Franchi (Sel): “Viareggio, una strage annunciata da non dimenticare”

Franchi (Sel): “Viareggio, una strage annunciata da non dimenticare”

LUCCA, 28 giugno “Nella notte tra il 29 e 30 giugno 2009, a Viareggio arrivò l’ennesima strage ferroviaria, con 15 morti immediati e circa 30 feriti gravi ustionati, che 17 di loro moriranno i seguito in modo orrendo, portando il totale dei morti a n. 32.

Come già ricordavo in un articolo che feci in qualità di responsabile Ambiente della CGIL di Lucca il primo luglio del 2009, negli ultimi 10 anni nella sola Toscana, vi sono stati ben 10 incidenti ai treni, di cui 4 treni deragliati, 2 treni che tranciano cavi dell’alta tensione; 2 treni che a causa di difetti ai freni vanno a schiantarsi a fine corsa; 1 treno che rovescia un carico di scorie all’interno delle acciaierie di Piombino; 1 carrello che vicino Firenze investe una squadra di operai con un morto ed un ferito grave.

Quindi anche la strage di Viareggio appariva sicuramente nell’aria, annunciata dagli incidenti precedenti avvenuti nelle ferrovie dello stato, privatizzate.

In Italia ogni anno vi sono oltre 1.000 morti sul lavoro!

Gli incidenti che avvengono in tutte le aziende piccole ed anche grandi imprese multinazionali (vedi la Thyssen) sono il frutto di scelte imprenditoriali errate… tutte basate sulla ricerca del ‘risparmiano sui costi’… come non capire e non vedere che non vengono effettuati investimenti adeguati di prevenzione sugli impianti, sulle linee… preferendo pagare qualche multa quando vengono ”presi in fallo” dalle poche visite ispettive delle ASL o dagli altri Organi competenti.

Il soggetto più debole è soprattutto il lavoratore precario o dipendente da piccole aziende…, quello che non viene mai formato, addestrato, informato, sui rischi esistenti nel luogo di lavoro, finendo per svolgere il proprio lavoro spesso senza nemmeno i dispositivi di sicurezza individuali..

Dopo la tragedia di Viareggio , sarebbe stato necessario un ruolo dello Stato e del Governo ben diverso da quello che c’è stato fino ad ora… ed invece abbiamo avuto il Ministro del “lavoro” Sacconi, che ha disposto e fatto approvare una legge che prevede ben 46 modifiche sostanzialmente peggiorative al Testo Unico sulla Sicurezza, varato dal precedente governo Prodi.

Questo Ministro Sacconi , ha definito il comportamento dei lavoratori che subiscono incidenti sul lavoro con invalidità o quelli che muoiono… come “patologia comportamentale” , i quali sarebbero negligenti e quindi da punire !

Nelle 46 modifiche peggiorative legislative, si prevedono quindi anche multe e norme penalizzanti, non per i datori di lavoro, che anzi vengono depenalizzati e se la cavano con una multa, ma per lavoratori ‘disattenti’!

Il Presidente del Consiglio Berlusconi che a suo tempo si lamentava perché a Viareggio era stato contestato… non ha fatto niente al fine di individuare le responsabilità di chi dirige le FF.SS. con un presidente Moretti delle Ferrovie, che al fine di risparmiare sui costi aveva appaltato una importante attività lavorativa senza curarsi minimamente della prevenzione e sicurezza.

Purtroppo c’è da chiedersi: che governo abbiamo? che imprenditori abbiamo? In che mondo viviamo?

Come fanno un Ministro della Repubblica fondata sul Lavoro ed il suo Presidente del Consiglio a non rendersi conto che il ruolo dello Stato non può essere quello di fare leggi che penalizzano chi lavora?…che il lavoratore, soprattutto se è precario, e dipendente da piccole imprese, è un soggetto debole che subisce ogni tipo di vessazione da parte dei datori di lavoro?

Come fanno i datori di lavoro a non capire che la competitività va ricercata attraverso l’innovazione alta e la prevenzione alla fonte?

Ma in verità lo capiscono molto bene…e fanno una scelta politica di parte, quella di schierarsi contro chi lavora… contro i cittadini che in caso di stragi come “Viareggio” sono inermi !

Che cosa possiamo e dobbiamo fare?

E’ necessario :


  • che in ogni azienda, a partire da quelle più significative, le RSU/RLS riprendano con forza la lotta, sviluppando una grande stagione di contrattazione sul “come si lavora”, con quanti e quali organici, con quali investimenti di prevenzione e manutenzione sugli impianti, “alla fonte”, occorre concordare con le imprese anche “per cosa si lavora” quale sviluppo compatibile con l’ambiente;


  • è necessario sviluppare in ogni azienda, in ogni mezzo di trasporto, la cultura del rifiuto del lavoro a rischio . I lavoratori devono dire NO ad ogni lavoro a rischio!


  • è necessario modificare profondamente la legge sul lavoro precario ( L.n. 30), e quella sul decentramento produttivo (appalti e subappalti;


  • occorre una legge che stabilisca delle tariffe minime di riferimento per ogni tipologia di lavoro che viene svolto in appalto o conto terzi, onde evitare i continui ribassi sulla pelle dei lavoratori”.


– Umberto Franchi – Circolo SEL “Sviluppo e Lavoro” Lucca-


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