Rateizzazione: è questo l’antidoto contro le cartelle esattoriali

Rateizzazione: è questo l’antidoto contro le cartelle esattoriali

LUCCA, 18 marzo – La cartella esattoriale è uno dei nostri incubi più ricorrenti. E non solo quando la sera abbiamo mangiato pesante. Quando a casa ci viene recapita una busta da Equitalia, è bene sempre avere una sedia vicino. Se, infatti, alla somma non pagata, si aggiungono i vari interessi, l’aggio e i diritti di notifica, l’importo da sborsare non è mai esiguo (e ciò soprattutto in questo periodo di crisi).

Per pagare quanto dovuto, e cercare di arrivare a fine mese, la “soluzione” può essere quella di chiedere la rateizzazione dell’importo addebitatoci.

Ma come fare?

Esiste uno strumento, la c.d. rateizzazione, che può essere utilizzato dal contribuente quando lo stesso versa in un’obiettiva situazione di difficoltà economica (art. 19 del D.P.R. 602/73).

Deve essere presentata un’istanza all’Agente della Riscossione, che ha emesso la cartella esattoriale, nella quale può essere richiesta la rateizzazione dell’importo iscritto a ruolo, allegando  tutta la documentazione atta a comprovare la situazione di difficoltà che impedisce all’istante di pagare in un’unica soluzione l’importo dovuto.

Qualora sia concesso questo beneficio, la somma potrà essere suddivisa fino a un massimo di settantadue rate mensili.

In assenza di una norma che preveda quali documenti allegare, si potrà presentare, unitamente alla richiesta di rateizzazione, l’indicatore della situazione economica equivalente del nucleo familiare del debitore (ISEE) o comunque documenti che provino la mancanza di liquidità da parte del contribuente (in tal senso Commissione Tributaria Provinciale di Brescia sentenza n°170/5/10).

Stando alla direttiva n°7 del 2012 emessa dal Gruppo Equitalia, invece, non sarebbe necessaria l’allegazione della documentazione sopra richiamata per essere ammessi al beneficio della rateizzazione, laddove l’importo da versare all’Agente della Riscossione sia inferiore a € 20.000. In questa ipotesi è, infatti, sufficiente presentare una semplice istanza nella quale si dichiari esclusivamente di trovarsi in una situazione di obiettiva difficoltà economica.

È, altresì, opportuno evidenziare che importanti novità per i contribuenti sono state introdotte con il D.L. 2 marzo 2012 n°16 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 52 del 2.03.12.

Invero, ai sensi dell’art. 19, comma 1 ter del D.P.R. 602/1973 ora vigente, il debitore può chiedere un piano di rateizzazione, non solo a rate costanti (come in precedenza previsto), ma anche a rate variabili d’importo crescente per ciascun anno e, una volta presentata l’istanza, l’Agente della Riscossione non potrà iscrivere ipoteca su immobili di proprietà del contribuente, salvo il mancato accoglimento della domanda o la decadenza dal beneficio.

Inoltre, ai sensi del comma 3 del medesimo articolo 19, solo qualora il contribuente non paghi due rate consecutive:

– egli decadrà automaticamente dal beneficio della rateizzazione;

–  la somma da pagare non potrà più essere rateizzata;

–  l’intero importo iscritto a ruolo ancora dovuto sarà immediatamente e automaticamente riscuotibile (prima della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del D.L. 16/12, era sufficiente il mancato pagamento della prima rata o in seguito di due rate, anche non consecutive).

Occorre chiedersi che cosa accada se la rateizzazione non sia concessa.

È possibile adire l’autorità giudiziaria.

Ma quale?

Sul punto le Sezioni Unite della Corte di Cassazione (con ordinanza n°5928 del 14 maggio 2011) hanno espressamente affermato che “rientrano nella giurisdizione tributaria le controversie relative al provvedimento di rigetto dell’istanza di rateizzazione di un debito avente natura tributaria” in quanto, come era già stato affermato dalla Cassazione sempre a Sezioni Unite con ordinanza 15647 del  1 luglio 2010, “l’impugnazione del diniego di rateizzazione di un debito per imposte o tasse introduce una controversia di carattere tributario, devoluta, quindi, alla giurisdizione delle Commissioni Tributarie, a nulla rilevando che la decisione sull’istanza di rateizzazione debba essere assunta in base a considerazioni estranee alle specifiche imposte o tasse”.

In sostanza, per valutare quale sia il Giudice di fronte al quale impugnare il provvedimento di diniego di rateizzazione è necessario fare unicamente riferimento alla natura del debito da estinguere.

Le novità del decreto sono in sostanza molto importanti per le nostre risorse finanziarie. Auguriamoci solo che le nuove disposizioni siano mantenute anche in sede di conversione del decreto citato in legge.

*praticante avvocato

Fonti: www.parlamento.it

(Per proporre quesiti da analizzare su ulteriori questioni legali i lettori possono scrivere all’indirizzo: consiglilegali@nullloschermo.it; sarà garantito il pieno rispetto della privacy).

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