Motociclista venticinquenne muore sulla circonvallazione

Motociclista venticinquenne muore sulla circonvallazione

LUCCA – Incidente mortale questo pomeriggio sulla circonvallazione all’incrocio tra viale Giusti e Via Nazario Sauro. La vittima è un lucchese di 25 anni, Carmelo Grifasi. Il racconto di Riccardo Lorenzetti, 23 anni, che ha assistito allo scontro: “Se non ci fossero stati i cantieri dei lavori aperti probabilmente l’incidente non sarebbe avvenuto”.

Carmelo Grifasi stava percorrendo in moto viale Giusti quando, per cause in corso di accertamento, si è scontrato con un Mitsubishi Pajero condotto da una ragazza di cui al momento non conosciamo le generalità.

Subito dopo l’incidente il Grifasi è stato trasportato all’ospedale Campo di Marte dove le sue condizioni sono immediatamente apparse gravissime. In serata il decesso.

Questa la dinamica dell’incidente, ricostruita da Riccardo Lorenzetti, 23 anni, unico testimone ascoltato dai Vigili Urbani: “Provenivo da via Nazario Sauro ed ero fermo al semaforo in attesa di immettermi su viale Giusti – racconta il Lorenzetti –. Su viale Giusti in direzione del Bar Celide sono in corso dei lavori che bloccano la corsia di destra fino a 50mt dal semaforo e quindi le macchine erano tutte incolonnate sulla corsia di sinistra. Sia il motociclista che il Pajero viaggiavano in direzione del Celide, – continua – il Pajero a causa dei lavori era a cavallo delle corsie e con la freccia accesa si stava apprestando a svoltare a destra. La moto, se non sbaglio un Bmw 1150, stava sorpassando le auto a forte velocità proprio sulla corsia di destra, forse per evitare il semaforo probabilmente giallo, quando ha urtato il Pajero nella parte anteriore. Il motociclista ha perso il controllo e dopo essersi ribaltato è finito in una fossa del cantiere, mentre la moto si è fermata sul marciapiede. L’urto deve essere stato violentissimo – commenta ancora – perché i muri della casa dove la moto è andata a sbattere prima di finire sul marciapiede avevano i segni dell’impatto, ed i cilindri del mezzo erano spezzati a metà”.

Io ed altri presenti abbiamo subito chiamato il 118, ma nel frattempo stava passando per caso un’autoambulanza che si è subito fermata, ma pare che non avesse a bordo una barella. – dice Lorenzetti – tuttavia dopo tre minuti è arrivato un mezzo con un medico e tutta l’attrezzatura del caso”.

Terribile dunque la scena a cui hanno assistito i presenti, tanto che, spiega Lorenzetti: “La conducente del Pajero era visibilmente sotto shock, chiedeva in continuazione se il motociclista era morto e voleva vederlo, poi sono arrivati il fidanzato ed i vigili a cercare di calmarla. Il ragazzo dopo l’incidente era immobile, non sono andato a guardarlo perché mi sarei sentito male. Ho visto che nell’urto aveva perso il casco, che è rimasto nella fossa; non so se anche lui abbia sbattuto con il corpo contro il muro della casa, c’era molta confusione intorno”.

Fanno riflettere invece le parole con le quali Lorenzetti conclude la sua ricostruzione: “Credo che se non ci fossero stati i cantieri dei lavori aperti questo incidente non sarebbe avvenuto. Tra l’altro in uno dei due cantieri c’è una buca molto ampia, se la moto non ci fosse finita dentro non sarebbe ribaltata e forse le conseguenze dello scontro avrebbero potuto essere meno gravi”.

Inserisci il tuo commento

La tua e-mail non verrà pubblicata. compila tutti i campi obbligatori*

Se pubblichi stai dando il consenso alle regole di base , ai termini del servizio e alla normativa sulla privacy
Annulla

.

Newsletter


WP Facebook Auto Publish Powered By : XYZScripts.com