Lucca è stata ceduta al Granducato di Toscana

LUCCA, 10 ottobre 1847 – Incredulità e sgomento: il Ducato di Lucca non esiste più, è stato ceduto al Granducato di Toscana. La notizia è stata annunciata ieri sera ufficialmente da Gaetano Giorgini informato privatamente dallo stesso Granduca Leopoldo II d’Asburgo Lorena. Dopo 478 anni Lucca termina la sua storia di Stato autonomo.

Il trattato di reversione é stato firmato dal Duca Carlo Lodovico di Borbone il 5 ottobre scorso a Modena ma la trattativa per la cessione sarebbe durata alcuni mesi ed è rimasta nella più completa segretezza cogliendo di sorpresa perfino il principe Metternich.

Nella mattinata gruppi di violenti sono scesi in strada a manifestare con cori contro il Duca di Lucca, assaltando e distruggendo gli stemmi borbonici e imbrattando il monumento a Maria Luisa di Borbone in piazza Grande. Sconcerto in città fra i nobili, i pubblici ufficiali ed i semplici cittadini «siamo stati venduti come la carne del maiale» ha dichiarato il marchese Pietro Provenzali. Il timore è quello della perdita di istituzioni, funzioni di capitale e del decoro dovuto alla presenza di una corte. Pareri favorevoli solo da alcuni giovani liberali che vedono nell’unione alla Toscana la possibilità di un governo più illuminato.

Questa sera è atteso l’arrivo del marchese Pierfrancesco Rinuccini che domattina, a nome del Granduca, prenderà formale possesso dello stato lucchese dopo la lettura dell’atto di abdicazione di Carlo Lodovico a Palazzo Pretorio.

Carlo Lodovico si era allontanato da Lucca il 9 settembre scorso per Massa assicurando al ministro Antonio Mazzarosa il suo veloce rientro per i festeggiamenti di Santa Croce; ma il giorno della festa il trono in cattedrale è rimasto desolatamente vuoto. Si è poi saputo che Duca si era recato a Modena trasferendo la reggenza provvisoria al Consiglio di Stato.

La reversione di Lucca alla Toscana prevista dall’articolo 102 del trattato conclusivo del Congresso di Vienna poteva verificarsi solo qualora si fosse estinto il ramo lucchese dei Borbone o se il  medesimo potesse rientrare sul trono di Parma attualmente occupato da Maria Luigia d’Austria. Carlo Lodovico con questa cessione si libera così del grosso disavanzo pubblico lucchese gravato dei suoi debiti personali. Non si conoscono i dettagli della ma si presuppone che il debito verrà inglobato nel bilancio del governo toscano. 

3 commenti

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3 Commenti

  • Admin
    17 marzo 2011, 21:30

    Così commentava tre anni dopo la reversione un lucchese nel suo diario, ben interpretando un diffuso sentimento in città: ” Povera Lucca, tutto ha perduto, tutto del suo lustro (…)Gran numero di Toscani impiegati nei pubblici impieghi; pochissimi Lucchesi impiegati nel Granducato, e quasi tutti messi a pensione e giubilati, e così vien rotta la catena dei pubblici impieghi, perchè son tutti sospesi, non essendovi in Lucca rimasto che la Prefettura, la Pulizzia (sic), i Tribunali e Dogana, essendo noi Lucchesi trattati da veri provinciali, cosa che per giustizia non può stare, essendo Lucca Ducato, e come tele dovea governarsi (…) Ci hanno i Toscani regalato della Corte Regia, cosa che ha fatto danni alle famiglie Lucchesi perchè le pigioni delle case sono aumentate immensamente, e poi regalato di persone di cattivi e infami costumi.”
    Diario della famiglia Buonfigli, Biblioteca statale di Lucca, manoscritto 3576.

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  • Admin
    18 marzo 2011, 00:59

    Sempre attaccati ai “quatrini”!!!!!!

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  • Admin
    5 agosto 2012, 11:05

    Se i miei ricordi di storia non mi tradiscono, il Boccherini fu declassato e posto sulle spalle dei lucchesi, l’accademia iniziò la discesa verso l’oblio così come i collegamenti con il Nord ecc. Oggi a secondo di come finirà la questione provincia potremo ritovarci senza prefettura, questura, Camera di commercio e senza tutte le direzioni provinciali dei vari servizi dello stato e non. Migliaia di posti di lavoro. Quando si spostano da un territorio i centri decisionali Le ricadute dirette e sull’indotto sono pesanti.(giusto quanto riportato da bertolozzi)

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