CentCom: Obama punta su Mattis il “Monaco Guerriero”

CentCom: Obama punta su Mattis il “Monaco Guerriero”

NEW YORK (Usa), 11 luglio James Mattis, il generale dei marines che nel 2004 sotto la guida di George W. Bush ha riconquistato la città irachena di Falluja al termine di una delle più violente battaglie militari degli ultimi anni, è stato scelto da Barack Obama per guidare il CentCom, il Comando centrale Usa, a Tampa, in Florida. La nomina è stata annunciata dal Segretario della Difesa, Robert Gates. Mattis, 59 anni, prende il posto di David Petraeus, chiamato dal presidente Obama a risolvere, sul campo, la delicata campagna afghana.

“Mad Dog Mattis”, “Mattis cane pazzo”, così lo chiamavano, una vita passata tra una missione e l’altra si è fatto la fama di essere persona dal linguaggio spiccio e provocatorio. Nel 2005, di ritorno dall’Afghanistan, raccontò a una platea di San Diego di provare piacere intellettuale nello sparare “alla gente che per cinque anni è andata in giro a schiaffeggiare le donne soltanto perché non portavano il velo” aggiunse che questi fondamentalisti in realtà non appartenevano al genere umano, “per cui sparargli è davvero molto divertente”.  Frasi provocatorie insieme a consigli moderati ai suoi marines (di cui si fida ciecamente): “Se mostrate rabbia o disgusto verso i civili, sappiate che state concedendo una vittoria ad al Qaeda e agli altri ribelli” o “Ogni volta che salutate un civile iracheno, al Qaeda si rivolterà nella propria tomba”. Non si stanca di ripetere il motto che ha fatto grande il suo corpo: “Dimostrate al mondo che non ci sono migliori amici né peggiori nemici dei marines”. Quindi la regola è “siate educati, professionali, ma mettete anche in conto di uccidere chiunque incontrate.”

Un militare duro e deciso, abituato a non andare troppo per il sottile. E che non le manda a dire. E se prima i soldati statunitensi in Afghanistan dovevano fare i conti con l’asceta McChrystal – si racconta che corra quotidianamente 13 chilometri, faccia un solo pasto al giorno e dorma non più di 4 ore a notte – adesso sarà il turno del “monaco guerriero” James Mattis. Un soprannome che si fa risalire a quando il generale (scapolo) passò un Natale in servizio a Quantico per permettere al suo vice di passare le feste con la famiglia.

Qualcuno l’ha paragonato a Kilgore di “Apocalipse Now” (quello che “adora l’odore del Napalm di mattina”) non a caso  a breve la sua figura sarà protagonista di un film, prodotto dalla Universal Pictures, interpretato da Harrison Ford, un kolossal già atteso dai critici come il nuovo “Platoon” che si intitolerà “No true Glory: The Battle for Falluja”. Qualche anno fa, il suo personaggio era uno dei protagonisti della straordinaria e iperealistica serie televisiva della Hbo ambientata in Iraq, “Generation Kill”.

Il generale Mattis, è accreditato come uno dei maggiori esperti della cosiddetta “controinsurrezione”, la strategia ideata insieme a Petraeus che ha dato ottimi risultati in Iraq. La tattica prevede una maggiore vicinanza e collaborazione dell’esercito con i civili, anche a costo di aumentare le perdite statunitensi, allo scopo di meritarsi la loro fiducia e guadagnare rispetto a spese dei fondamentalisti. Secondo il New York Times, Mattis è “un generale a quattro stelle famoso allo stesso modo per il suo linguaggio asciutto, per le sue capacità di combattimento e per la sua conoscenza della controinsurrezione”. IlLos Angeles Times lo racconta come “noto per il suo approccio aggressivo, è il co-autore della dottrina della controinsurrezione, che restringe le regole d’ingaggio dei militari e punta alla protezione dei civili per guadagnarsi il loro sostegno”. Thomas Ricks, premio Pulitzer ed esperto di difesa e politiche militari, ha scritto su Foreign Policy che considera la nomina di Mattis come “la miglior notizia da diverso tempo a questa parte”.

Una delle sue frasi più leggendarie fu: “Sono venuto in pace. Non ho portato l’artigliera. Ma, con le lacrime agli occhi, vi giuro che se provate a fottermi vi ucciderò tutti”.

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