Un accordo tra Massarosa e Università di Pisa per rilevare le coperture in eternit

Un accordo tra Massarosa e Università di Pisa per rilevare le coperture in eternit

MASSAROSA (Lucca), 11 giugno – Un notevole passo in avanti per la tutela dell’ambiente grazie a un accordo di ricerca firmato tra l’Amministrazione Comunale di Massarosa e l’Università degli Studi di Pisa – Dipartimento di Scienze della Terra per rilevare e mappare le coperture in cemento amianto (eternit) su tutto il territorio comunale, in linea con il Regolamento per la realizzazione di una mappatura delle zone del territorio nazionale interessate dalla presenza di amianto emanato dal Ministero dell’Ambiente nel 2003, nonché con il Piano Amianto della Regione Toscana.

Si tratta di un accordo dalla forte rilevanza pubblica, in quanto risulta prioritario conoscere, con il maggior dettaglio possibile, la presenza di coperture in eternit ed il loro stato di conservazione – spiega l’assessore all’ambiente Damasco Rosi -. Ciò per avere anche un utile strumento di controllo e verifica sulla corretta rimozione e sul corretto smaltimento di tali materiali da parte dei cittadini secondo le procedure previste dalla legge. Infatti, la rimozione di tali superfici in violazione delle debite procedure, seguita dall’abbandono scellerato ed indiscriminato di tali materiali, mette in serio pericolo la salute dei cittadini e la salubrità dell’ambiente, oltre che ad avere enormi ricadute economiche sul bilancio del Comune che si trova costretto a sostenere ingenti spese per la bonifica dei siti inquinati”.

Sono state già consegnate agli esperti dell’Università di Pisa immagini georeferenziate aeree di un sorvolo di tutto il territorio comunale, comprese quelle a noi fornite dall’Autorità di Bacino del Fiume Serchio, foto che verranno elaborate da parte del Dipartimento– prosegue -. A elaborazione terminata, il Dipartimento fornirà al Comune di Massarosa le mappe (anche in formato cartaceo) georeferenziate delle coperture rilevate, insieme ai files (shape files) per la loro rintracciabilità a terra, contenenti le coordinate geografiche UTM e gli indirizzi corrispondenti. In questo modo potremmo avere notizie circa lo stato delle coperture, nonché conoscere con precisione dove queste si trovano”.

Tali informazioni potranno poi essere utilizzate in futuro per effettuare indagini a campione con lo scopo di verificare, anche a posteriori, il rispetto delle procedure di smaltimento, pena, in caso contrario, l’applicazione di pesantissime sanzioni amministrative e penali.

Abbiamo chiesto inoltre al Dipartimento – prosegue l’assessore Rosi – di consegnarci un studio ad hoc sull’area artigianale ed industriale di Montramito, sulla quale, in base ad un Protocollo d’Intesa tra Amministrazione Comunale e Consorzio di Montramito, s’intende sviluppare un progetto che preveda la sostituzione delle coperture in eternit con superfici “pulite” su cui installare pannelli fotovoltaici. Stiamo inoltre lavorando per verificare la possibilità di elaborare una convenzione con la Società ERSU S.p.A., che consenta di abbassare i costi di rimozione e smaltimento delle superfici in cemento amianto. Ciò per andare incontro alle esigenze di cittadini anche alla luce della pratica sempre più diffusa di bonificare i tetti in eternit sostituendoli con tetti fotovoltaici, beneficiando così degli incentivi maggiorati previsti dal conto energia per tali tipi di operazioni”.

Massarosa è tra i primi Comuni in Italia ad effettuare il censimento dell’amianto e la scelta di farlo affidandosi all’Università degli Studi di Pisa, oltre che dare prestigio al progetto, garantisce la buona riuscita per competenze e strutture. “La qualità dell’ambiente e la qualità della vita – dice l’assessore – sono una priorità per questa amministrazione e con questo progetto, intendiamo avere uno strumento che ci consenta di effettuare maggiori controlli a garanzia della salute dei nostri cittadini. I rischi per la salute derivanti dall’amianto, infatti, scaturiscono dal possibile rilascio nell’ambiente di fibre microscopiche, che disperse nell’aria, anche in minime quantità, possono essere inalate dall’uomo con le conseguenze molto gravi e ben note per la salute pubblica. Serve pertanto una svolta decisiva, anche sui controlli”.

Ad oggi – ricorda – non esiste un obbligo di rimozione delle superfici in eternit, se non per quelle coperture che, esposte da tempo ad agenti atmosferici, presentano condizioni di degrado tali da aumentare in maniera esponenziale i rischi. Solo qualora lo stato di conservazione delle superfici, calcolato tramite l’applicazione dell’Indice di Degrado, risulti pessimo è necessario procedere alla messa in sicurezza che è possibile fare oltre che mediante la rimozione nel rispetto della normativa di riferimento, anche ricorrendo ad altre tecniche come l’incapsulamento ed il confinamento di tali materiali, sempre seguendo le disposizioni legislative”

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