo spiegano Enrico Catassi e Alfredo De Girolamo, autori di “Kibbutz 3000”, che sarà presentato alla libreria Ubik di Via Fillungo venerdì 29 giugno alle 18.30. 

Coordinati da Gabriele Olivati del Limes Club di Lucca, il sindaco Alessandro Tambellini, l’autore Alfredo De Girolamo e il saggista Daniele Luti presenteranno l’inchiesta che ha attraversato Israele per studiare numerosi kibbutz, cogliendone tendenze e problemi. Il kibbutz indica una forma associativa volontaria di lavoratori,basata su regole rigidamente egualitaristiche e sul concetto di proprietà comune. L’associazionismo israeliano in forma di kibbutz rislae all’inizio del XX secolo con la fondazione  nel 1909 di Degania, sul lago Tiberiade.

Il libro, arricchito dalle foto di Nili Bassan, coglie gli aspetti della vita condivisa che nella nostra società potrebbero essere assimilabili, o che già esistono in forme non immediatamente riconoscibili. 

27 commenti

Inserisci il tuo commento

La tua e-mail non verrà pubblicata. compila tutti i campi obbligatori*

Se pubblichi stai dando il consenso alle regole di base , ai termini del servizio e alla normativa sulla privacy
Annulla

27 Commenti

  • Admin
    28 giugno 2012, 10:01

    Interessante questo incontro, finalmente qualcuno che torna a parlare di kibbutz…

    RISPONDI
  • Admin
    28 giugno 2012, 11:15

    siamo nel 2012 in piena crisi economica, prossimi a probabili conflitti bellici internazionali e questi vanno a pensare al kibbuz. della serie, se i problemi che ho davanti sono irrisolvibili meglio nascondersi e fregarsene del mondo che ci circonda. mi stupisce che una persona tanto concreta come tambellini partecipi a questi incontri radical chic.

    RISPONDI
  • Admin
    28 giugno 2012, 11:58

    Più che di “vivere” alla giornata cercando questa quella soluzione utile per tamponare questo o quel problema, la Politica (con la P maiuscola) ed i politologi dovrebbero iniziare a studiare un nuovo sistema di economia sostenibile. Molti, nel mondo, già lo fanno, ma guai a parlarne in italia, può sembrare “radical chic” (??). Il capitalismo “reale” è morto, per non fare la stessa fine bisogna provare a cambiare.

    RISPONDI
  • Admin
    28 giugno 2012, 15:24

    @roberto, sei fuori strada, e dimostri tanta ignoranza.
    A parte che di solito i radical chic se ne vanno a giro con la kefiah al collo pontificando sulla questione palestinese senza nemmeno sapere dove stanno Ramallah o Tel Aviv (quindi figuriamoci se parlano di kibbutz)….e poi basta dare un’occhiata al sito del libro per vedere che parla di cose molto pratiche, ovvero spiega com’è la vita in quei luoghi, mettendo da parte i soliti discorsi pallosi e teorici..

    RISPONDI
  • Admin
    28 giugno 2012, 15:30

    Ma la politica che interessa ai cittadini lucchesi, è quella di lucca!

    RISPONDI
  • Admin
    28 giugno 2012, 17:16

    Bella iniziativa, complimenti.

    Non la descriverei propriamente una iniziativa radical chic, quanto piuttosto una bella possibilità di scoprire una realtà poco conosciuta dalla quale – anche e soprattutto in tempi di crisi – possiamo trarne preziosi insegnamenti ed utii idee. Chiudersi a riccio non serve a niente!

    RISPONDI
  • Admin
    28 giugno 2012, 18:38

    parlare di esperimenti fatti sulla terra, la pelle e il sangue di un altro popolo.

    RISPONDI
  • Admin
    28 giugno 2012, 19:04

    Non avete capito che il capitalismo non è mai stato così forte e imperante, ormai non riescono a controllarlo più nemmeno nazioni come gli USA.

    RISPONDI
  • Admin
    29 giugno 2012, 00:06

    I kibbutz, in quanto strutture associative volontarie, sono realtà interessanti e forse riproducibili, con modalità diverse, fuori Israele.
    Caro CHE SCHIFO lo stato di Israele è una realtà con cui gli arabi, che posseggono il 99% del territorio compreso tra il Marocco a Ovest e l’Iraq a Est, dovrebbero cominciare a pensare di dialogare pacificamente. Invece continuano a pensare solo alla guerra. Può anche darsi che un giorno gli arabi riescano ad eliminare gli ebrei e a riprendersi il pezzettino da questi occupato (pezzettino privo di risorse naturali), ma se facessero una onesta pace ne avrebbero molto di più da guadagnare. L’unica pace possibile parte dal riconoscere come legittima l’esistenza di Israele.

    RISPONDI
  • Admin
    29 giugno 2012, 01:32

    @ Ammonio: il Pezzettino si chiama Gerusalemme, e Giordano. Ovvero la storia della religione, e l’acqua nel deserto. Impara a guardare le cartine.

    RISPONDI
  • Admin
    29 giugno 2012, 09:20

    quel pezzettino è una bomba atomica a cielo aperto sull.aerea e sul mondo. è un pezzettino che in confronto i lager nazisti erano centri vacanza. dal 48 gli arabi palestinesi hanno proposto la convivenza, e si trovano peggio delle sardine nelle scatolette. ora lo stato razzista, e confessionale israeliano deve solo sparire.
    i kibbuz sono casematte puntate su i villaggi palestinesi. smettiamola.

    RISPONDI
  • Admin
    29 giugno 2012, 09:52

    quante energie sprecate. un bell’incontro sul futuro dei giovani, la preoccupante impennata della disoccupazione… l’unica consolazione che ho è che evidentemente i signori organizzatori e quanti vedono con favore quest’incontro vivono agiati e non avvertono minimamente le difficoltà delle persone comuni di arrivare alla famigerata fine del mese: buon per voi!

    RISPONDI
  • Admin
    29 giugno 2012, 09:58

    I kibbutz sono un esperimento sociale nato molto prima dello stato di israele. Non confondiamolo con la lotta israelo/palestinese, sono cose ben diverse.

    RISPONDI
  • Admin
    29 giugno 2012, 10:10

    @Rapid: E’ comunque un pezzettino e prima dell’intervento israeliano c’era solo deserto… il giordano è solo Un fiume. Sono stato in Israele varie volte, so di cosa parlo, altro che cartine.

    @Che schifo: tra punteggiatura, grammatica e periodi assolutamente sconclusionati (che vuol dire “è un pezzettino che in confronto i lager nazisti erano centri vacanza”?) si intravede comunque un certa ignoranza in materia. Invece di venire qui a pontificare studia, informati, leggi. I kibbutz (e non KIBBUZ come scrivi tu) non sono casematte puntate sui poveri palestinesi: la gente lì vive in modo pacifico e l’attività più in voga è la coltivazione di alberi da frutto.

    RISPONDI
  • Admin
    29 giugno 2012, 11:50

    ma vai a fare la lezioncina a qualche giornalista prezzolato.
    scrivo come mi pare, il concetto si capisce benissimo. i kibbuz sono esperimenti sociali fatti rubando la terra ad altra gente ad esclusiva partecipazione degli invasori.
    esperimento sociale finito male visto che il socialismo l’israele attuale non sa neanche dove sta di casa.

    l’attività più in voga nelle colonie dove ci sono i kibbuz è rubare lacqua ai villaggi intorno e la pacificissima attività di cecchinaggio.

    http://a7.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-ash4/422552_339217916109987_683913661_n.jpg

    questo è quello che si trova leggnedo, studiando e informandosi su i pacifici esperimenti israeliani.

    RISPONDI
  • Admin
    29 giugno 2012, 12:06

    Ammonio quant’è grande casa tua? 100mq? 150mq? 200mq? sono certo che non ti sarà di nessun fastidio se io e qualche amico veniamo a prenderti una stanza, farai ben presto a dialogare pacificamente con noi (che magari siamo appoggiati, giustificati e protetti da chi ha più capacità di esercitare la forza).

    RISPONDI
  • Admin
    29 giugno 2012, 12:07

    ma tu guarda questi professorini occhialuti che ci vogliono fare la lezione morale. da una parte si accalorano tanto per le unioni di fatto, la procreazione assistita, fanno le morali a tutti e poi sponsorizzano queste iniziativ di occupazione indebita soltanto perchè sfumate di socialismo. come diceva mio nonno “braccia levate all’agricoltura”

    RISPONDI
  • Admin
    29 giugno 2012, 12:14

    @che schifo :
    “l’attività più in voga nelle colonie dove ci sono i kibbuz è rubare lacqua ai villaggi intorno e la pacificissima attività di cecchinaggio.”
    Quelli è l’attività praticata dagli “insediamenti nei territori occupati” che non è sinonimo di kibbutz.

    RISPONDI
  • Admin
    29 giugno 2012, 12:36

    ok ci può pure stare che “insediamenti nei territori occupati” e “kibbuz” non esattamente sinonimi. e allora?
    ciò non cambia la natura criminale di un fenomeno storico e politico di cui i kibbuz fanno parte in toto.
    poi mi fa ridere che se il socialismo lo fanno i russi è cacca, se lo fanno gli ebrei sionisti è un bellissimo sogno, se i campi di concentramento li fanno i tedeschi è la barbarie assoluta, se li fanno gli israeliani è terra levata al deserto. i coloni italiani, boeri ecc. erano i peggiori aguzzini fascisti, i coloni ebrei degli intrepidi avventurieri di un mondo migliore.

    RISPONDI
  • Admin
    29 giugno 2012, 12:40

    E’ più importante sponsorizzare il socialismo reale dei Kibbutz, o la causa dei Palestinesi? Questo è il dilemma della sinistra lucchese. Che ridere.

    RISPONDI
  • Admin
    29 giugno 2012, 13:10

    che imbarazzo, olivati che tanto si è speso per tambellini, accortosi di essere rimasto fuori dai giochi, adesso cerca di mettersi in evedenza moderando questi dibattiti sul sesso degli angeli.

    RISPONDI
  • Admin
    29 giugno 2012, 13:19

    cmq se non vi piace e non vi interessa, basta non andarci o non leggere gli articoli che ne parlano.

    RISPONDI
  • Admin
    29 giugno 2012, 14:05

    grazie del consiglio filippo, sicuramente non parteciperò e su questo ti do ragione, ma finchè potrò continuerò a lasciare commenti proprio per quegli articoli cui ho qualcosa da dibattere. quando mi piace una notizia che necessità c’è di commentare? quando leggo invece un articolo come questo che promuove un’iniziativa qualunque come un evento, bè allora io voglio dire la mia e confermare che, al momento, ci sono cose ben più importanti dove sarebbe meglio spendere energie. ma d’altronde se queste sono le acute teste del centro sinistra, ne vedremo delle belle!

    RISPONDI
  • Admin
    29 giugno 2012, 15:23

    @Che schifo: no, la lezioncina la faccio a chi vuole parlare di temi da adulti non rispettando la grammatica delle elementari: dopo il punto ci vuole la lettera maiuscola, lacqua non so cosa sia e “che il socialismo l’israele (Israele, maisucolo, sic.) attuale non sa neanche dove sta di casa.” vuole “stia di casa” perché è congiuntivo.
    Vedo che porti delle argomentazioni davvero di spessore alle tue argomentazioni: una foto di bambini israeliani di fronte a dei fucili automatici. Quindi? Tutto qui lo studio e l’informazione?
    Non vedo né kibbutz né cecchini né tantomeno gente che ruba acqua.
    Parti da qualcosa di semplice: http://it.wikipedia.org/wiki/Kibbutz
    Neanche nella foto su wikipedia vedo cecchini, guerriglia o altro.
    Incredibile, eh? Qui http://www.goisrael.it/Tourism_Ita/Articles/Attractions/Pagine/Il%20Kibbutz%20Sde%20Eliyahu.aspx addirittura puoi andarci a fare un tour… ovvio che solo di giorno producono miele, vino e frutta biologica, di notte, non visti dai turisti, si danno al cecchinaggio. Paura!

    RISPONDI
  • Admin
    29 giugno 2012, 15:56

    @Gojira: Non sei l’unico a essere stato in Israele, pure la mia famiglia è stata più volte a Tel Aviv o Gerusalemme, o “Eschilo”. So anche io di cosa parlo, e saprai anche tu che i lavoratori che fanno ricco israele sono palestinesi, pagati 8 dollari il giorno.

    RISPONDI
  • Admin
    29 giugno 2012, 16:01

    @roberto : seguendo il tuo ragionamento, per assurdo, non si potrebbe mai parlare di niente, perchè ci sarebbe sempre qualcosa “di più importante” da analizzare o su cui ragionare (se non per te, sicuramente per qualcun’altro). Quale dovrebbe essere il primo e quindi, secondo te, UNICO problema di cui meriterebbe discutere ? La nazionale di calcio ? il traffico sulla circonvalazione ? le coppie di fatto ? la rtiforma della costituzione ? l’attrito pakistan/india ? la fame nel mondo ? l’uomo nello spazio ? il dialogo con gli extraterrestri ? non capisco, aiutami. La mia risposta è semplice. Si parla di un problema quando c’è un’occasione per discuterne. Non c’è l’occasione ? Se ne crea una, si chiamano le persone che pensiamo possano essere utili per il dibattito e se ne parla liberamente. Saluti.

    RISPONDI
  • Admin
    29 giugno 2012, 18:49

    grazie gojira. adesso che mi hai insegnati la cultura spero di andare presto in un kibbuz a cogliere albicocche pacificamente mentre a 10 km bombardano col fosforo gaza. chiaramente con tutte le punteggiatura al suo posto.

    RISPONDI

.

Newsletter


WP Facebook Auto Publish Powered By : XYZScripts.com