Mario Martone e John Turturro all’Italian Film Festival

LONDRA, 3 Marzo – L’Italian Film Festival è iniziato. Organizzato dall’Istituto Italiano di Cultura di Londra e Cinecittà Luce, il Festival presenterà uno spaccato dell’attuale cinema italiano, con la proiezione di alcune tra le più importanti pellicole. Ieri sera al Ciné Lumière dell’Institut Français di Londra sono stati presentati Passione, il viaggio nelle radici della musica napoletana di John Turturro e Noi credevamo di Mario Martone, che racconta il Risorgimento italiano, le contraddizioni, le delusioni, i conflitti che ancora oggi caratterizzano il nostro paese. Il regista, presente in sala con l’attore Luigi Lo Cascio, ha raccontato le difficoltà che ha incontrato in questi sette anni che sono stati necessari per la realizzazione di questa pellicola difficile e complessa. 

A una signora in sala, che al microfono ha confessato che questo era il film più bello che ha visto negli ultimi anni, Martone ha mandato un bacio e rispondendo ad altri interventi ha sostenuto che non era sua intenzione girare un film descrittivo, celebrativo ma una rilettura che potesse dare speranza non all’Italia, ma agli italiani di oggi.

Turturro, invece, ci fa riscoprire una Napoli dimenticata, la Napoli che rende fieri i napoletani. Passione, è un film di musica, è un film di sensazioni, è un proscenio di teatro dove si avvicendano napoletani molto diversi tra loro, attori, cantanti, di oggi e di ieri, che si portano dietro la propria scenografia di muri scritti, di scorci, di vedute, di storie e ricordi, la loro Napoli fatta di dettagli o di vedute dal Vomero.

E poi la musica napoletana, cantata, interpretata, ballata, suonata, che per tutto il film tenta gli spettatori seduti, costretti, immobili. Melodie che prepotentemente escono dalla sala come i profumi di una città che si impregnano addosso, l’aria di Napoli trasportata in un’ampolla fino a Londra.

Ma Turturro non è napoletano, “alcune cose, le avessi dette io, sarebbero state banali“, esclama Peppe Servillo, anche lui ospite della serata, rispondendo con fare diplomatico alle domande alla fine della proiezione.

Turturro è rimasto affascinato da Napoli ma si infila in un vicolo, in uno di quelli con i panni stesi e decide di stendere solo il corredo buono. È un film tutto bianco, pulito e profumato, come nelle pubblicità, un film dove Napoli diventa uno dei tanti stereotipi di sè stessa. Perché Napoli è contraddizioni. Napoli bella, sporca, gioiosa, cattiva, canto, omertà. Il regista spolvera la città dalla nera polvere vulcanica dimenticando il Vesuvio.

Ma una contraddizione nel film c’è: dopo le ottime performance di Avion Travel, Almamegretta, l’intenso Gennaro Cosmo Parlato, per citarne alcuni, Turturro sceglie di far recitare Fiorello, bravo, ma senza un motivo, se non quello di “mafia, pizza e mandolino”.

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  • Admin
    9 marzo 2011, 21:01

    Sono il Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Londra e sono rimasto molto male nel vedere che presentate l’Italian Film Festival di Londra senza citare il fatto che è stato organizzato integralmente dall’Istituto e da Cinecittà Luce. L’istituto francese non è entrato minimamente nell’organizzazione anche se ci ha affittato per l’occasione una sala molto bella (certamente la useremo anche il prossimo anno). Il Festival 2011 è iniziato il primo marzo con un Concerto di Nicola Piovani alla Cadogan Hall (affittata) e prosegue ora fino al 31 nella sede dell’Istituto in 39 Belgrave Square, con la Rassegna Cinema e Cibo comprendente una serata dedicata a Federico Fellini (grazie anche alla Regione Emilia Romagna) e , 15 film “in tema” accompagnati da prelibatezze regionali. Vi pregherei di rettificare. Grazie

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