Il documento politico del confresso straordinario di SEL Lucca

Il documento politico del confresso straordinario di SEL Lucca

LUCCA, 13 ottobre“SEL racchiude un progetto di sogni e speranze che non appartiene solamente a noi iscritte e iscritti e a chi ci ha votato, ma anche a molti e a molte che desiderano fortemente di tornare a creder nel futuro. Tutti noi siamo chiamati a essere all’altezza del compito che abbiamo scelto di assumerci entrando in questo partito. 

Essendo il pacifismo uno dei tratti fondanti della nostra identità culturale, chiediamo a tutti un atto di disarmo unilaterale per ricostruire quello spirito comunitario e solidale, presupposto indispensabile ad una sana dialettica politica, preludio ad una gestione chiara e trasparente della partecipazione dei militanti alla vita del partito, poiché il solo richiamo ai valori democratici non basta; ci è necessaria la pratica e l’esercizio di tali valori, a prescindere dalla forma immediata assunta dalla struttura politica del nostro partito, e in opposizione al paradigma verticistico proprio dell’attuale sistema neoliberista. 

Il compito di SEL è di costituire nel Paese la consapevolezza dell’insostenibilità  sociale ed ambientale dell’attuale modello di sviluppo e di consumo. 

Se questa è  una crisi di sistema, che si profila come un passaggio epocale e ci costringe a rimettere in discussione tutto, la risposta non può essere affidata e vecchi schemi e pratiche ordinarie ma necessita di un approccio culturalmente rivoluzionario che innovi radicalmente le pratiche di governance. 

Il nostro approccio è quello di un “cantiere aperto” che ci costringa ad utilizzare nuovi strumenti ed abbandonare politiche superate. 

Vogliamo essere capaci di recuperare una dimensione ormai perduta, una dimensione che ponga l’uomo al centro degli interessi collettivi e non i suoi consumi.  

Vogliamo inaugurare nuovi metodi, vogliamo un partito che non si limiti alla denuncia ma che incentivi lo studio, la formazione culturale dei compagni, la nascita di nuove competenze, la creazione di intellettuali militanti capaci di affrontare in ambiti interdisciplinari le problematiche radicalmente nuove poste da un mondo che cambia velocemente. 

Ciò si traduce, nella pratica, nel coinvolgere le competenze e le esperienze presenti nei territori a prescindere dall’appartenenza o meno al nostro partito perché, se i problemi sono comuni le soluzioni, dovendo tener conto della specificità dei luoghi, devono necessariamente essere diversificate. 

Per questo il congresso propone di farsi promotore per la costituzione, nelle tre aree geografiche da cui è caratterizzata la nostra provincia (Garfagnana/Mediavalle, Piana e Versilia) di una “Officina delle idee” come luogo aperto di approfondimento, sintesi e di proposta programmatica capace di disegnare un nuovo modello di sviluppo e affrontare concretamente le grandi questioni che coinvolgono la nostra provincia. 

1. Acqua bene comune:

SEL conferma l’impegno di tutto il partito per la tutela dell’acqua come diritto universale e risorsa vitale per l’ecosistema. SEL è impegnata ad uscire dalla stagione ultraliberista anche attraverso la costruzione di un sistema di gestione del servizio idrico integrato che pone al centro il superamento della sua natura mercantile. Il rispetto del risultato referendario deve diventare un elemento costitutivo di ogni alleanza politica impegnata nel governo del paese a qualsiasi livello istituzionale e dovrà impegnare i nostri amministratori comunali e provinciali. 

2. Politica innovativa nella gestione dei rifiuti:

Noi di SEL affrontiamo questa questione con una visione radicalmente innovativa inserendola all’interno di una strategia complessiva che interagisce con l’intero universo del rapporto lavoro-produzione-distribuzione-consumo e stili di vita che condiziona l’insieme dei comportamenti individuali e sociali.

Come SEL siamo impegnati a contrastare le politiche di privatizzazione in atto nell’ambito della gestione dei rifiuti e proponiamo un cambiamento di rotta per realizzare sul nostro territorio una impiantistica coerente e conseguente alla scelta strategica della riduzione e raccolta differenziata dei rifiuti e pertanto sosteniamo la battaglia per la chiusura degli inceneritori di Castelnuovo e Falascaia; la nostra idea è di costruire una alternativa e quindi le condizioni per liberarci della necessità di questi impianti. 

3. Una nuova cultura della mobilità:

SEL ritiene necessaria costruire una nuova cultura della mobilità delle merci e delle persone che non si riduca alla semplice costruzione di nuove strade ma sappia pensare, proporre e costruire soluzioni integrate di riduzione e di modificazione della domanda di mobilità individuale senza ricalcare vecchie fallimentari ricette novecentesche. 

4. Nuovo sistema energetico:

Una nuova idea di società necessita di un nuovo sistema energetico fondato sulla rete diffusa e democratica di migliaia di produttori che si riappropriano della energia come bene comune.

SEL è impegnata a fare della efficienza energetica del nostro patrimonio edilizio esistente e della produzione di energia da fonti rinnovabili il motore di uno sviluppo qualitativo della provincia di Lucca. 

Quindi dobbiamo confrontarci con questioni complesse come la riconversione, l’innovazione e la diversificazione del nostro sistema produttivo per attrarre ricerca e valorizzarla attraverso un sistema efficace di trasferimento tecnologico per  produrre quella innovazione necessaria da cui possa nascere nuova imprenditorialità, nuova occupazione e ricchezza sociale. 

Siamo consapevoli che comunque l’innovazione e le nuove tecnologie da sole non possono salvarci. C’è bisogno di mettere in campo politiche sociali solidali e di integrazione per ricostruire una cultura capace dei reggere l’urto di cambiamenti che, per profondità e portata, potrebbero mettere a dura prova la stessa tenuta democratica del paese. 

SEL aderisce e sostiene la grande mobilitazione internazionale del 15 ottobre, si considera parte attiva dei movimenti ed è a fianco delle lotte dei lavoratori e degli studenti contro l’attacco devastante ai diritti civili e del lavoro, contro l’attacco ai contratti collettivi ed alle ricadute che tutto ciò comporta circa il deteriorarsi delle condizioni di vita e di lavoro. In particolare ci chiediamo cosa ne sarà della sicurezza sui luoghi di lavoro, in un mondo del lavoro disarticolato dove precarietà e flessibilità diventano il modello imperante del sistema produttivo neoliberista”.

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