A cent’anni dall’addio a Firenze una mostra racconta D’Annunzio

A cent’anni dall’addio a Firenze una mostra racconta D’Annunzio

LUCCA, 7 gennaio – Il 1910, per Gabriele d’Annunzio, è l’anno dell’addio. Costretto a lasciare Firenze probabilmente a causa dei debiti, fugge a Parigi, l’altro polo culturale con cui nel corso degli anni non aveva mai interrotto i legami.

Per il centenario di questo addio è stata organizzata la mostra “1910 Fuga dalla Capponcina. D’Annunzio fra Firenze e la Francia”, inaugurata il 16 dicembre sarà aperta fino al 13 febbraio, a Palazzo Medici Riccardi, a Firenze. Mostra che si configura come una vera narrazione di un momento storico molto vivace per la cultura di Firenze, fatta di pitture, sculture, fotografie, oggetti, carteggi, pubblicazioni.

D’Annunzio era infatti arrivato a Firenze nel 1898 insieme ad Eleonora Duse, legata al Vate da un fortissimo legame di arte e di vita, e qui aveva vissuto per dodici anni “come un Signore del Rinascimento”, perfettamente a suo agio in quell’ambiente intellettuale e artistico, all’epoca fra i più fecondi e vivaci del mondo. Tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900 Firenze contende a Parigi il ruolo di capitale della cultura e non a caso Gabriele d’Annunzio ponendo la sua dimora nel quieto rifugio collinare della Capponcina, a Settignano, non disdegna frequenti incursioni nella Ville Lumiere.

Dalla collina di Settignano osserveremo quindi il panorama culturale fiorentino dell’epoca composto di riviste letterarie (dal Marzocco alla Lacerba), di associazioni culturali, di luoghi per la riflessione e il confronto (i famosi caffè da Doney alle Giubbe Rosse). Ma la vitalità culturale si estende anche in altri ambiti, a cominciare dall’artigianato artistico, come testimoniano i fini prodotti della Manifattura di Signa esposti in mostra, fino alla fotografia che con Nunes Vais e i Fratelli Alinari si è imposta in quegli anni all’attenzione del mondo.

In questo vivacissimo contesto l’attenzione della mostra si soffermerà su quattro personaggi, su due “coppie di fatto” che hanno vissuto con Firenze un rapporto speciale anche se limitato nel tempo: oltre a Gabriele d’Annunzio e alla divina Eleonora Duse, anche il binomio formato da Edward Gordon Graig, padre della moderna regia teatrale, con la danzatrice americana Isadora Duncan, che sembrerà liberare nella danza le “grazie primaverili” del Botticelli. Il loro avvicendamento permetterà osservare da diverse angolazioni la particolare posizione di Firenze nel contesto dei cambiamenti in atto fra la fine del secolo e il ‘900 prebellico.

La mostra si apre nel cortile di Michelozzo con un’immagine che ci mostra D’Annunzio come un principe del rinascimento, attraverso il parallelismo tra la cappella di Benozzo Gozzoli,  con il particolare che ritrae Lorenzo Il magnifico da giovane a cavallo  e una foto di d’Annunzio a cavallo nel giardino della Capponcina. 
Nella prima stanza del primo piano trova spazio il ritratto di Eleonora Duse, mentre nella seconda stanza troviamo l’altra coppia celebre di quel periodo fiorentino Edward Gordon Craig e Isadora Duncan.
Nelle sale del pianterreno di Palazzo Medici Riccardi la mostra è dedicata all’ambiente cosmopolita fiorentino e ai suoi salotti culturali.
All’interno della Limonaia si rievoca l’Asta degli arredi e delle suppellettili della Capponcina, effettuata tra il 3 e il 14 giugno 1911. La prima sala è dedicata ai fermenti culturali dell’epoca, nella poesia, nelle arti figurative e anche nelle nuove tecnologie. Nella seconda stanza, dedicata al “culto” di Dante, spicca l’incisione del Dante Adriaticus di Adolfo de Carolis.
Nella terza stanza è esposta una “Galleria dei Ritratti” con i protagonisti della cultura fiorentina fra pittori e grandi fotografi. La quarta stanza è dedicata a Gordon Craig e Firenze. Infine l’ ultima sala è dedicata all’eclissi del dannunzianesimo poetico e la ricostruzione del ricordo.

Mostra curata da Elena Puliti, e promossa e realizzata dalla Provincia di Firenze.

“1910 Fuga dalla Capponcina. D’Annunzio fra Firenze e la Francia”
16 dicembre 2010 – 13 febbraio 2011

Palazzo Medici Riccardi
Via Camillo Cavour, 3

50129 – Firenze (FI)
telefono: 0552760340 

9,30-18, chiusa il mercoledì

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