L’attrattiva del mercato dell’antiquariato in piazza San Michele

L’attrattiva del mercato dell’antiquariato in piazza San Michele

LUCCA, 18 luglio – Ieri non mi hanno svegliato i gabbiani, molto più mattutini di noi colombi, bensì l’arrivo degli antiquari in piazza San Michele, giusto sotto casa mia. La prima impressione non è stata favorevole: chi ama sentirsi svegliato da un rumore insolito nel cuore dell’estate? Nessuno. Sia esso pennuto o sia esso bipede umano. E, infatti, mi sono domandato perché, con tante piazze a disposizione, venissero a dare fastidio proprio a me. 

Me ne sono fatto – più o meno – una ragione e ho deciso che, una volta aperto, avrei visitato anch’io quel mercatino. Gli espositori erano quelli che, in genere, stanno in piazza del Giglio e, a causa del concerto serale, erano stati trasferiti nella ‘mia’ piazza San Michele. A un primo colpo d’occhio, ammetto che sono rimasto perplesso da questa accozzaglia di bancarelle. Poi, ho lasciato vagare lo sguardo. Ho ascoltato i rumori. Ho guardato la gente che si fermava, chiacchierava e poi proseguiva. E mi è piaciuto. 

La piazza era diventata viva. Vivace. Allegra. La gente, fossero turisti o fossero lucchesi, ci facevano tappa comunque. Non era come quelle ‘baracche’ di Natale o di Pasqua, brutte, fredde, non vive e dove, francamente, trovare qualcosa di interessante è una missione impossibile. Lì, magari, non si trovava niente lo stesso, ma la curiosità la faceva da padrona. Ed era divertente vedere come tutti facevano tappa in quella nuova piazza San Michele.

Allora mi sono trovato a pensare che tutto sommato mi piaceva. Mi piaceva che la piazza fosse diventata un punto di attrazione per tutti quelli che passavano. Mi piaceva quel brusio che si sentiva e mi piaceva che fosse diventata un insieme di banchetti vivaci, dove trovare dai bicchieri di inizio del secolo scorso ai vestiti della nonna. Veramente di tutto un po’. 

Sicuramente ci saranno quelli che diranno che i banchetti ‘all’antica’ rovinano la piazza. A quelli risponderei volentieri che trovo molto meno ‘consone’ con la bellezza artistica della piazza quella roba che viene messa per Santa Croce, Natale o Pasqua che sia. Vogliamo parlare dei tubi di plastica che scendono per far scolare l’acqua? Si, per carità, sono comodi, ma quanto sono brutti? 

Invece, in questi due giorni, mi è sembrato di fare un salto nel passato. Forse saranno stati gli oggetti di antiquariato esposti, ma mi è sembrato che nella piazza stessa si respirasse un’aria diversa e la vita assumesse i ritmi più lenti di una volta. Quando, in fondo, ci si sapeva godere la vita. 

E, allora, perché non includere piazza San Michele nelle piazze dell’antiquariato in modo permanente? Sarebbe sicuramente una scelta di valorizzazione. Valorizzazione sia della manifestazione, ma anche della stessa città. 

Giò Piccione
(*) Opinionista volatile
Piazza San Michele
Campanile 

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