Sangue e sudore nel “balkan beat” della Boban e Marko Markovic Orkestar

Sangue e sudore nel “balkan beat” della Boban e Marko Markovic Orkestar

FIRENZE, 9 febbraio – Sono partiti con il freno tirato Boban e Marko Markovic, con la loro fanfara l’altra notte all’Auditorium Flog di Firenze. La temperatura metereologica è bassa e la mancanza di un gruppo di apertura si sente (e come!). Ci pensa il pubblico a far crescere la serata. Già dai primi squilli inizia il ballo collettivo sotto il palco e il concerto decolla.

La Boban y Marko Markovic Orkestar è una macchina rodata: hanno prodotto già 13 cd e vinto premi in tutti i concorsi per bande di ottoni nell’intera area dei Balcani, partecipato ai più grossi festival internazionali, collaborato con Kusturica ai film “Undeground” e “Arizona Dream”, oltre ad essere lo stesso Marko protagonisa di una pellicola sentimentale Serba dal titolo “Guca” dove sono presenti anche gli altri membri del gruppo.

I musicisti sono tutti originari della Serbia del sud, a pochi chilometri dal confine con la Bulgaria, e sono depositari di una tradizione che si perde nel tempo e che passa di padre in figlio l’arte del suono degli ottoni senza saper leggere lo spartito musicale.

Da tutto questo scaturisce una musica compatta e sgangherata, circolare e sghemba, ottima per ballare. Il “Balkan Beat” da un po’ di anni ci viene servito in molte salse, condito con il reggae (la dub production), l’elettronica, la taranta, eccetera. Qui no, qui c’è il sangue e il sudore, dei musicisti e del pubblico, quest’ultimo profumato di birra e acquavite, e la serata si trasforma in una festa.

In mezzo alla gente molti slavi del sud, che intonavano insieme con gli artisti i brani proposti, fra cui una versione di “Ederlezi” con il testo cambiato. Il gruppo naturalmente non si risparmia e conduce al termine il concerto nella baraonda più totale.

Bella serata, complimenti alla Flog che come sempre in mezzo a tanta uniformità offre un programma veramente buono. Prossimo appuntamento venerdi 10 febbraio con il reggae della Vibranite, che ospita Dancehall Soldiers, Costa Ionica e altri; poi, sabato 11, la Marco di Maggio Connection, rockabilly e fifties a go go. Per le date che seguiranno ne riparleremo prossimamente.

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