La Lucchese Libertas a un passo dal fallimento si dice solvibile, adesso tocca al Giudice. Umiliata la storia

La Lucchese Libertas a un passo dal fallimento si dice solvibile, adesso tocca al Giudice. Umiliata la storia

LUCCA, 9 gennaio – La Lucchese Libertas a un passo dal secondo fallimento in soli tre anni. Si avvicina l’ora in cui il Tribunale fallimentare si esprimerà sulle richieste della Procura della Repubblica in merito all’istanza di fallimento presentata verso la gloriosa prima società calcistica cittadina, che al momento attuale calca i campi della terza categoria ed è amministrata dal liquidatore Vladimiro Covilli Faggioli.

La tifoseria e la città sembrano ormai aver dimenticato la vecchia pantera, ad oggi identificata senza dubbio alcuno con il Lucca FC che sta dominando il campionato di eccellenza, tuttavia – a nostro avviso con ben poco rispetto nei confronti della città e dei sentimenti di chi vede nella pantera e nella denominazione sociale storica ben più che una squadra di calcio qualsiasi – la compagine societaria della Libertas, composta all’80% dai liguri di Nice Srl e per le restanti quote dalla Cipriano Costruzioni dell’ex presidente Giuliano Giuliani, sta portanto avanti una campagna mediatica e di immagine assolutamente sovradimensionata per una squadra di terza categoria che ha rinunciato anche a far valere i propri diritti di prelazione sulla base di storia e blasone per l’iscrizione a categorie ben superiori. Recentemente la società si è anche riappropriata in modo a dir poco pittoresco della Coppa Italia di serie C da esporre in bacheca, riconsegnata da un tifoso anonimo secondo quanto fa trapelare la Libertas sul suo sito ufficiale appena rinnovato. Insomma non si direbbe proprio che il contegno mostrato dalla società rossonera sia quello di una azienda che tra poche ore vedrà tristemente svanire la sua storia con l’ennesimo fallimento.

Una sentenza che tuttavia potrebbe non essere così scontata, tanto che proprio alla vigilia della decisione del Giudice, che ha anticipato la sentenza di un mese avendo ritenuto urgente il pronunciamento del Tribunale fallimentare, la Lucchese Libertas invia un comunicato stampa a dimostrazione della propria solidità in cui “un economista iscritto alla Banca d’Italia“, tale Maurizio Polidori, valuta il debito della Lucchese Libertas 1905. Questo il testo ricevuto: “Conseguentemente alla consegna da parte del dott. Carlo Lazzarini di parte della contabilità e quella in possesso, anche se non completa perché recuperata dai dati depositati alla Camera di Commercio di Lucca dal liquidatore Vladimiro Covili Faggioli, l’A.S. Lucchese Libertas 1905 Srl ha voluto richiedere un parere di valutazione ad un economista iscritto a Banda d’Italia SpA, il dott. Maurizio Polidori, e la risposta è stata la seguente: “la S.r.l. A.S. Lucchese Libertas 1905 è più che solvibile e lo può tranquillamente dichiarare confronto ad altre compagini sportive presenti a Lucca. Il debito infatti va rapportato al patrimonio ed una società può divenire “insolvente” laddove non faccia fronte ai propri impegni economici quando la sua situazione debitoria è due volte il valore patrimoniale. Non è il caso dell’A.S. Lucchese Libertas 1905 Srl. La situazione debitoria è di molto inferiore al valore patrimoniale ed una larga parte di questa “posizione debitoria” non è ascrivibile neanche all’A.S. Lucchese Libertas 1905 Srl. Una mancata corretta sorveglianza da parte del Collegio dei Sindaci nel 2010 è evidente. Se avessero contestato, come la loro funzione prevede, alcune operazioni di carattere economico effettuate nel corso dell’anno 2010 ed inizio 2011, l’A.S. Lucchese Libertas 1905 Srl  forse non avrebbe oggi l’unica esposizione debitoria importante: quella con la Cassa di Risparmio di Lucca Pisa e Livorno SpA, che però si è tutelata già da luglio 2011 con iscrizione ipotecaria, consolidandola presso la Conservatoria, su diversi lotti di terreno di proprietà precedentemente dalla società Sviluppo Sportivo e dallo stesso istituto di credito valutati oltre due milioni di euro per la concessione di un mutuo non all’A.S. Lucchese Libertas 1905 Srl ma alla società Sviluppo Sportivo e assunto successivamente come posizione debitoria dall’A.S. Lucchese Libertas 1905 Srl con l’acquisizione della Sviluppo Sportivo. Operazione d’indebitamento societario non contestato dai Sindaci. Inoltre, riferendomi sempre alla documentazione in mio possesso e quella estratta dalla Camera di Commercio posso senza ombra di dubbio affermare che, mettendo a confronto i dati e i dividendi societari, l’A.S. Lucchese Libertas 1905 Srl se non certamente un “avanzo” ha certamente un “pareggio” che nessuna società di calcio presente sul territorio di Lucca ha, dati verificabili presso la Camera di Commercio. L’economia contabile non è un opinione. Quindi chi dice che l’A.S. Lucchese Libertas 1905 Srl è in “stato di insolvenza” prende un abbaglio. Il debito va rapportato al patrimonio. Per questo l’A.S. Lucchese Libertas 1905 Srl è solvibile, quanto e più di altre società di calcio“.

Ora, non ci vuole un professore della Bocconi per sottoscrivere quanto espresso nel comunicato dal punto di vista teorico, certo poi bisogna vedere se quanto iscritto nello stato patrimoniale vale effettivamente la cifra indicata, perchè ad esempio se si fanno debiti per 100mila euro non basta capitalizzare una spillatrice dicendo che vale mezzo milione di euro per essere giudicati solvibili e quindi non fallire, bisogna anche che la spillatrice li valga davvero i 500mila euro che si vorrebbe fossero patrimonio. Comunque sarà il giudice domani a far chiarezza su una questione che, dal giorno della vendita delle quote dal Gruppo Valore alla Nice Srl, è assunta da farsa a massima umiliazione della storia della più importantre società sportiva cittadina, superando a questo punto anche il ‘caldaista’ Fouzi Hadj. Il nostro ringraziamento va a tutta la tifoseria che ha dato prova di grande maturità: di certo altrove a spingere così tanto sull’acceleratore il malcontento della gente non si sarebbe mantenuto su livelli così civili.

23 commenti

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23 Commenti

  • Admin
    10 gennaio 2012, 00:47

    ancora grazie a questa testata che si sta rivelando l’unica distaccata e obiettiva nell’aggiornare su una triste storia, forse non solo sportiva
    vi prego insistete, abbiamo tanta sete di verità su quanto accaduto.
    con la speranza che l’azionariato popolare decolli…

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  • Admin
    10 gennaio 2012, 08:23

    non posso fare altro che unirmi ai ringraziamenti alla vostra testata giornalistica,aggiungendo la pregiera di indagare sui motivi del fallimento.badate bene non per sete di vendetta ma per giustizia.

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  • Admin
    10 gennaio 2012, 09:01

    ma dai???? ma ancora non si nota che dove il politico ha messo le mani è finito tutto in fallimento?… cosa ci vuole? la trombetta per svergliarsi???
    Fanno bene ad approfittarsene… sono armati di parole e sanno che la plebe ha grandi orecchie…
    FAIL!

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  • Admin
    10 gennaio 2012, 09:42

    andate avanti cosi’…..dopo 2 mazzate la tifoseria rossonera ormai capisce e riesce a vedere molto lontano….una cosa e’ certa….non falliremo mai piu’….meglio in eccellenza ma con una societa’ di tifosi prima…imprenditori dopo…e con un progetto sano come quello del settore giovanile….raccontateci tutta la storia per favore….saluti

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  • Admin
    10 gennaio 2012, 11:47

    Intanto mi aggiungo ai ringraziamenti e poi vi pongo alcune domande a cui noi tifosi non riusciamo a dare risposta:1)i terreni di san donato,come e’ stato possibile valutare 2 milioni di euro terreni sottoposti a vincolo ambientale,alluvionale e cimiteriale ,e soprattutto essere riusciti a metterli a bilancio nella lucchese,causandogli un debito di milioni di euro e un insolvenza verso la cassa di risparmio di lucca che e’ costato il fallimento.operazione architettata dai proprietari della lucchese che erano al tempo stesso i proprietari dei terreni di san donato? grazie a chi risolvera’ la matassa
    2)capitoli giocatori e dipendenti,come e’ possibile che nessun giocatore dell’anno scorso e dipendente non abbia messo in mora la societa’ lucchese libertas,non avendo percepito almeno 6 mesi di stipendio? ricordo che la lega calcio per poter sanare gli stipendi con il proprio fondo pro calciatori,richiede la richiaesta di messa in mora
    3) come puo’ una societa’ formata da poteri forti,sindaco,assessore allo sport,famiglie importanti di lucca,con le cooperative marcucciane di scaltritti dentro etc etc fallire cosi’ miseramente….l’idea mia e’ che sia stata una scatola per affari illeciti trasversali….
    se voi avete voglia di dare risposte ,sara’ per tanti tifosi un piacere………..sperando che comunque la magistratura in questi anni possa darci risposte.

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  • Admin
    10 gennaio 2012, 12:32

    quando si parla di sostanza loschermo e’ l’unico giornale serio e libero per quanto riguarda certe notizie,BRAVI!

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  • La redazione
    Admin
    10 gennaio 2012, 15:14

    In seguito alle numerose domande che vengono poste in merito alle vicende legate alla Libertas, riporto quanto avevo già scritto in calce all’articolo “Un anno di sport” in merito al fallimento:
    la Lucchese Libertas non è (ancora) fallita, allo stato attuale delle cose la realtà è molto semplice: non ha pagato la tassa d’iscrizione al campionato di Lega Pro. Tassa che non avrebbe potuto pagare con mezzi propri ma facendo ricorso a fideiussione o ricapitalizzazione da parte dei proprietari, che in quel momento come risaputo erano i liguri (che avevano rilevato le quote di Valore) e Giuliani (socio di minoranza). Altri eventuali vizi di gestione o azioni contabili contestabili e poco chiare, come si sa sono al vaglio della magistratura. In sintesi, al momento attuale ci si possono porre molte domande ma ciò che si può dire senza scendere nel territorio delle illazioni o del chiacchiericcio da bar, è che i proprietari della Lucchese Libertas hanno scelto di non partecipare a campionati professionistici.

    Per quanto riguarda la procedura fallimentare, la cui udienza stamani è stata rimandata al 7 febbraio, non è così scontato che la Libertas fallisca, anche se tutto farebbe pensare che sarà così. Con le nuove norme anche se una azienda non sana i propri debiti laddove sussistano determinate circostanze il giudice potrebbe rigettare l’istanza anche in presenza di reiterate insolvenze. Per spiegarmi meglio, prendiamo come esempio una società che fattura 10 milioni di euro annui e non paga una fornitura di mille euro. In questo caso sebbene decreto ingiuntivo e pignoramento avessero dato esito negativo il giudice potrebbe rinnegare il fallimento sull’assunto che non è possibile che una azienda di tali dimensioni fallisca per mille euro. Peraltro il debitore se ne resterebbe con la mani in mano e il fallimento sopraggiungerebbe solo con l’entrata in gioco dello stato o delle banche, quindi importi ben più sostanziosi (e il debitore se ne resterebbe ancora con la mani in mano, perchè viene dopo).
    Ora, nel caso della lucchese il discorso terreni è piuttosto complesso, perchè confluiti nella società in base a vendita a un importo stimato da un perito professionista, stima evidentemente confermata dalla banca che ha erogato il mutuo necessario per completare la transazione. E’ chiaro che se la banca ha prestato alla lucchese un tot di euro per l’acquisto dai terreni secondo la formula del mutuo ipotecario, l’istituto ha ritenuto che in caso di inadempienza nel rimborso delle rate del mutuo tali terreni avessero il valore necessario all’estinzione del debito.
    Sembrerebbe infatti che la svalutazione dei terreni di San Donato, sul quale peraltro pende tutt’ora indagine della magistratura, sia sopraggiunta dopo tutte tali transazioni, tanto che sia i periti delle società proprietarie (per il valore da iscrivere in bilancio) che della banca (per l’erogazione del mutuo) precedentemente erano stati concordi nella valutazione. Se adesso dovessero valere meno, o molto meno, come in effetti probabilmente sarà, bisognerà vedere se a quel punto il realizzo teorico sarà comunque sufficiente a soddisfare i creditori (e in questo caso il giudice rigetterebbe il fallimento).
    Nel dettaglio pendono sulla libertas due decreti ingiuntivi di Banca del Monte (per 160mila euro) e di Cassa di Risparmio di Lucca (un milione e 100mila euro), con la società che già al 30/06/09 chiudeva in perdita di un milione di euro, oltre due milioni al 30/06/10, il tutto a fronte di un patrimonio netto superiore ai 3 milioni di euro (2010) con immobilizzazioni materiali (per lo più i terreni) per oltre 2,5 milioni di euro. Non siamo attualmente in grado di avere i numeri al 30/06/11, ma prima o poi avremo anche quelli e non è detto che siano peggiori del 2010. In poche parole se questi valori venissero ritenuti attendibili la società avrebbe i mezzi per soddisfare i creditori, ma chiaramente si tratta di uno scenario che ci sembra alquanto improbabile.

    Per quanto riguarda la decisione dei calciatori riguardo la messa in mora invece, o si sta nel terreno delle illazioni o va riferita solo ed esclusivamente a loro scelta personale.

    In merito al punto 3), come abbiamo scritto più volte, il progetto commerciale della formazione Valore-Cipriano era palesemente legato alla realizzazione dello stadio di proprietà. Fino a quel momento la società non era in grado di mantenersi con i propri mezzi pertanto i titolari avrebbero dovuto rivolgersi alle banche indebitandosi o conferire denaro proprio. Venuta meno la possibilità di ottenere lo stadio è rimasta soltanto una azienda con ricavi inadeguati a coprire i costi e, come detto prima, i proprietari – chiunque fossero – hanno deciso di alleggerirsi evitando ulteriori spese, quindi non iscrivendosi a campionati professionistici, vendendo il cartellino dei giocatori di proprietà e andando a giocare in terza categoria. L’obiettivo dell’imprenditore a questo punto è ovviamente quello di realizzare, cioè monetizzare, il patrimonio della società, composto peraltro da nome e marchio con discreto valore commerciale. In alternativa l’obiettivo dei proprietari può anche essere quello di costruire da zero una società in grado di coprire con la sola gestione sportiva i costi, e mantenerla nei campionati che si possono permettere. Tutto ciò alla luce dei fatti sembra chiaramente utopico, e comunque il probabile fallimento dovrebbe mandare a monte qualsiasi eventuale intento.
    Per quanto riguarda le colpe il discorso è molto complesso e bisognerebbe partire da lontano, cioè da una disciplina che fa riconoscere come normali aziende società sportive che tutto sono meno che normali aziende. Come si è notato tale disciplina non funziona, i fallimenti sono all’ordine del giorno, la sola gestione sportiva non copre costi fuori di testa già nei campionati minori, gli esempi di società che vanno avanti coi propri mezzi si contano sulle dita di una mano e le restanti sopravvivono con l’impegno e la passione dei proprietari, che rimettono ogni anno da milioni a decine di migliaia di euro, in base alle loro possibilità e alle dimensioni della squadra che posseggono. Nel migliore dei casi il possesso di una squadra di calcio viene legato a ritorni di immagine o ‘vie preferenziali’ per investimenti sul territorio e quindi ricavi indiretti.
    E’ sotto gli occhi di tutti che tale disciplina ha generato un settore economico, quello del calcio, assolutamente inaccettabile, dove i ricavi dipendono dalle concessioni televisive, le quotazioni in borsa da questioni effimere come i risultati, il valore dei beni dalla voglia che uno ha di giocare, insomma niente di certo dal punto di vista di bilancio come dovrebbe essere in una azienda. La deriva morale di tale settore è incommensurabile, permessa sfruttando la grande passione di gente quotidianamente truffata dei propri sentimenti, poichè è impossibile unire l’amore per la propria squadra del cuore e la gioia delle vittorie al profitto economico. Se nelle categorie maggiori con i grandi magnati e le grandi squadre tale situazione è meno evidente, noi tutti sappiamo bene quale tipo di situazione è stata portata in serie c, dove ogni domenica non si sa mai se si sta giocando una partita di calcio vera o se la squadra avversaria ha venduto la partita per rientrare degli stipendi non pagati o se i giocatori per ripicca dato che non vengono pagati vogliono perdere etc etc etc, con il risultato che alla fine a vincere i campionati sono quasi sempre le squadre i cui proprietari versano soldi e non le più forti. Emblematico il caso del cosenza lo scorso anno, retrocesso incredibilmente, ma anche della stessa lucchese, che gli addetti ai lavori a inizio campionato sapevano bene avrebbe potuto lottare per i primi posti.
    Insomma, è il sistema che espone praticamente tutte le piazze a simili delusioni. Poi è ovvio che ci sono le responsabilità personali di imprenditori a volte senza scrupoli a volte incapaci, ma finchè sussiterà questo stato delle cose siamo destinati a tenerci un ambiente poco pulito, qualche soddisfazione, ma soprattutto tante delusioni. Specie nelle piazze medio piccole.

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  • Admin
    10 gennaio 2012, 15:34

    ti ringrazio infinitamente per le risposte ,oltre ai complimenti,la risposta e’ stata pubblicata anche su forzalucchese…..
    http://www.forzalucchese.net/index.php?pag=notizia&num=473
    noi ci sentiamo traditi e siamo alla ricerca delle verita’ in questa citta’ omertosa come una citta’ del sud italia di 50 anni fa’.

    RISPONDI
  • Admin
    10 gennaio 2012, 15:47

    ti ringrazio delle spiegazioni,peccato che altri tuoi “colleghi” preferiscono sottCERE TUTTO.

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  • Admin
    10 gennaio 2012, 22:18

    di nuovo un sincero ringraziamento per la risposta alle nostre domande

    sul tuo passaggio:

    “Poi è ovvio che ci sono le responsabilità personali di imprenditori a volte senza scrupoli a volte incapaci, ma finchè sussiterà questo stato delle cose siamo destinati a tenerci un ambiente poco pulito, qualche soddisfazione, ma soprattutto tante delusioni. Specie nelle piazze medio piccole.”

    ci stiamo organizzando a proposito con l’azionariato popolare, ci contenteremo di piccole soddisfazioni ma cercando di tifare una squadra pulita.
    utopia? speriamo di no….
    grazie ancora

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  • Admin
    10 gennaio 2012, 23:46

    I terreni furono super valutati in base ad un errato convincimento. Quale?? Che il Consiglio Comunale avrebbe consentito la mega operazione speculativa travestita da stadio. Invece il Consiglio scelse di ristrutturare il Porta Elisa. A quel punto il Sig. Valentini si è ritirato dall’affare. E il Sig. Giuliani non ha ritenuto di continuare. A questo punto la Lucchese fallirà in qunto non vi è alcuna possibilità concreta che i terreni possano esser valutati alle cifre che sarebbero necessarie per salvare la baracca. Morale: La base era poco solida. Quanto al calcio italiano andrebbe rifatto quasi da zero. Ma nessuno ha il coraggio di farlo. Perché?? perché a qualcuno conviene resti così. Peccato che, per l’interesse di pochi si sia già distrutto un movimento sportivo ed economico che, trenta anni fa, era il più forte del mondo. Qualcuno ricorda un Lucchese – Pontedera di C2 nei primi anni ’80 con 8000 spettatori?? Solo in Italia la quarta serie sapeva muovere un interesse del genere. Oggi invece le società sono senza pubblico. D’altro canto, come ricordava Gianni Brera, ogni movimento ha la sua parabola evolutiva e ad un certo punto l’interesse è destinato a calare. Qui però non si è avuto un calo ma un tracollo. Quindi non vanno solo riformati i campionati ed il diritto societario ma bisogna tornare al dilettantismo o al semiprofessionismo nelle serie inferiori alla A. Infatti oggi, con le entrate di biglietti e sponsor, è ASSURDO ed IMPOSSIBILE pensare a mantenere dei professionisti. Il gioco è finito.

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  • Admin
    11 gennaio 2012, 13:45

    dove entrano i politici, soprattutto a lucca, va tutto a rotoli!!! teneteli fuori dalle scelte o ci rovinano…. hanno concordato 1 settimana fa la sponsorizzazione delle Mura Basket (chiaramente perche’ ci saranno le elezioni non perche’ gli importi un fico secco) ….. stavano andando come treni hanno perso due partite su due… non vi vogliamo portate sfigaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa.

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  • Admin
    11 gennaio 2012, 15:08

    I terreni furono acquistati dalla Società Sviluppo Sportivo, una società formata da Giuliani e Valentini, per una cifra congrua per il tipo di terreno: AGRICOLO. Una volta saputo dell’impossibilità di trasformare questi terreni in edificabili per lo stadio, questa società li ha poi rivenduti alla Lucchese ad una cifra spropositata ed enormemente superiore al loro valore reale, avviandola, di fatto, ad un sicuro fallimento. Questo almeno è quello che risulta da una lettura degli articoli che si trovano su internet. C’è nessuno che sappia dirmi se questo è vero ? Non ci sono dei presupposti per un reato?

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  • Admin
    11 gennaio 2012, 18:00

    Giuliani-Cipriano e Valore non erano a quel tempo soci della Polis presieduta da Giurlani? E Giurlani non era anche nella Lucchese, insieme a Giuliani? Insieme dovevano fare il nuovo stadio, prima sui terreni di S.donato, poi, visto che lì non era possibile, si erano buttati sul Porta Elisa. Valore doveva fare anche le costruzioni a S.Anna, mentre a Cipriano è andato l’appalto (bada caso, di Polis) per costruire lo Steccone. Sarà un caso, ma mi sembra che alla fine i fili sono tirati dagli stessi burattinai….Fatevi delle domande e se potete datevi anche le risposte….

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  • Admin
    11 gennaio 2012, 18:29

    Filippo se la banca ha dato il mutuo alla lucchese per rilevare dalla società sviluppo sportivo i terreni a quel costo, significa che anche per il perito della banca era quello il loro valore no?

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  • Admin
    11 gennaio 2012, 19:31

    @crucco : quello infatti e’ il dubbio più grosso. o c’è reato anche del perito (truffa) , o la banca aveva altri “interessi” oppure non mi spiego ….

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  • Admin
    11 gennaio 2012, 22:31

    vero crucco, il tuo ragionamento non fa una grinza…
    quasi quasi ci vado pure io alla banca a chiedere un mutuo del genere…..
    me lo daranno di sicuro…
    sarebbe simpatico sapere chi è quel perito e quali garanzie ha avuto.

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  • Admin
    12 gennaio 2012, 00:38

    @Filippo
    I terreni non sono stati ceduti alla lucchese ma sono confluiti attraverso un atto di fusione tra la società di sviluppo sportivo e la lucchese.
    Per quanto riguarda il valore di questi, se non sbaglio, ci fu anche una revoca di un acquisto di un lotto fatto al tribunale perché il giudice lo riteneva troppo basso.
    Non facciamo confusione, il problema e’ semplice: quando la valore ha chiuso i rubinetti tutto e’ finito.
    Ma questi genovesi, quanto hanno tirato fuori da quando sono entrati in società? Se non sbaglio anche la pre iscrizione fu pagata dai tifosi.
    Per quanto tempo ci devono ancora prendere in giro Bulleri & co.?
    Andatevi a rileggere le sue dichiarazioni e vi renderete conto da soli…..

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  • Admin
    12 gennaio 2012, 09:59

    Finalmente uno che fa nomi e cognomi.
    Qui ancora si portano in giro ai tavoli delle squaadre che nascono assessori e scribacchini che non han mosso un dito per evitare i fallimenti,
    anzi.
    Stavolta oltretutto han pure sbagliato i loro meschini calcoli,
    visto che la vecchia Libertas 1905 è ancora viva e presto tornerà a ruggire nelle categorie che competono alla città.

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  • Admin
    12 gennaio 2012, 10:36

    per filippo. Vatti a vedere le date dell’atto della fusione tra la soc sviluppo sportivo e la lucchese,Vedrai che questa è avvenuta dopo il famoso consiglio comunale nel quale si cassò l’ipotesi san donato per far posto alla ristrutturazione del porta elisa.Mettendo così le basi di questo fallimento,dato che il bilancio è stato gravato di ben 2.614.592 euro per un debito al 30/6 di 1.404.906 euro.

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  • Admin
    12 gennaio 2012, 11:03

    il tribunale blocco l’acquisto dei terreni di s.donato quando era venuto fuori che il comune, molto probabilmente, ne avrebbe cambiato la destinazione d’uso. (vedi quest’articolo su la nazione http://www.lanazione.it/lucca/2008/11/28/135727-nuovo_stadio_giudice_blocca.shtml) cosa sia successo dopo non sono riuscito a trovarlo. una cosa però è certa : la destinazione d’uso non è cambiata ed i terrni all’origine erano costati 70.000 euro. La differenza con il mega mutuo dov’è finita ???

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  • Admin
    12 gennaio 2012, 11:08

    @alfredo : le società non confluiscono una dentro l’altra come fiumi che scendono a valle ma si fondono pareggiando i diversi valori. Se la Soc. Sviluppo Sportivo avesse avuto un valore superiore alla Lucchese (tipo, per esempio, sopravvalutando il valore dei terreni), la Lucchese avrebbe liquidato i proprietari della Soc. Sviluppo Sportivo pagando il valore di questa società.

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  • Admin
    12 gennaio 2012, 14:45

    qualcuno faccia chiarezza ..e qualcun altro provi vergogna ..uccisi da fratelli lucchesi ..bel mi fauzy ..bada che mi tocca di……

    RISPONDI

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