Facebook e fotografia: vademecum giuridico

Facebook e fotografia: vademecum giuridico

LUCCA, 18 settembre – Sono ormai lontani i tempi in cui radunavamo parenti e amici davanti agli album fotografici per riportare alla memoria vicende del nostro passato. Oggi infatti il più grande contenitore di ricordi è la Rete e in particolare il social network.

Ogni giorno milioni di persone pubblicano immagini e video realizzati con il telefonino o con la macchina fotografica per condividere momenti della propria vita con gli altri appartenenti alla rete virtuale.

Non tutti sono consapevoli del fatto che la pubblicazione di una fotografia o di un video raffigurante altre persone è regolata da norme giuridiche.

Per fare un banale esempio, la pubblicazione su facebook di foto di amici e conoscenti va ad incidere su alcuni diritti fondamentali relativi all’immagine e alla riservatezza della persona.

Il diritto all’immagine è un diritto personale avente ad oggetto il segno distintivo essenziale dell’individuo volto a rappresentarne le sembianze, l’aspetto fisico, l’espressione e, più in generale, la sua personalità.

Esso trova disciplina nel combinato disposto dell’art. 10 del codice civile e degli artt. 96 e 97 della legge 633/1941 (legge sul diritto d’autore).

Dalla normativa in esame si ricava che il ritratto di una persona non può essere esposto, pubblicato o messo in commercio senza il consenso (espresso o tacito) dell’interessato.

E’ inoltre necessario che la pubblicazione/esposizione/commercializzazione non determini un pregiudizio al decoro e alla reputazione del soggetto rappresentato.

Qualora la fotografia di un ritratto (ovvero del viso) di un individuo (o dei genitori, del coniuge o dei figli dello stesso) sia pubblicata senza il suo consenso, questi potrà rivolgersi al giudice per ottenere l’inibizione della pubblicazione stessa oltre al risarcimento dei danni ad essa conseguenti.

Il consenso, a  seconda dei casi, può essere dato per iscritto, oralmente o per fatti concludenti e può essere sempre revocato.

Bisogna tenere presente che il consenso ad essere fotografati non equivale al consenso alla pubblicazione e alla diffusione della fotografia.

Esistono tuttavia eccezioni per le quali il consenso non è necessario e quindi la pubblicazione dell’immagine è lecita: ciò accade quando la riproduzione è giustificata dalla notorietà o dall’ufficio pubblico ricoperto dalla persona ritratta, quando sussistono necessità di giustizia o di polizia, ove siano perseguiti scopi scientifici, didattici o culturali ovvero quando la pubblicazione risulti collegata a fatti, avvenimenti, cerimonie d’interesse pubblico o svoltisi in pubblico.

Resta salvo, anche nelle eccezioni, il limite del rispetto del decoro e della reputazione del soggetto rappresentato, trattandosi di valori che attengono alla dignità della persona.

La pubblicazione su facebook della fotografia di un soggetto rileva anche sul profilo del diritto alla riservatezza in quanto la divulgazione di un’immagine costituisce una forma di trattamento dei dati personali lesiva del diritto alla privacy, come tutelato dal D.lgs. n. 196/2003 (Codice in materia di protezione dei dati personali) che stabilisce il principio fondamentale per cui “chiunque ha diritto alla protezione dei dati personali che lo riguardano”.

Per “dato personale” s’intende, secondo l’art. 4 lettera b) del predetto decreto, qualunque informazione riguardante una “persona fisica identificata o identificabile.

A tal proposito il Garante della privacy ha chiarito che le fotografie, così come le riproduzioni di immagini (ivi comprese le videoriprese), rientrano nella nozione di dato personale (decisioni del 15 maggio 2002 e 19 febbraio del 2002).

Per quanto concerne la natura del dato personale, esso normalmente costituisce un “dato comune”.

Qualora l’immagine consenta di rilevare talune informazioni che la normativa sulla privacy inquadra nella categoria dei “dati sensibili” (art 4. comma 1, lett. d) del D. Lgs. 196 del 2003: “i dati personali idonei a rivelare l’origine razziale ed etnica, le convinzioni religiose, filosofiche o di altro genere, le opinioni politiche, l’adesione a partiti, sindacati, associazioni od organizzazioni a carattere religioso, filosofico, politico o sindacale, nonché i dati personali idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale”), anche l’immagine avrà tale natura e pertanto sarà oggetto di più stretta tutela.

Tutto ciò comporta che, colui che intenda pubblicare una fotografia rappresentativa di un soggetto identificabile, dovrà ottenerne il consenso scritto, ove tale fotografia riveli dati sensibili; negli altri casi il consenso potrà essere dato in forma diversa.                                                                                   

Esistono eccezioni anche nella normativa sulla privacy e cioè quando il trattamento del dato è giustificato in assenza del consenso dell’interessato: si tratta delle fattispecie previste dall’art. 24 del decreto n. 196.

Qualora si commettano violazioni della normativa citata si può incorrere in una causa di risarcimento danni, che potranno essere sia di natura patrimoniale che non patrimoniale (c.d. danno esistenziale), indipendentemente dalla configurabilità di un reato.

Il danni patrimoniali sussistono nel caso in cui la persona ritratta (ad esempio, un personaggio famoso) avrebbe potuto ottenere un lucro utilizzando la fotografia a fini commerciali e promozionali.

La voce del danno non patrimoniale, invece, si riferisce a chiunque e consiste nel danno esistenziale o morale che la persona rappresentata ritenga di aver subito.

La persona che reputi di essere stata lesa dalla pubblicazione di una fotografia potrebbe anche tutelarsi sul piano del diritto penale, qualora si configuri il reato di cui all’art. 615 bis c.p. (“interferenze illecite nella vita privata”) secondo cui “chiunque, con l’uso di strumenti di ripresa visiva o sonora, si procuri indebitamente notizie o immagini relative alla vita privata nell’abitazione (o in altro luogo privato), deve essere punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni”.

In sostanza anche in rete si applicano le regole giuridiche, quindi: applicatele.

Fonti: www.altalex.com; www.webdieci.com.

(Ricordiamo ai nostri lettori che ogni articolo di questa rubrica è basato anche sulle richieste arrivate via mail alla redazione, per porre quesiti su ulteriori questioni legali possono scrivere all’indirizzo: consiglilegali@nullloschermo.it; sarà garantito il pieno rispetto della privacy).

* avvocati

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