Autovelox: prestate sempre più attenzione

Autovelox: prestate sempre più attenzione

LUCCA, 27 novembre – In tema di autovelox, oggetto di dibattito è una recente sentenza della Corte di Cassazione. La vicenda che ha portato a tale pronuncia aveva inizio con l’opposizione ad una sanzione amministrativa per eccesso di velocità da parte di un automobilista di Massa.

Il Giudice di Pace  accoglieva il ricorso dell’automobilista ritenendo non provato l’accertamento della violazione per la mancata consegna dello scontrino con la stampa dei dati relativi alla velocità ed alla targa del veicolo.

Il Giudice osservava che l’apparecchiatura utilizzata non era in grado di rilevare autonomamente targa e veicolo e che a tale mancanza avrebbe dovuto provvedere l’Agente accertatore, la cui rilevazione tuttavia non sarebbe ssistita da fede pubblica.

La sentenza poi era confermata in grado di appello dal Tribunale di Massa.

Il Comune di Massa, perdente nei due gradi del giudizio, decideva di ricorrere in Cassazione.

Quest’ultima, con sentenza n. 23212 dell’8 novembre scorso, accoglieva le ragioni  del Comune, confermando la sanzione amministrativa e dando, così, torto al cittadino.

La Corte stabiliva infatti  che è legittima la rilevazione della velocità di un autoveicolo effettuata a mezzo dell’apparecchiatura elettronica denominata telelaser; apparecchiatura che non rilascia documentazione fotografica dell’avvenuta rilevazione nei confronti di un determinato veicolo, ma che consente unicamente l’accertamento della velocità in un determinato momento, restando affidata all’attestazione dell’organo di polizia stradale addetto alla rilevazione la riferibilità della velocità proprio al veicolo dal medesimo organo individuato, in quanto detta attestazione ben può integrare, con quanto accertato direttamente, la rilevazione elettronica, attribuendo la stessa ad uno specifico veicolo, risultando tale attestazione  assistita da efficacia probatoria fino a querela di falso ed essendo suscettibile di prova contraria unicamente in difetto di omologazione o di funzionamento dell’apparecchiatura elettronica”.

Alla luce di questa pronuncia, il cittadino che intenda contestare una presunta violazione dei limiti di velocità, in assenza di dati forniti dall’apparecchio elettronico, ma “accertati” dall’agente rilevatore, dovrà necessariamente agire in giudizio con la querela di falso, e cioè instaurare un procedimento con l’assistenza di un avvocato.

Ciò a discapito del privato che normalmente può ricorrere personalmente contro le sanzioni amministrative di modesto valore.

Se si considera poi la riduzione dei termini (da 60 a 30 giorni) per opporsi ad una sanzione per violazioni del codice della strada, si comprende come la legge tuteli maggiormente le amministrazioni comunali piuttosto che i cittadini.

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