Le immagini di “Biancaneve” del Teatro del Carretto

LUCCA, 4 Novembre – C’era una volta Biancaneve, nelle fiabe, e c’è oggi il Teatro del Carretto che a Lucca sta portando in scena Biancaneve. Lo spettacolo che nel 1983 ha svelato la Compagnia al mondo teatrale, oggi fa parte del progetto “Spettacoli in lingua” che all’Auditorium di San Nicolao ospiterà gli studenti delle scuole elementari, medie inferiori e superiori che potranno assistere alla rappresentazione della fiaba in diverse lingue. “Il linguaggio teatrale come supporto d’integrazione alle ore di insegnamento scolastico delle lingue straniere”, così è scritto sul sito del Teatro del Giglio che collabora  all’iniziativa, una mistificazione attraverso la mitizzazione di quelli che sono i mezzi e i supporti. Perché è l’insegnamento (delle lingue straniere) che dovrebbe supportare il percorso di avvicinamento dei ragazzi al Teatro, il Teatro inteso come esplorazione, percorso di maturazione, la capacità di guardarsi dentro attraverso l’arte, l’arte che utilizza il mezzo di un’altra lingua, in questo caso il linguaggio teatrale. Il rischio, e troppo spesso il risultato, è di avere studenti preparati sulla grammatica e pronuncia ma senza niente da dire nè in un’altra lingua nè in italiano.

Biancaneve scappa nel bosco, come noi dovremmo rifuggire i miti della nozionistica, quel guardarsi allo specchio della regina cattiva. Biancaneve del Teatro del Carretto incanta lo spettatore con la semplicità di una scatola magica, una scatola che assomiglia a un teatro di marionette, ma che concentra e accoglie tutto in se stessa, i burattini e i personaggi umani, la musica e la voce che narra, quella scena di legno che diventa il cuore della narrazione. È lo sfondo e il proscenio, è reale e fantastico.

Non è possibile sottrarsi a questo gioco, non è possibile non guardare, non seguire, non emozionarsi. E questo succede agli adulti in sala, succede ai ragazzi, agli stessi ragazzi che poi non trovano stimoli interessanti quando sono al di fuori, al di fuori di questo spazio altro che si crea intorno a loro e grazie a loro. 

È questo uno spettacolo, o meglio, un’esperienza formativa che dovrebbe essere obbligatoria nella scuola dell’obbligo, essere replicata anche per tutti gli altri e diventare un appuntamento fisso a Lucca per le generazioni che crescono e per gli adulti che non hanno intenzione di abbandonarsi.

(Per maggiori informazioni Spettacoli in lingua a cura del Teatro del Carretto)

3 commenti

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3 Commenti

  • Admin
    4 novembre 2010, 21:43

    Bellissimo!
    Voglio portare i miei alunni..
    Bellissime le foto!
    Bravo il giornalista e il fotografo.
    Complimenti a entrambi.

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  • Admin
    5 novembre 2010, 11:50

    ma si può assistere anche se si è superata di gran lunga la soglia della maggiore età? ne ho un ricordo strepitoso da bambina!!!!

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  • Admin
    5 novembre 2010, 19:06

    Belle foto complimenti!

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