“La promessa. Un requiem per il romanzo giallo” di Friedrich Dürrenmatt

“La promessa. Un requiem per il romanzo giallo” di Friedrich Dürrenmatt

LUCCA, 13 febbraio – Requiem [pronuncia: rèquiem] nome maschile latino invariabile

Preghiera in latino che si recita per i defunti; inizia con le parole “requiem aeternam dona eis, Domine” (l’eterno riposo dona loro, o Signore)

Come enuncia il titolo si celebra qui il funerale del romanzo giallo, che ha avuto una lunga vita, piena di successi e di incarnazioni, di interpretazioni, di riletture e declinazioni, ma che come tutto prima o poi finisce, e qui, adesso, è arrivato il suo turno. La promessa ne celebra la fine, ci dice che il genere è esaurito, esausto, ormai svuotato, dobbiamo passare oltre e andare avanti. E’ finita la grande finzione, il sogno, la fiction. 

Ne La promessa muore quindi la razionalità, muore l’ordine, muore il pensiero lineare, la legge. Vince il caos, l’irrazionale, il caso, l’eccezione, l’abominio, il morboso. Muore l’indagine, la ricerca, il ragionamento, l’azione. Vince l’attesa, vince l’intuizione, l’unicità, la genialità, la sorte, l’imprevisto.

Il detective e il romanzo classico vengono violentemente assassinati. Sono premeditatamente uccisi, sbeffeggiati, violentati, violati, rovesciati. Sembra che alla fine non siano mai esistiti, come placide immagini oniriche che al mattino svaniscono nel nulla. C’è la crudezza della realtà a comandare, adesso.

La promessa procede disvelandoci un mondo che sottosta a tutto questo, attraverso una narrazione magistrale, un capolavoro di sintesi, sintesi dell’uomo, del genere e della letteratura.

Niente si sistema, niente si ordina, tutto è confuso, caotico, tendente all’avaria, alla decomposizione, questa è l’analisi del mondo e dell’uomo che si evince da questo piccolo ma fondamentale libriccino.

Il nero è dovunque, e avvolge tutto. Matthai, il protagonista, è l’unico che abbia un barlume e che intuisce qualcosa che gli altri nemmeno credono immaginabile.

E questo lo rende folle, nella sua genialità. O forse lo era già. Forse l’eccezione albergava già in lui, attendeva solo il momento di essere messa in luce, attendeva solo un’epifania rivelatrice. E a quel punto è perso, capire diventa la sua colpa, lui che ha voluto opporsi all’inesorabile incedere del flusso della vita. Ma doveva mantenere la promessa. E purtroppo anche questa volontà di mantenere la parola data, a suo modo, è un’ eccezione.

E’ quindi lo stesso Matthai il sacerdote che recita il requiem, nel freddo e nell’oscurità di una chiesa gotica e opprimente. Un libro cupo, disperato, sull’ineluttabilità del destino.

Non è vero che il bene vince sempre. La promessa è qui per ricordarlo.

(da questo libro l’omonimo film di Sean Penn con Jack Nicholson)

La promessa

Friedrich Dürrenmatt

Feltrinelli

€ 7,50

Pagine 155

3 commenti

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3 Commenti

  • Admin
    14 febbraio 2012, 10:28

    Bisogna leggerlo via…

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  • Admin
    27 aprile 2014, 18:26

    è bello anche se l’inizio e la fine non sono molto appassionanti solo il racconto vero e prorpio della vicenda; il finale mi sembra un po’ scelto a caso tanto per far finire il libro

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  • Admin
    22 febbraio 2016, 16:47

    Il breve romanzo dimostra come la realtà, nella sua illogicità, sia più forte della finzione, e che i personaggi del romanzo thriller investigativo siano spesso idealizzati.Il vero succo del romanzo non è comunque una disquisizione didascalica sul romanzo poliziesco(come fece Chandler)ma la cruda rappresentazione del cinismo, della volgarità e della stupidità dell’uomo comune,nella sua individualità o collettività,anche se incarnato da un bravo capo della polizia che alla fine pensa solo ai suoi sigari e alla zuppa di fegatini.Lo scorcio di questa Svizzera rurale e cittadina,nel suo grigiore quotidiano,fa da sfondo a questa umanità stolida e meschina che anima il romanzo e decreta comunque la vittoria dell’eroe,che vince ignaro nella sua follia.

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